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Politica

Brexit: cosa sta accadendo, passo per passo

Settembre 2019

La scadenza del 31 ottobre si avvicina, ma la matassa è ancora molto intricata. I giorni decisivi sono probabilmente il 17 e 18 ottobre, quando si incontreranno i leader europei.

Il termine ultimo si avvicina, ma il quadro resta confuso. Il percorso verso la Brexit procede, tra tante polemiche e gli ultimi tentativi di mediazione tra Londra e Bruxelles. Ecco quali sono le tappe decisive. 

Da May a Johnson

Impossibile guardare avanti senza dare uno sguardo all'indietro. Dopo il fallimento di Theresa May, incapace di trovare una mediazione tra parlamento e Unione europea, l’11 aprile Bruxelles ha concesso il rinvio della Brexit al 31 ottobre prossimo. Ecco da dove arriva la scadenza, tutt'ora valida. Visto l'insuccesso e le pressioni dei colleghi di partito, May si è dimessa, lasciando – alla fine di luglio - la guida del governo al nuovo leader dei Tory, l'ex sindaco di Londra Boris Johnson. Anche il nuovo premier ha però incontrato opposizioni, oltre che degli avversari politici, anche dal proprio partito. 

La sospensione del Parlamento

Johnson è arrivato così a una decisione molto discussa: ha proposto alla Regina, e ottenuto, la sospensione del parlamento britannico dal 9 settembre al 14 ottobre. È un'istituzione prevista dall'ordinamento britannico, che però – affermano i critici – sarebbe stata applicata in modo forzato dal premier, con l'obiettivo di sedare l'opposizione anti no-deal (l'uscita dalla Brexit senza accordo). Prima della sospensione, però, il parlamento ha approvato in tempi record un provvedimento che mostra con chiarezza la contrarietà alla linea Johnson: un disegno di legge che di fatto impedirebbe il no-deal perché obbliga il premier a ricevere l'approvazione dell'assemblea. Per sbloccare l'impasse, il primo ministro ha provato anche la carta delle elezioni anticipate al 15 ottobre. Ma non ha ottenuto la maggioranza necessaria, quella dei due terzi.

Parola ai giudici?

Cosa succede adesso? Il parlamento sospeso ha fatto scoppiare un putiferio: si sono dimessi lo speaker della Camera dei Comuni John Bercow e persino il fratello di Boris Johnson, entrambi conservatori. Resta però una possibilità di riapertura prima del 14 ottobre: la Corte Suprema deciderà entro poche ore la legittimità del provvedimento. L'appiglio potrebbe essere una sorta di “raggiro”: il premier non avrebbe illustrato a Elisabetta la motivazione della sospensione. E per questo la Regina avrebbe dato il suo placet. 

Appuntamento a ottobre

Al di là di come andrà la questione “prorogued” (questo il nome ufficiale dell'istituto), ci sarà comunque una mediazione da portare avanti con Bruxelles. Il 16 settembre, Johnson si è incontrato con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Risultato: oltre alle solite dichiarazioni istituzionali, il premier britannico ha confermato che non intende chiedere un'estensione della scadenza: resta il 31 ottobre. L'ultima possibilità rimasta sarebbe a questo punto quella del 17 e 18 ottobre, quando i leader Ue si riuniranno per discutere un possibile accordo con la Gran Bretagna.