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Politica

Il 2 luglio va in scena il nuovo Parlamento Europeo

Giugno 2019

Mercati e forze politiche guardano con attenzione alle strategie per una maggioranza solida a Strasburgo. I partiti sovranisti ed euroscettici sono cresciuti, ma la partita è ancora in mano alle forze pro-euro.

Quasi 427 milioni di europei nell’ultimo weekend di maggio potevano votare per le none elezioni del Parlamento Europeo e l’affluenza è stata la migliore degli ultimi 20 anni: il 50,95% degli aventi diritto si è recato alle urne, un dato in netta crescita rispetto al 42,61% del 2014, per eleggere i 751 eurodeputati che dal 2 luglio entreranno ufficialmente in servizio a Strasburgo durante la prima sessione plenaria del proprio mandato. Ora i singoli partiti nazionali stanno trattando per definire a quale gruppo politico europeo appartenere oppure se intendono crearne di nuovi. 

I prossimi passi dei parlamentari europei

Per comporre un gruppo politico è necessario avere minimo 25 eurodeputati di almeno 7 Paesi diversi (un quarto degli Stati Membri), ma anche gli eletti che non vogliono affiliarsi ad alcun gruppo potranno occupare un posto a Strasburgo come “Non iscritti”.  I vantaggi di far parte di un gruppo sono diversi: si ricevono sovvenzioni per le spese di segreteria, si possono interpellare i funzionari del Parlamento Europeo e si guadagna un maggiore peso politico all’interno delle commissioni e durante i lavori nelle plenarie. Se guardiamo all’ultima legislatura troviamo 8 Gruppi, che sembrano andare verso la riconferma anche per questa tornata:

  • Partito Popolare Europeo (Ppe), Gruppo di Forza Italia – avrà 179 seggi
  • Socialisti e Democratici dell'S&D, Gruppo del Partito Democratico – avrà 153 seggi
  • Liberaldemocratici dell'Alde, Gruppo in cui sarebbe entrato +Europa se avesse superato la soglia di sbarramento, qui l'italia non avrà rappresentati – avrà 105 seggi
  • Verdi/Ale qui l'italia non avrà rappresentati – avrà 74 seggi
  • Conservatori dell'Ecr, Gruppo di cui farà parte Fratelli d'Italia – avrà 63 seggi
  • Europa delle Nazioni e delle Libertà (Enl), Gruppo della Lega e del Rassemblement National di Marine Le Pen – avrà 58 seggi
  • Europa della libertà e della democrazia diretta (Efdd), Gruppo del Movimento 5 Stelle e del Brexit Party di Nigel Farage – avrà 54 seggi
  • Sinistra della Gue/Ngl qui l'italia non avrà rappresentati – avrà 38 seggi

Completano il quadro 7 seggi per i Non iscritti e 20 seggi per Neoeletti senza appartenenza a un gruppo politico del Parlamento uscente. 

Quale futuro per l'Europa

Nonostante il caos mediatico sui partiti sovranisti e nazionalisti, i rapporti di forza all’interno dell’emiciclo europeo non sono stati stravolti: Ppe e S&D con molta probabilità continueranno a guidare l’Europa, probabilmente con il sostegno dei liberali di Alde o dei verdi, entrambi alla migliore performance della storia dell’Europarlamento. Largo quindi ai partiti europeisti, anche se i partiti euroscettici sono cresciuti e soprattutto hanno affermato un’egemonia nazionale in Francia e in Italia. I punti più complessi da smarcare per creare un’alleanza con una maggioranza solida vanno dalle politiche migratorie al clima, fino alle politiche industriali. Saranno questi i nodi che porteranno al prossimo assetto e tra poche settimane vedremo come. I mercati attendono di capire come si muoverà l’Europa. 

Fonte infografica: Pictet AM Italia