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Sostenibilità ambientale

40 miliardi per 50 progetti: l’Italia e la sfida della sostenibilità

Luglio 2019

L’osservatorio sul Piano Energia e Clima ha proposto il proprio piano per centrare gli obiettivi di riduzione di gas serra entro il 2030. Per l’Europa si tratta di un piano ambizioso, ma servono alcuni aggiustamenti.

50 progetti, 40 miliardi di euro, 18.500 posti di lavoro stabili. Sono cifre enormi quelle presentate da Monitor Pec, l’osservatorio sul Piano Energia e Clima promosso da Agici Finanza d’Impresa insieme a 20 associazioni e imprese italiane e internazionali. In rigoroso ordine alfabetico troviamo A2A, ABB, Acea, Anigas, Cesi, Edison, Elettricità Futura, Enel, Erg Renew, Falck Renewables, Hera Luce, Iren, Italtel, Montello, Motus-E, Rilegno, Seci Energia, Snam, Toyota Motor Italia, Utilitalia. Se tutte le iniziative dovessero concretizzarsi, il nostro Paese taglierebbe il 5,5% delle emissioni di gas serra ogni anno, circa 21 milioni di tonnellate di CO2.

Le proposte per centrare gli obiettivi di riduzione dei gas serra

Ci sono diverse idee sul tavolo del Monitor Pec: interventi di ristrutturazione dei parchi eolici, sfruttamento del biometano prodotto dai rifiuti per alimentare le reti gas, sistemi all’avanguardia teleriscaldamento, illuminazione pubblica completamente ammodernata, potenziamento della mobilità elettrica attraverso punti di ricarica più tecnologici e performanti e mezzi pubblici elettrici, oltre all’elettrificazione dei porti per rendere sostenibili anche gli spostamenti di navi e traghetti. Solo questo “pacchetto” permetterebbe di eliminare il 30% delle emissioni di CO2 e soprattutto il 95% di particolato e di ossidi di azoto. 

Un piano di investimento da 40 miliardi e quasi 20.000 mila occupati stabili

Il gruppo di lavoro ha stimato circa 40 miliardi di euro di investimenti in 10 anni per rendere l’Italia un paese più sostenibile e meno inquinante. Il piano porterebbe anche a un taglio di 4,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio al 2030 e a un aumento totale della produzione di energia da fonti rinnovabili di oltre 24,5 miliardi di kWh, circa un quarto dell’energia rinnovabile prodotta ogni anno in Italia. Inoltre, osserva il report, entro il 2030 avremmo 18.500 occupati stabili in più. 

Anche la Commissione Europea ha apprezzato il piano italiano

A metà giugno la Commissione Europea si è espressa sui singoli piani nazionali proposti dai 28 Paesi Membri giudicandoli globalmente non sufficienti per centrare gli obiettivi posti dall’Unione Europea al 2030. All’Italia è stato riconosciuto di aver stilato un piano ambizioso e sono state chieste alcune precisazioni sulle politiche e gli strumenti che verranno adottati per realizzarlo. In particolare, dovremo fornire maggiori dettagli su decarbonizzazione e sicurezza energetica del mercato interno, su come prevediamo di utilizzare il gas sul totale delle fonti energetiche, su quali strategie adotteremo per l’utilizzo di fonti rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento delle case. Inoltre, l’Europa ci chiede maggiori particolari per ridurre la complessità e l’incertezza normativa e ci segnala di eliminare con più efficacia le sovvenzioni alle fonti energetiche fossili. Nel complesso, una buona pagella.