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Innovazione

Ammodernamento sostenibile: il futuro delle città

Maggio 2019

Entro il 2050 il 70% degli esseri umani vivrà nelle città e, nei prossimi anni, le aree metropolitane dovranno affrontare enormi sfide sociali e ambientali. Sarà necessario sfruttare l’ammodernamento per cambiare pelle.

Le città esistono da migliaia di anni, ma non sono mai troppo vecchie per trasformarsi e cambiare pellePer esempio Bisanzio, già quando venne proclamata capitale del suo Impero da Costantino nel 324 a.C. divenendo così Costantinopoli, ospitava diverse centinaia di migliaia di abitanti. Nei suoi quasi 1.700 anni di storia è diventata la moderna Istanbul, una delle 25 metropoli più grandi del mondo, ma non prima di passare attraverso diverse difficoltà come guerre, carestie e calamità naturali. 

La più grande sfida per le città è la prossima svolta evolutiva

La storia di Istanbul è una delle molte dimostrazioni della capacità dell’essere umano di adattarsi sempre a nuovi scenari. Ma la più grande sfida per la capitale turca, come per tutti gli altri grandi centri urbani del mondo, è la prossima: il processo di urbanizzazione nostro Pianeta è arrivato a un punto critico. Nonostante le città occupino solo il 2% del globo, consumano quasi l’80% dell’energia e sono responsabili per circa due terzi delle emissioni di CO2.  Entro il 2050 inoltre le stime prevedono che il 70% degli esseri umani vivranno nelle città e infatti al momento si registrano flussi migratori dalle aree rurali ai centri urbani che coinvolgono circa 180mila persone al giorno. Ciò significa che, nei prossimi anni, le aree metropolitane dovranno affrontare enormi sfide sociali e ambientali. 

Ammodernare le vecchie città per renderle sempre attuali

Ovviamente sarebbe più semplice costruire dal nulla le nuove città, potendo costruire un piano urbanistico moderno ad hoc, come accaduto a Songdo nella Corea del Sud o a Forest City in Malesia. In questo modo tutto verrebbe progettato utilizzando le più avanzate tecnologie sostenibili, impianti ad alta efficienza energetica e innovativi quartieri residenziali e commerciali. Ma le città, così come i loro abitanti, hanno storia, tradizioni, memorie che non possono essere cancellate con un colpo di mano. Per questo serve avviare progetti di ammodernamento che permettano di far coesistere la vecchia anima delle città esistenti con le sfide future della sostenibilità. L’ammodernamento, in inglese retrofit, parte da piani pubblici che coinvolgono privati, perché bisogna applicare diverse tecniche per ridurre lo spreco energetico, tagliare le emissioni di CO2 e risparmiare sui costi totali. Non si tratta di banali ristrutturazioni, ma di un piano molto più ampio. Un’analisi dell’International Energy Agency è molto rappresentativa: gli edifici contribuiscono all’emissioni di un terzo della CO2 del pianeta e consumano un terzo dell’energia finale prodotta. Sfruttare le migliori tecnologie di ammodernamento dei centri urbani potrebbe fare risparmiare entro il 2050 l’energia necessaria complessivamente per i fabbisogni di Russia e India.

La sfida della Gran Bretagna: ammodernare 90 case ogni ora

Il dato è provocatorio, ma secondo lo studio della UK’s Institution of Engineering and Technology (IET) e della Nottingham Trent University, per raggiungere l’obiettivo di tagliare le emissioni di CO2 entro il 2050, la Gran Bretagna dovrebbe ammodernare 1,5 case ogni minuto per i prossimi 30 anni. Queste tecniche di retrofitting possono portare anche a migliorare la salute e il benessere dei cittadini, che a loro volta permetterebbero di ridurre i costi medici e sociali della pubblica amministrazione. Questo report sottolinea come la bassa qualità delle case costi al Servizio Sanitario Nazionale britannico circa 1,4 miliardi di sterline ogni anno in trattamenti ospedalieri. Per avere tutti questi vantaggi però, avverte lo studio, è necessario un coordinamento tra pubblico e privato.