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Economia e finanza

Davos 2019, tra promesse sul clima e assenze di peso tra i politici

Febbraio 2019

Trump, Xi Jinping, Theresa May e Macron non si sono presentati in Svizzera. Gli analisti hanno confermato per il 2019 il rallentamento dell’economia globale, ma cresce l’attenzione per la sostenibilità ambientale.

Il 49esimo World Economic Forum si è concluso sulle nevi di Davos dopo aver riunito per 4 giorni, dal 22 al 25 gennaio, quasi 3mila esponenti di istituzioni pubbliche e aziende private. Il tema “Globalizzazione 4.0: modellare un’architettura globale nell’era della quarta rivoluzione industriale” è stato analizzato a partire da diverse angolazioni: business disruption, disuguaglianze nel mondo, etica, tecnologia “agile”, governance, sicurezza, sviluppo di competenze, tecnologie, innovazione e produttività. 

Molte le assenze "pesanti"

Numerosi esponenti della politica mondiale hanno disertato l’appuntamento in Svizzera: dal Presidente USA Trump al Premier cinese Xi Jinping, passando per il Primo Ministro del Regno unito Theresa May fino al Presidente Francese Emmanuel Macron. Trump ha motivato la sua assenza con il temuto shutdown, rinunciando anche a inviare una delegazione e concedendo un intervento solamente al Segretario di Stato Mike Pompeo, che ha difeso le scelte protezionistiche del suo Presidente. Il Gruppo cinese era al completo ma mancava il suo più alto rappresentante che, a partire dal finanziere George Soros, ha ricevuto attacchi per la poca apertura verso il mercato globale. May e Macron invece hanno mancato l’appuntamento per ragioni di politica interna causa Brexit e gilet gialli. Al tempo stesso però sono saliti sul palco di Davos molti manager di caratura internazionale, dal Ceo di Apple Tim Cook al Numero 1 di Microsoft Satya Nadella, dalla CFO di Alphabet (Google) Ruth Porat al Ceo di Huawei Ken Hu, fino al CTO di Ericsson Erik Ekudden.

Gli spunti per l'economia globale

Il tema della crescita ha guidato numerose sessioni in questi 4 giorni, visto anche il contesto economico mondiale in fase di contrazione. Gli analisti, con la nuova Chief Economist del Fondo Monetario Internazionale Gita Gopinath in testa, prevedono il 2019 come un anno di rallentamento dell’economia globale, con dei rischi legati alla Brexit, alle guerre commerciali e all’incertezza legata all’Italia

Crescita sostenibile e attenzione al Pianeta

Molti Paesi e diverse multinazionali stanno aumentando la soglia di allerta verso le tematiche ambientali. Anche in questo caso sono state approfondite diverse tematiche come il riscaldamento climatico, la progressiva eliminazione della biodiversità in diverse zone della Terra e l’allarme per la troppa plastica negli oceani. Il percorso della sostenibilità è stato indicato anche da due ospiti di “alto rango” come il principe William e Alberto II di Monaco: lo sviluppo economico è inutile se il Pianeta in cui viviamo viene distrutto dall’inquinamento e dal surriscaldamento globale. Le promesse e gli impegni sulla carta ci sono, nei prossimi mesi vedremo se ci sarà la volontà di realizzarle.