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Economia e finanza

L'inflazione in Europa e USA: Dottor Jekyll o Mr. Hyde?

Maggio 2018

Nel Vecchio Continente le politiche espansive della BCE non hanno ancora portato a un deciso aumento dell’inflazione, ma negli USA potrebbe a breve essercene troppa. Ecco il quadro previsto nei prossimi mesi.

Ormai da anni la BCE insegue l’obiettivo dell’inflazione al 2% attraverso decise politiche di stimoli monetari, finora senza successo. Ad aprile il tasso di inflazione annuale si è fermato all’1,2%, in calo rispetto all’1,3% di marzo e sotto le aspettative degli analisti (sempre all’1,3% anno su anno).  Uno scenario decisamente diverso da quello statunitense, dove potrebbe esserci anche troppa inflazione rispetto alle attese.

Dalla Goldilocks economy all'eccessiva crescita dei prezzi

Un anno di Goldilocks Economynel quale l’economia cresce moderatamente insieme all’inflazione e le banche continuano con le manovre espansive tagliando piano piano gli stimoli monetari, ha portato a serenità e a discreti margini di guadagno per gli investitori. Ma un’impennata dell’inflazione potrebbe distruggere questo fragile equilibrio. Come detto, l’Europa è ancora vittima di una bassa inflazione, ma gli Stati Uniti iniziano a monitorare con attenzione l’aumento dei prezzi: a inizio anno le previsioni parlavano di un’inflazione media a stelle e strisce del 2,1% nel 2018, ma ora l’aspettativa è già stata ritoccata al 2,5%, con conseguente necessità da parte della Federal Reserve di velocizzare la stretta monetaria e mettere in cantiere tre rialzi dei tassi entro la fine del prossimo anno.

Chi ha paura dell'inflazione?

Se gli USA dovessero trovarsi in difficoltà per la troppa inflazione, l’attuale sistema economico globalizzato porterà a ripercussioni negative anche sul cammino economico e finanziario europeo. Ma cosa potrebbe portare a questo balzo del livello dei prezzi? Una singola causa non può dare un’accelerata così decisa ma, se si combinano alcuni fattori, il temuto scenario potrebbe diventare realtà. Il costo delle materie prime, trainate dall’alluminio, sta crescendo, così come sta salendo il prezzo del petrolio che potrebbe passare dai 60 dollari al barile attuali fino a 80 dollari entro fine anno secondo l’AD di Eni Claudio Descalzi. Anche la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina potrebbe pesare, così come le politiche fiscali decisamente espansive introdotte dal Presidente Trump in un contesto di crescita economica americana già ad alto ritmo. Ecco, tutte queste concause potrebbero portare a un’inflazione galoppante in America.

Italia ed Europa ancora troppo deboli

Una situazione diversa da quella del nostro Paese e del Vecchio Continente. Anche in Italia ad aprile è stata registrata una frenata dell’aumento dei prezzi: +0,1% mensile e +0,5% annuale, in frenata rispetto al +0,8% di marzo. Guardando fuori dai confini nazionali, la Commissione Europea prevede che l’inflazione dell’Eurozona rimarrà all’1,5% (stesso dato del 2017) e che salirà all’1,6% nel 2019. Vanno un po’ meglio le proiezioni per l’Unione Europea, con un +1,7% per il 2018 e un +1,8% per il prossimo anno. Ma se gli Stati Uniti dovessero sparigliare le carte, tra pochi mesi parleremo di una partita completamente diversa.