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Economia e finanza

Manovra: si apre uno spiraglio di trattativa tra Roma e Bruxelles

Novembre 2018

Dopo la bocciatura da parte dell’UE, Roma apre al dialogo e lo stesso fa la Commissione UE. Dietro l’angolo, la procedura di infrazione per debito eccessivo.

Lo spread sopra i 300 punti base. Il botta e risposta teso tra il governo italiano e i commissari europei. Il percorso della manovra economica italiana è al centro delle pagine dei giornali nazionali e internazionali, contagiando i mercati globali. Dopo la bocciatura della legge di bilancio da parte di Bruxelles, il governo ha risposto che la manovra non cambierà (almeno nei punti cruciali), aprendo la strada alla procedura di infrazione. Ma, dopo i toni tesi, l’ipotesi degli ultimi giorni che possano aprirsi spiragli per intavolare nuove trattative tra Roma e Bruxelles ha permesso a Piazza Affari di recuperare terreno e ridurre i danni.

Quello che si prospetta, come raccomandato dalla Commissione UE, è l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo e per violazione della regola del debito. Quella in base alla quale il rapporto tra debito pubblico e Pil deve rimanere sotto il 60% e, se superiore, deve almeno “essere diminuito in maniera sufficiente e avvicinarsi al valore di riferimento con un ritmo adeguato”. L’anno prossimo il deficit strutturale (quello al netto delle entrate una tantum) aumenterà dello 0,8%, invece di ridursi dello 0,6 come concordato a luglio.

La stima del governo italiano contenuta nel Documento programmatico di bilancio era di un deficit al 2,4% il prossimo anno. Ma il deficit nominale, sulla base delle previsioni economiche d’autunno pubblicate dalla Commissione, nel 2019 sarà del 2,9%.

Ora, dopo la bocciatura, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, davanti alla Camera dei deputati, ha lanciato un segnale di apertura nei confronti dell’UE. “Con più crescita si può rimodulare la manovra, ma i contenuti restano”, ha detto. L’ipotesi è che il premier chiederà a Bruxelles tempi lenti per le sanzioni contro l’Italia, mettendo sul tavolo tempi di attuazione altrettanto lenti delle riforme, a partire da reddito di cittadinanza e quota cento sulle pensioni. Intanto, si pensa a un piano di dismissioni di immobili pubblici che dovrebbe far recuperare circa 18 miliardi di euro nei piani del governo, e ad altri tagli di costi nei ministeri.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria è intervenuto, dimostrando preoccupazione: “Se l’aumento dello spread persiste nel tempo, ci saranno effetti sui mutui”, ha detto. E lo stesso ha fatto Bankitalia: “Lo spread rischia di far salire il debito”. Il tutto mentre l'ultima asta dei Btp ha raccolto solo 2,1 miliardi di euro: il secondo risultato peggiore di sempre, dopo quello registrato a giugno 2012.

L’ipotesi della fine dello scontro frontale e dell’arrivo di un accordo, però, ora sembra possibile. “La nostra porta resta aperta”, ha scritto il commissario UE Pierre Moscovici, “e sono convinto che potremo trovare un accordo su soluzioni condivise nell’interesse degli italiani e della zona euro. È un percorso impegnativo ma praticabile e io ci voglio credere. È nell'interesse di tutti continuare a dialogare e andare avanti nella ricerca di soluzioni comuni”. Il percorso tortuoso del bilancio italiano continua.