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Economia e finanza

Legge di Bilancio 2019: le novità della manovra finanziaria

Gennaio 2019

Presenti, seppure in maniera ridotta rispetto agli intenti iniziali, pace fiscale e flat tax. Non ci sono reddito di cittadinanza e quota 100, che hanno bisogno di un reddito ad hoc.

Dopo una corsa contro il tempo per evitare l’esercizio provvisorio, il 31 dicembre 2018 la Legge di Bilancio del 2019 è stata approvata definitivamente dal Parlamento e firmata da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le modifiche chieste dall’Europa dopo la bocciatura iniziale sono state apportate, per arrivare alla fine a un rapporto deficit/Pil del 2,04%.

Tra le misure più attese, la manovra economica contiene un inizio di flat tax e di pace fiscale. Ma le due misure bandiera del governo, quota 100 sulle pensioni e reddito di cittadinanza, non si trovano invece nel testo e verranno implementate con un maxi-decreto ad hoc del governo che poi dovrà passare dall’approvazione del Parlamento. La Legge di Bilancio contiene solo la previsione di 4mila nuove assunzioni nei centri per l’impiego per favorire il funzionamento del reddito di cittadinanza legato alle proposte di lavoro.

Per avere l’ok da Bruxelles, il governo ha dovuto presentare un maxiemendamento in cui, come garanzia sulla tenuta dei conti, sono state riproposte e aumentate le clausole di salvaguardia a partire dal 2020: se non verranno disinnescate, scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti.

Tra le misure più attese, la cosiddetta “pace fiscale”, con un’aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi, ma solo per chi ha un Isee fino a 20mila euro. Saranno cancellate multe e tasse non pagate (compreso il bollo auto) di importo inferiore a mille euro riferite al periodo 2000-2010. Ridotta, rispetto agli intenti iniziali, la portata della flat tax. Che prevede un forfait al 15% per gli autonomi con reddito fino a 65.000 euro. Sugli importi successivi, fino a un massimo di 100.000 euro, si aggiunge un ulteriore 5%.

Resta, ma con la promessa di una cancellazione, la cosiddetta “tassa sulla solidarietà”, con il raddoppio dell’Ires dal 12% al 24% per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, istituti di istruzione senza scopo di lucro. Presente la web tax, con un prelievo del 3% all’ammontare dei ricavi tassabili delle imprese con oltre 750 milioni di fatturato di cui 5,5 milioni almeno prodotti online. 

La manovra prevede anche novità su bonus bebè e maternità; uno stanziamento di 525 milioni per tre anni per un fondo a favore dei cittadini truffati dalle banche; un bonus eccellenze con l’esonero dei contributi per un anno per chi assume neolaureati under 30 o dottori di ricerca under 34 con carriere universitarie eccellenti. Sul fronte delle nuove tecnologie, tra il 2019 e il 2021 è previsto un finanziamento di 30 milioni l’anno per il Fondo a sostegno al Venture CapitalNei prossimi tre anni, 11 miliardi andranno in investimenti pubblici in infrastrutture, adeguamento sismico ed efficientamento energetico. Inoltre 500 milioni sono destinati alla sicurezza per nuove assunzioni nelle forze dell’ordine.