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Macroeconomia

World Economic Outlook: tagliate le stime della crescita mondiale

Maggio 2019

Rallentano i Paesi avanzati e quelli in via di sviluppo, ma preoccupano soprattutto le tensioni geopolitiche. L’Italia è tra i maggiori rischi per l’Eurozona a causa di debito pubblico, titoli di Stato e bassa crescita.

“Precaria e delicata”. I due aggettivi utilizzati dalla capoeconomista del Fondo Monetario Internazionale Gita Gopinath esprimono in modo molto chiaro la preoccupazione nei confronti della ripresa economica e della fase congiunturale mondiale. Una previsione confermata dal World Economic Outlook, il rapporto semestrale del FMI che studia la situazione dei vari Paesi dal punto di vista macroeconomico, analizzando in particolare PIL, crescita potenziale, inflazione, bilancia commerciale, e altri indicatori di questo tipo. 

Ritoccata al ribasso la revisione sul Pil mondiale 2019

Ad aprile gli economisti del FMI hanno aggiornato il rapporto tagliando la crescita del PIL mondiale del 2019 dello 0,2% rispetto al dato diffuso a gennaio e portandolo a, 3,3%, il livello più basso dal 2009. Questo ridimensionamento è dovuto al rallentamento delle economie avanzate, di quelle in via di sviluppo e anche di quelle emergenti. Ma la buona notizia è che nel secondo semestre dovrebbe esserci un’accelerata e ciò porterebbe a una crescita del 3,6% nel 2020. 

L’allarme del FMI: “Evitare errori politici”

Siamo in un momento delicato” e andranno “evitati errori politici” ha spiegato nel suo intervento Gopinath. “Un anno fa l'economia globale stava crescendo, ma le cose sono molto cambiate” ha proseguito la capoeconomista del FMI, che ha poi specificato come le tensioni commerciali pesino fortemente sull'economia globale. Ovviamente, tra i rischi c'è anche la Brexit, ha sottolineato Gopinath: “ci auguriamo che ci sia un accordo a breve, ma è difficile prevedere” l'esito delle trattative, così come quelle tra Cina e Stati Uniti.

L’Italia è uno dei rischi maggiori per l’Eurozona

L’allarme non è nuovo, ma le motivazioni del FMI sono preoccupanti: se dovessimo registrare un ulteriore peggioramento del contesto economico italiano a causa della “prolungata incertezza di bilancio e ai rendimenti elevati” dei titoli di stato, ciò potrebbe avere “ricadute negative per le altre economie dell’area euro” ha analizzato Gopinath, che ha proseguito rincarando la dose: “un periodo prolungato di rendimenti elevati in Italia metterebbe sotto ulteriore stress le banche italiane”. Purtroppo “l’Italia ha mostrato debolezze nel 2018 che proseguono anche nel 2019” e al momento “restano timori per l’alto livello del debito e per i rendimenti dei titoli di Stato che si riflettono in investimenti più deboli”. Non per niente nel World Economic Outlook c’è solo il segno +0,1% davanti al PIL italiano per il 2019.

Il Ghana è l’economia con più crescita

Se il nostro Paese ha prospettive negative, il Ghana può sorridere: il tasso di crescita atteso per il 2019 è dell’8,8% secondo il FMI. Il più alto del mondo grazie al settore agricolo e alla migliore gestione delle finanze pubbliche varata dal governo. Completano il podio l’Etiopia con una crescita stimata del 7,7% e la Costa d’Avorio con il 7,5%.