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Economia e finanza

Tutti gli appuntamenti del 2019 che impatteranno su economia e finanza

Dicembre 2018

Tutti gli eventi da segnare in agenda per l'anno in corso

Sarà un anno caldo per l’economia mondiale, il 2019. Tra gli alti e i bassi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le decisioni di politica economica della Fed, la fine del Quantitative Easing della Bce, le elezioni europee, l’avvio della Brexit e le conseguenze della manovra economica italiana, ne vedremo delle belle.

L’incontro tra il presidente USA e quello cinese, Xi Jinping, in occasione del G20 di Buenos Aires, ha portato a una tregua che eviterà l’escalation della trade war all'avvio del nuovo anno. Non si sa tuttavia se questa pace momentanea possa portare effettivamente a un accordo a lungo termine, lasciando aperto quindi il rischio di una ripresa delle ostilità nel 2019. Di certo questi sviluppi, seppure momentanei, riducono l’impatto immediato dei dazipiù elevati del 2019 sull'inflazione, il che a sua volta potrebbe portare la Fed a frenare l’innalzamento dei tassi. E lo stesso effetto potrebbe avere il prezzo del petrolio: se dovesse continuare a scendere, la banca centrale americana potrebbe rivedere i propri piani del 2019.

Passando al vecchio continente, invece, il 2019 sarà l’anno delle più incerte elezioni europee di sempre, della fine del QE e anche della Brexit. Una ricetta esplosiva in teoria, con i partiti euroscettici che dovrebbero fare un passo in avanti, generando nervosismo e volatilità nei mercati. Mentre l’asse franco-tedesco che mira a riformare l’area Euro appare ancora troppo debole per poter rappresentare il fulcro del rilancio dell’UE, superando le spaccature esistenti nel Consiglio europeo.

Quanto alla politica monetaria, il governatore della BCE Mario Draghi ha confermato la fine del Quantitative Easing a dicembre 2018, pur lasciando aperta la possibilità di nuovi stimoli monetari per il 2019. «Per far sì che l’inflazione continui a muoversi verso il nostro obiettivo, sarà mantenuto un grado significativo di sostegno fornito all’economia dalla politica monetaria, anche dopo la fine del programma di acquisto di titoli», ha detto Draghi.

Tuttavia, la fine del Qe spaventa i mercati. E soprattutto l’Italia, divisa tra una manovra economica che sfora le previsioni di disavanzo di Bruxelles e lo spread in altalena. Nel 2019, inoltre, l’Italia dovrà collocare 400 miliardi di Bot e Btp, e senza gli acquisti della Bce. Le prospettive non sono rosee, tenendo conto che il dato generale per l’anno prossimo parla di una domanda di bond in calo, con le banche centrali e i grandi fondi in ritirata. Da tenere sott'occhio sarà infatti la politica monetaria cinese e il contrasto all'eccessivo deprezzamento dello yuan che dovremo aspettarci.

E poi c’è il divorzio tra la UE e la Gran Bretagna, previsto per marzo 2019. Il panorama si complicherebbe se si andasse incontro a un “no-deal Brexit, cioè a un’uscita del Regno Unito dall’UE senza un accordo tra le due parti. Tanto più che l’instabilità che ne deriverebbe potrebbe avere un impatto negativo sulle prospettive economiche di vari Paesi europei, a partire da Francia, Germania, Paesi Bassi e Irlanda, che hanno un significativo interscambio commerciale con Londra. 

Non sarà un anno facile, insomma. L’orizzonte economico del 2019 sembra più tortuoso del solito.

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Fonte: Pictet AM Italia