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Analisi dei Mercati Finanziari

Investire oggi: l’analisi dei mercati finanziari di Maggio 2018 | di Marco Piersimoni

Maggio 2018

Marco Piersimoni, Investment Advisor di Pictet AM Italia, analizza il quadro macroeconomico del mese di maggio, caratterizzato da valutazioni di mercato migliori sia per le azioni che per le obbligazioni. Scopri tutti i dettagli nel video.

Il quadro macroeconomico del mese di maggio si presenta meno entusiasmante di quello dei primi mesi del 2018. Le valutazioni dei mercati sono migliorate sia per le azioni che per le obbligazioni, i rapporti prezzi utili si sono abbassati mentre le curve di tasso di interesse si sono alzate. Il quadro risulta essere più favorevole agli asset rischiosi rispetto a quanto lo fosse nei mesi precedenti. 

Investire oggi: l'analisi dei mercati finanziari di Maggio 2018 | di Marco Piersimoni


Negli Stati Uniti l’ultimo dato sul mercato del lavoro ha sposato lo scenario della Goldilocks Economy poiché continua a mancare l’inflazione da salari. Meno buona invece è la situazione europea. Nell’ultima conferenza stampa della BCE, Mario Draghi ha ammesso che il rallentamento che si vede in Europa è esteso a diversi settori economici. Questa circostanza chiude la forbice che si era aperta tra indicatori e anticipatori dell’attività economica che descrivevano uno stato di euforia dell’economia europea e indicatori di attività reale che delineavano un quadro buono, ma non entusiasmante. Il dubbio se la forbice si potesse chiudere in alto o in basso sembra risolto, sono gli indicatori di fiducia che convergono verso tassi di crescita più ordinari. Questa situazione è evidente negli indicatori che mostrano gli indici di sorpresa economica che in Europa hanno raggiunto dei livelli estremamente depressi.

Per quanto riguarda i mercati finanziari sono due gli eventi principali:

Il primo è quanto sta accadendo sulla curva dei tassi americani, tornata a bussare verso l’alto in zona 3%. La parte lunga della curva di rendimenti risulta strutturalmente fragile per un motivo di offerta di carta, che per finanziare l’enorme manovra fiscale dovrà arrivare sul mercato nel corso del 2018. 

Il secondo evento fondamentale è la forza del dollaro. Dopo aver assistito a movimenti spiegabili tra il differenziale della curva dei tassi,  che spingeva per un dollaro più forte mentre la valuta restava sempre più debole, questo movimento si è invertito e il dollaro è sceso sotto quota 1,19. Quindi valgono i motivi di differenziale di crescita e probabilmente si aggiunge un rinnovato rischio Italia. Dopo un lungo periodo in cui il mercato non ha risentito dello stallo politico italiano, il rischio di elezioni anticipate ha avuto invece impatto negativo su Borsa e BTP.