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Analisi dei Mercati Finanziari

Investire oggi: l'analisi dei mercati finanziari di Maggio 2019 | Marco Piersimoni

Maggio 2019

Marco Piersimoni, Investment Advisor di Pictet AM Italia, descrive lo scenario macroeconomico del mese di aprile caratterizzato da dati in miglioramento e da un approccio bilanciato della FED. Scopri tutti i dettagli nel video.

Il quadro macroeconomico del mese di maggio presenta dati in miglioramento. Dopo un primo trimestre deludente, gli indicatori anticipatori hanno assunto un ritmo meno preoccupante in Europa, America e nei Paesi Emergenti. Non si tratta di una vera e propria ripresa, ma di una stabilizzazione del sentiment del dato macroeconomico. I dati relativi al mercato del lavoro americano si confermano su buoni livelli. Prosegue la creazione occupazionale, oltre 260.000 nuovi posti di lavoro creati nel mese di aprile. Scende invece la disoccupazione a causa della riduzione della forza lavoro. Notizie di segno grigio provengono dai salari e in generale dalla dinamica dei prezzi. Si è registrata una crescita dei salari nominali superiore al 3%, mentre scende l’inflazione core che si è portata all’1,6%.

Il tema dell’inflazione è uno dei più forti enigmi che sta affrontando la Banca centrale perché la diminuzione dell’inflazione non è un segno fisiologico in questa fase del ciclo, anzi si tratta di un segno patologico. Dalle previsioni l’inflazione core non tornerà al di sopra del 2% prima del 2020.

Marco Piersimoni, Investment Advisor di Pictet AM Italia


In questo scenario, le ultime dichiarazioni della FED sono state bilanciate, ossia che il prossimo movimento sui tassi potrebbe essere sia a rialzo che a ribasso e questo dipenderà dai dati macroeconomici e soprattutto dalle aspettative di inflazione. Aspettative a 10 anni che si sono stabilizzate intorno all’1,9%, ma le evidenze sul fattore prezzi non sono particolarmente incoraggianti per una FED aggressiva.

Nella notte tra il 5 e il 6 maggio è tornato protagonista il fattore trade. Due tweet di Trump hanno riaperto il negoziato, che sembrava chiuso, con la Cina. Il presidente americano ha deciso di rialzare le tariffe dal 10% al 25% su una serie di beni merceologici, minacciando di proseguire con nuovi dazi su tutto il resto delle importazioni dalla Cina. Il mercato ha reagito in maniera composta, in particolare l’indicatore più attendibile Renminbi, dopo aver avuto un violento scossone in fase di apertura, si è stabilizzato. Questa sembra essere una strategia negoziale di Trump, il quale forte di dati macroeconomici e mercati azionari tonici può avere lo spazio politico per creare nuovi problemi con la Cina al fine di ottenere un deal migliore.