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Economia e finanza

Fine del Quantitative Easing: quali scenari dopo l’operazione di Mario Draghi

Gennaio 2019

La fine del piano della BCE non dovrebbe innescare eccessive turbolenze: la fine degli acquisti non significa anche la fine della politica monetaria espansiva.

La Banca Centrale Europea ha annunciato la fine del Quantitative Easing. Si è concluso quindi con il 2018 l’acquisto dei titoli di Stato degli stati membri, il cosiddetto “bazooka” anti-crisi a cui Francoforte si è affidato dal 2015 per far sì che il sistema economico europeo rimanesse in piedi.

Cosa succederà ora con la fine del QE?

Il QE ha permesso in questi anni l’iniezione di denaro nel sistema economico da parte dell’Eurotower, che attraverso l’acquisto di titoli del debito pubblico ha permesso agli Stati di finanziarsi a bassissimo costo e attuare così politiche che contrastassero i bassi livelli dei prezzi.

Secondo gli addetti ai lavori, la fine del piano della Bce non dovrebbe però innescare eccessive turbolenze. Anche perché la fine degli acquisti non significa anche la fine della politica monetaria espansiva. Mario Draghi ha infatti assicurato che si tratterà di un’uscita non traumatica, con il reinvestimento del capitale dei bond giunti a scadenza in titoli di Stato dello stesso Paese. Francoforte non avvierà dunque il “tapering”, impegnandosi a reinvestire i bond via via rimborsati “per un periodo prolungato dopo che si sarà iniziato ad alzare i tassi di interesse principali, e in ogni caso per tutto il periodo necessario”.

Per l’Europa, e per l’Italia, la fine del Qe dovrebbe essere quindi indolore. Ma a partire dal 2019, tutti i Paesi europei dovranno negoziare i propri titoli di Stato nelle aste con gli investitori internazionali, senza più l’aiuto della Bce. E anche l’Italia, in assenza del programma di acquisti, l’Italia dovrà tornare a convincere gli investitori ad acquistare il suo debito, assicurando la possibilità di poter ripagare gli interessi.

Bisognerà quindi puntare sull'aumento della crescita e la ripartenza dei consumi. Anche perché la fine degli aiuti metterà nero su bianco quanto i singoli Paesi, in questo periodo di “shopping” della Bce abbiano fatto per ridurre il debito, contrastare la povertà e la disoccupazione negli anni della grande crisi.

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Fonte: Pictet AM Italia