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Analisi dei Mercati Finanziari

Investire oggi: l’analisi dei mercati finanziari di Febbraio 2019 | di Andrea Delitala

Febbraio 2019

Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet AM Italia descrive lo scenario macroeconomico del mese di febbraio caratterizzato da performance positive dei mercati. Buone notizie anche dalla Federal Reserve che a fine gennaio ha comunicato un atteggiamento più morbido.

L’inizio del 2019 ha registrato sviluppi positivi soprattutto nelle performance di mercato. Da un punto di vista macroeconomico, l’America ha mostrato dati meno preoccupanti del previsto. I dati sul lavoro si mantengono su ottimi livelli e i dati indicatori del tenore di attività economica (ESM) non lasciano presagire un rischio di recessione. Peggiore è la situazione europea, anche se è da valutare se si tratti di un fattore temporaneo legato all’export tedesco.

Per quanto riguarda la guerra commerciale tra Usa e Cina, i rispettivi Leader politici Trump e Xi sembrano intenzionati a trovare un accordo, se non entro la scadenza dell’attuale negoziato comunque in un periodo ravvicinato. Questo perché Trump ha bisogno del voto di fiducia delle borse, mentre il Presidente cinese necessita di crescita. In Cina, infatti, si è attivata tutta la nomenclatura cinese nel varare delle misure di sostegno alla crescita, anche di natura fiscale. La Cina, che aveva già agito sulla leva monetaria in maniera più timida, adesso registra misure pari a una spinta dell’1% sulla crescita cinese, dato che potrebbe raggiungere fino il 2%. La guerra commerciale, reinquadrata dalle contromisure cinesi, fa meno paura in relazione al danno che può infliggere alla crescita globale. Per rendere possibile questo scenario deve terminare la fase di incertezza perché ha delle conseguenze di secondo livello nell'allontanare e differire le decisioni di consumo e investimento.

Fonte: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet AM Italia


Tra gli avvenimenti principali di questo inizio 2019 c’è il cambiamento di atteggiamento da parte della FED. Infatti, se a fine 2018 la Federal Reserve aveva comunicato di non essere disponibile a rivedere il ritmo di riassorbimento della liquidità, a fine gennaio Jerome Powell ha annunciato un atteggiamento più morbido, sia dal punto di vista dei tassi, dove ha affermato di essere paziente; sia sul fonte del ritiro della liquidità, che sta procedendo a ritmo elevato (50 miliardi al mese). A questo punto si presuppone che la Federal Reserve si fermerà a 3.500 miliardi, anziché a 3.000, probabilmente entro la fine di quest’anno.

Dal punto di vista tattico la buona notizia proveniente dalla FED è già stata incorporata dal mercato, mentre la revisione dei dati macro e soprattutto dei profitti attesi tendenzialmente esercita un po’ di frizione sul mercato a causa di previsioni non ottimali.