}

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Ricevi gli ultimi aggiornamenti dal mondo Pictet!

Economia e finanza

PIL italiano: previsto segno meno nel I trimestre, ma tutto il 2019 sarà un anno complicato

Marzo 2019

Per Fitch cresceremo solo dello 0,1%, la Commissione europea ci vede al +0,2% e addirittura secondo l’OCSE chiuderemo l’anno a -0,2%. Colpa dell’economia mondiale in frenata e dell’instabilità politica nostrana.

Rallenta l’economia mondiale, frena la Cina e l’industria tedesca perde colpi. Ma chi registra i danni peggiori è l’Italia, ovviamente non soltanto per demeriti esogeni, ma anche per problemi interni. Le pesanti incertezze politiche che riguardano la nostra permanenza nella zona euro e la legge di bilancio hanno fatto schizzare i tassi e ridotto la possibilità di accesso al credito con una conseguente diminuzione nella domanda di credito, come sottolineato dal report ABI di gennaio. Ecco perché, con molta probabilità, vedremo un primo trimestre 2019 con il segno meno davanti al dato del PIL.

Il taglio di Fitch sulle stime di crescita

L’agenzia di rating americana Fitch ha appena tagliato, per la seconda volta in due mesi, le previsioni sulla crescita italiana, come si può leggere nel “Global Economic Outlook”: se a dicembre 2018 le stime parlavano di una crescita del nostro PIL per l’intero 2019 dell’1,1%, ora siamo crollati solamente allo 0,1% (a febbraio il dato era stato già rivisto allo 0,3%, ma ora è ulteriormente peggiorato). Per prossimo anno si prospetta una crescita economica dello 0,5%, contro il precedente 1,2%. Insomma, un quadro preoccupante, soprattutto se consideriamo che l’Italia è il Paese che ha subito il taglio più netto sulle stime di crescita dopo la Turchia

Riparte lo spread

L’outlook di Fitch e la fotografia dell’economia europea in generale hanno riportato lo spread tra Btp e Bund in zona 250 punti base, con il titolo decennale tedesco che ha registrato per la prima volta dal 2016 un valore in negativo. Ma se l’Italia piange l’Eurozona di certo non ride: per Fitch la crescita per il 2019 si fermerà all’1%, molto al di sotto dell’1,7% precedentemente stimato. 

Il balletto delle cifre dalla Commissione europea all'OCSE

Gli analisti della Commissione europea sono leggermente più ottimisti di quelli di Fitch: secondo loro la nostra economia crescerà dello 0,2%, ma sarà “soggetta ad alta incertezza”, con un’attività economica “anemica” nei primi 6 mesi del 2019. Le motivazioni sono diverse per l’esecutivo UE: “un rallentamento peggiore del previsto nel 2018, incertezza di policy globale e domestica e a una prospettiva degli investimenti molto meno favorevole”. Ancora peggiore è la visione dell’OCSE, che vede l’Italia addirittura con una crescita negativa nel 2019, figlia della recessione tecnica degli ultimi 6 mesi dello scorso anno. In termini numerici, l’Organizzazione parigina nel suo “Interim Economic Outlook” parla di un PIL che viaggerà a -0,2% nel 2019 e che rivedrà il segno + solo nel 2020, con un piccolo miglioramento dello 0,5%. Va segnalato che l’OCSE ha ritoccato al ribasso tutte le economie dell’Eurozona: la Germania si fermerà allo 0,7%, un taglio di 0,9 punti percentuali rispetto al report precedente e l’intera area della moneta unica crescerà dell’1% quest’anno e dell’1,2% nel 2020