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Educazione finanziaria

Price Earning e Dividend Yield: cosa sono e a cosa servono

Marzo 2019

I multipli sono indicatori preziosi per capire l'appetibilità di un titolo all'interno di un gruppo omogeneo. Ma non bastano per decidere un investimento.

Come si valuta un titolo? Come si raccolgono elementi per capire se è appetibile? La risposta è complessa, ma di sicuro un aiuto per definire un valore corretto arriva dai multipli. Cioè indicatori che mettono a confronto i valori di asset all'interno di gruppi omogenei. Perché variano sia per aree geografiche sia per settori. Tra i multipli più utilizzati ci sono Dividend Yield e Price Earning. Ecco che cosa sono e a cosa servono.     

Dividend Yield: cos'è

Il Dividend Yield è il rapporto tra l’ultimo dividendo annuo per azione e il prezzo del titolo. In questo caso è un indicatore storico, ma può essere anche atteso se si prende in considerazione il dividendo annunciato anziché quello già corrisposto. Prendendo in considerazione i dividendi, è un indicatore del rendimento di un'azione

Dividend Yield: a cosa serve

Il Dividend Yield offre indicazioni utili attraverso il confronto. Paragonandolo allo stesso multiplo registrato dalla stessa azienda, un Dividend Yield stabile o crescente è un indice di forza. Se invece il paragone è con imprese con condizioni simili (come ad esempio stesso settore e area geografica) un multiplo più elevato tende a essere più appetibile. Perché indica dividenti più elevati oppure un prezzo minore (possibile indice di un titolo sottovalutato).

Price Earning: cos'è

Il Price Earning è il rapporto tra il prezzo e l’utile (di norma prima dei fattori straordinari) realizzato o atteso per azione. Per essere utilizzabile, quindi, questo multiplo deve essere applicato a una società in utile. Potrebbe essere visto come il tempo (in numero di esercizi) necessario per ripagare l'investimento.

Price Earning: a cosa serve

Così come il Dividend Yield, anche il Price Earning ha valore alla luce del confronto. Visto che l'utile varia in base al ciclo economico (sia all'interno dello stesso anno che in un orizzonte più ampio), si è soliti calcolare il Cyclically Adjusted Price Earning, cioè il rapporto tra il prezzo corrente e la media degli utili degli ultimi dieci anni. In un gruppo omogeneo di società (viste le differenze di settore e area geografica), un Price Earning migliore è un elemento positivo, perché può indicare un prezzo più basso (quindi un titolo sottovalutato) e un utile più elevato. 

Cosa non ci dicono

Il Dividend Yield è un indicatore di redditività, ma non contribuisce a prevedere l'andamento futuro dei mercati. Neppure il Cyclically Adjusted Price Earning offre indicazioni di breve termine. Per quanto siano indicatori preziosi, quindi, non possono essere utilizzati in termini previsionali. Visto che l'andamento futuro è fondamentale per un investimento, la scelta non può basarsi solo su Dividend Yield e Price Earning ma deve tenere in considerazione un panorama di variabili più complesso, ampio e variegato.   

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Fonte infografica: Pictet AM Italia