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Sostenibilità ambientale

Architettura sostenibile: gli insegnamenti della natura per soluzioni più efficienti

Agosto 2019

Negli ultimi anni gli architetti hanno costruito palazzi ispirati a termitai, spugne di mare e perfino ricoperti di microalghe. Dalla natura arrivano molte idee per avere edifici sostenibili ed efficienti.

Chi considera le leggi naturali un supporto per il proprio lavoro, collabora con Dio” spiegava il famosissimo architetto catalano Antoni Gaudì. L’ideatore di Parco Güell, della Pedrera, della casa Batlló e della Sagrada Familia, solo per citare due tra le sue opere più famose, era un grande sostenitore dei progetti ispirati dalla natura. Ancora oggi, a quasi 100 anni dalla sua morte, è di ispirazione per moltissimi progettisti che cercano di legare le opere umane all'ecosistema circostante. Anche perché il 40% di tutta l’energia consumata sul nostro pianeta serve per alimentare gli edifici, che sono anche responsabili di un terzo delle emissioni di gas serra a causa di riscaldamento, aria condizionata, illuminazione ed elettricità.

Imparare dalla natura per progettare le migliori soluzioni

Uno dei principali obiettivi degli architetti contemporanei è creare palazzi che permettano di risparmiare energia, ideando soluzioni di design super efficienti con zero emissioni di CO2 e la tecnologia può dare una grande mano in questo senso: il consumo energetico può essere ridotto dal 30% all'80% utilizzando soluzioni come i moderni sistemi di recupero del calore, migliori vetrate e impianti smart di regolazione delle temperature. Ma c’è chi prova a fare un passo in più, come l’architetto Mick Pearce: “Quando mi hanno chiesto di progettare l’Eastgate Centre di Harare in Zimbabwe ho iniziato a studiare i sistemi di ventilazione dei termitai”. Così ha imparato direttamente dalla natura le tecniche per fronteggiare i differenziali della temperatura dell’aria, i relativi tassi di umidità, la ventilazione e i movimenti delle correnti, realizzando una costruzione ispirata al design biomimetico. E ora l’Eastgate Centre necessita di un decimo dell’energia utilizzata dai centri della stessa grandezza raffreddati ad aria condizionata.

Il “Gherkin” di Londra ispirato alle spugne di mare

Un altro esempio ci arriva dal “Gherkin” di Norman Foster di Londra, il grattacielo di 200 piani rivestito di 24 mila metri quadri di pannelli triangolari di vetro famoso in tutto il mondo per il suo design ma anche per la sua efficienza energetica. È ispirato alle spugne di mare per avere una struttura resistente e un basso impatto energetico e infatti gli ingegneri che l’hanno costruito hanno inserito delle cavità tra ogni piano per migliorare la ventilazione e per permettere alla luce del sole di penetrare in tutto l’edificio. Questa scelta permette al Gherkin di consumare la metà dell’energia di una torre della stessa dimensione costruita con parametri standard. Ci sono poi alcuni esempi di edifici “vivi” nel vero senso della parola, come la BIQ House di Amburgo e l’Urban Algae Folly di Milano che hanno delle microalghe che vivono sulle facciate. Con un po’ di fantasia le soluzioni possono essere infinite, proprio come quelle della natura.