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Mercati

Equity crowdfunding: cos'è e com'è cambiato nel 2019

Novembre 2019

L'investimento “diffuso” sta conquistando spazio in Italia. Anche grazie ad una serie di correzioni normative. Scopriamo le ultime modifiche della Consob.

L'equity crowdfunding è un sistema di raccolta “diffuso”. Grazie alle piattaforme (che fanno da selezionatrici oltre che da vetrina), una “folla” (“crowd”, in inglese) di investitori si aggrega attorno allo stesso progetto, rilevandone quote più o meno piccole. In questo modo si ammortizzano i rischi (distribuendo le risorse su più società) e si dà linfa ad imprese che difficilmente riuscirebbero ad ottenere cifre consistenti da singoli investitori.

La crescita dell'equity crowdfunding

L'equity crowdfunding è già diffuso da tempo, soprattutto nei Paesi anglosassoni. In Italia sta vivendo un periodo di grande vigore. Merito anche di una serie di correttivi che hanno permesso di ampliare la platea di investitori e beneficiari. Uno su tutti: in un primo momento, dell'equity crowdfunding potevano usufruire solo le startup. Il bacino si è poi allargato alle Pmi, permettendo così di investire in realtà più solide, di farlo con cifre più consistenti e anche in settori tradizionali come l'immobiliare. La risposta è stata notevole. Nel primo semestre del 2019, in Italia sono state finanziate 65 campagne sulle 9 principali piattaforme del Paese, per una raccolta complessiva di 25,4 milioni di euro. In tutto il 2018, le campagne erano state 114 e la raccolta di 36 milioni di euro. Ci si avvia quindi a chiudere un'annata record.

Le modifiche della Consob

Il 18 ottobre la Consob ha modificato le norme sull'equity crowdfunding, allargando ulteriormente le sue maglie, come richiesto dagli operatori del settore. Prima di tutto, gli investitori possono sottoscrivere sulle piattaforme autorizzate mini-bond, cioè obbligazioni emesse dalle imprese. L'equity crowdfunding smette quindi di essere solo equity per aprirsi al debito. Potranno accedere anche le società con sede in un Paese membro dell’Unione Europea.

Un'altra novità rende l’equity crowdfunding più liquido. I portali hanno infatti la possibilità di istituire sezioni per la “compravendita di strumenti finanziari, che siano stati oggetto di offerte concluse con successo nell’ambito di una campagna”. In sostanza, le piattaforme permetteranno lo scambio delle quote e delle obbligazioni.

La Consob ha inoltre stabilito che si dovranno pubblicare “le informazioni circa l’eventuale destinazione alla quotazione su mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione o sistemi organizzati di negoziazione degli strumenti finanziari emessi dall’offerente”. In pratica si mette nero su bianco la possibilità di usare le campagne di equity crowdfunding in vista di una successiva quotazione su Borsa Italiana.