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Analisi dei Mercati Finanziari

Investire oggi: l’analisi dei mercati finanziari di Settembre 2019 | di Andrea Delitala

Settembre 2019

Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet AM Italia, descrive il quadro macroeconomico del mese di settembre caratterizzato dall’inasprimento dei toni tra Trump e Xi, dalla nascita di un nuovo governo europeista in Italia, dalla situazione Brexit in totale confusione e dalla crisi argentina. Scopri tutti i dettagli nel video.

Durante il mese di agosto si è inasprito il confronto sulla guerra commerciale tra America e Cina. Questo ha portato all’aumento dei dazi doganali imposti alla Cina, che si è dimostrata meno remissiva rispetto al passato. I mercati, dopo una prima turbolenza, hanno ritrovato l’equilibrio grazie a una maggiore aspettativa di aiuto da parte delle Banche Centrali. A tal proposito, nei prossimi giorni sia la BCE che la Fed si dovranno pronunciare con grandi speranze da parte dei mercati.

La BCE dovrà dare seguito alle promesse fatte a partire da Sintra. Si prevede che Mario Draghi potrà dare un taglio di 10 punti base, con una ripresa del Quantitative Easing dopo l’insediamento del successore Lagarde sull’ordine di 30/40 miliardi di euro al mese. Se queste previsioni saranno confermate, il mercato potrà ritenersi soddisfatto. La Fed, d’altra parte, arriverà probabilmente con un taglio di altri 25 punti base.

Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet AM Italia


Oltre alla guerra commerciale, l’estate è stata caratterizzata anche dalla crisi di governo italiana. Il nuovo governo europeista aiuterà maggiormente l’Europa stessa ad intraprendere nuove strade, per esempio in termini di politica fiscale.

In Gran Bretagna la situazione Brexit risulta in totale confusione. Le uniche certezze sono l’opposizione del Parlamento ad una Brexit senza rete, la lotta senza maggioranza del nuovo Premiere Boris Johnson e la sua linea politica sempre più difficile, che probabilmente porterà a nuove elezioni.

Oltreoceano si è presentato invece lo scenario della crisi argentina, per cui si prospetta una nuova ristrutturazione. In assenza di un sufficiente cuscinetto di riserve obbligatorie, il paese è stato obbligato ad una svalutazione del 30% del Peso. Ma anche in Argentina il mercato ha ritrovato una certa compostezza.

Per concludere, attualmente si può prevedere un mercato azionario non troppo caro e ancora in perdita a seguito della pausa estiva. Per quanto riguarda i mercati obbligazionari invece esiste il timore che le Banche Centrali non possano assecondare tutte le aspettative ambiziose che si sono costruite nel mercato.