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Sostenibilità ambientale

Turismo sostenibile, Italia ancora lontana dai Paesi più responsabili

Settembre 2019

Per il World Economic Forum siamo ottavi, con margini di crescita per strutture ricettive, mobilità sostenibile e pulizia di spiagge e mari. A patto che le città turistiche e gli abitanti non perdano la propria identità.

C’è chi vede il bicchiere mezzo pieno perché siamo comunque nella top 10 mondiale, ma c’è anche chi sottolinea il grande lavoro ancora da fare per arrivare ai livelli dei primi della classe. L’Italia, secondo la classifica biennale del World Economic Forum resta all’ottavo posto, lo stesso di due anni fa. In questo Rapporto vengono confrontati ogni due anni 140 Paesi sulla base dei fattori e delle politiche che permettono lo sviluppo sostenibile del settore “Travel & Tourism”.

La sfida dell'Italia: migliorare il livello medio delle strutture turistiche

Il settore del turismo, che vale circa il 10% del PIL italiano, rimane più sostenibile in Spagna, Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti, Inghilterra e Australia. Tutti Paesi molto legati a uno sviluppo attento al territorio e alla natura per vocazione, in questo momento più avanti di noi in termini di strutture ricettive, mobilità sostenibile e piste ciclabili, raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti, pulizia delle spiagge e dei mari, fondi per musei e scavi archeologici. Tutte aree di miglioramento che il mondo della politica e della pubblica amministrazione dovrebbero avere bene in mente per farci fare il salto di qualità. 

Fondi europei per il turismo sostenibile

Il Programma europeo Cosme è stato lanciato con l’obiettivo di incrementare la competitività e la sostenibilità delle imprese delll'UE sui mercati, incoraggiare una cultura imprenditoriale e promuovere la creazione e la crescita delle PMI. Il bando 2019 che scade a ottobre prevede 5 milioni di euro per diverse aree di sviluppo come il trasferimento di competenze e conoscenze per PMI e Startup, servizi di incubazione e accelerazione di PMI del comparto turistico e il sostegno finanziario per le PMI. Un supporto anche per evitare che il numero sempre crescente di turisti danneggi le città d’arte e le aree balneari, non del tutto pronte ad accoglierli.

Da Siracusa a Como è allarme per la perdita della propria identità

La provocazione a Siracusa è arrivata dal comitato “Ortigia Sostenibile”, che ha presentato un documento per togliere la città siciliana dalla lista dei siti Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco e inserirla nell’elenco dei 54 siti in pericolo, come la Città Vecchia di Gerusalemme o Palmira per esempio. Il degrado urbanistico e ambientale è eccessivo secondo il comitato, che si augura di liberare la parte più antica di Siracusa, chiamata appunto Ortigia, dal turismo mordi e fuggi e di accogliere visitatori più attenti, responsabili e rispettosi senza perdere la propria identità. Dalla parte opposta dello Stivale i problemi sono per un certo verso simili, come hanno osservato diversi esperti di turismo: a Como la convivenza tra abitanti e turisti sta diventando difficile, tanto che si rischia di trasformare i valori della città per omologarli alle richieste dei visitatori, trasformando l’area vicino al lago in una casa vacanza a cielo aperto. Quindi ben venga il turismo sostenibile e responsabile, ma senza sacrificare la propria identità e la propria cultura.