ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Ricevi gli ultimi aggiornamenti dal mondo Pictet!

Economia e finanza

Manovra Finanziaria, i prossimi passi del Governo

Dicembre 2018

Il Premier Conte ammette che l’Italia non ha intenzione di ribellarsi all’Europa, ma Moscovici risponde con il pugno duro. E intanto Tsipras consiglia di accettare le richieste di Bruxelles prima che sia troppo tardi.

Il 23 ottobre la Commissione Europea ha bocciato la Legge di Bilancio 2019 del Governo Conte a causa del troppo deficit e delle “ipotesi troppo ottimistiche di crescita” della manovra. L’asse 5stelle-Lega ha avuto tempo fino al 13 novembre per modificare il Def, ma ha scelto di proseguire sulla propria strada senza dare retta alle richieste di Bruxelles. Così, la Commissione Europea ha aperto la procedura d’infrazione per deficit troppo alto correlato al mancato rispetto della riduzione del debito. L’Europa però darà il suo parere definitivo solo nella primavera del prossimo anno, quando la manovra sarà già stata approvata dal Governo italiano.

Quali sanzioni per l'Italia in caso di bocciatura

Dopo il no dell’Europa ora la palla è tra i piedi del Governo Conte, che potrebbe inoltrare a Bruxelles una proposta ufficiale di revisione della prima proposta limando il deficit al 2,2%. Ora però siamo nel campo delle schermaglie politiche, dei negoziati. La Commissione Europea può intimare al nostro Paese di fare una manovra correttiva e di approvarla entro sei mesi ma, se anche questo dovesse rivelarsi inutile, si passerebbe al pugno duro e alle sanzioni. Si potrebbe andare da un minimo di 3,6 miliardi a un massimo di 9 miliardi, oppure il Consiglio Europeo potrebbe invitare la BCE a stoppare i finanziamenti verso Roma. Tutto questo, senza tenere conto delle reazioni dei mercati finanziari in caso di scontro frontale con l’Europa: probabilmente lo spread aumenterebbe in modo deciso e le agenzie di rating rivedrebbero al ribasso stime e outlook sull’Italia. Non proprio una bella prospettiva per famiglie e imprese. 

Il botta e risposta tra Governo ed Europa

A fine novembre il Premier Conte ha assicurato che il Governo italiano è attento e “responsabile, non c’è nessuna presunta ribellione all’UE. Abbiamo un obiettivo comune con l’Europa e stiamo lavorando alla riduzione del debito”. Questo però tenendo bene a mente le esigenze degli italiani, dal momento che si tratta di “una manovra orientata per realizzare le premesse per far crescere il Paese, quando tutti ci accorderemo, anche a livello europeo, su questo obiettivo lo spread scenderà”, ha precisato Conte. Una posizione che non ha intenerito il commissario agli Affari economici dell'Unione europea, Pierre Moscovici, che ha reagito in modo deciso alle dichiarazioni di Matteo Salvini: “con l'Italia possiamo trovare un accordo sulle regole, ma non può esserci una trattativa da mercanti di tappeti. Nel tennis, quando la pallina cade sulla linea, magari leggermente all'esterno, un arbitro indulgente può assegnare comunque il punto. Ma se mandi la pallina sugli spalti, non c'è arbitro che possa accettare. Oggi con l'Italia la pallina è sugli spalti e la Commissione europea è l'arbitro”.

I consigli del Premier greco Tsipras

In questo clima di tensione è intervenuto anche il Premier Greco Alexis Tsipras, che ha già sperimentato direttamente lo scontro con Bruxelles. “È meglio che l’Italia faccia oggi quel che comunque le faranno fare domani ma, se invece avete un’altra idea – ha precisato facendo riferimento a un’ipotetica uscita dall’euro – allora buona fortuna”.