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Blockchain

Dalla terra alla tavola: così la Blockchain cambia l'agroalimentare

Maggio 2018

La tecnologia nata con i bitcoin può rivoluzionare agricoltura, logistica e alimentazione. Con ampio impatto lungo tutta la filiera, riducendo costi, intermediari, sprechi e contraffazione.

Riduzione degli sprechi

L'impatto della Blockchain inizia dalla terra. L'agricoltura è un settore che deve misurarsi con sfide notevoli. Da una parte deve e dovrà fornire un contributo fondamentale per assicurare nutrimento a una popolazione globale sempre più ampia. Con meno risorse disponibili. Dall'altra conta su margini risicati, dovuti spesso alle inefficienze. Ecco dove può intervenire la Blockchain. Tanto per cominciare, potrebbe ridurre lo spreco di risorse (specie se in collaborazione con Internet of Things e intelligenza artificiale). In un sistema con ampia disponibilità di dati, gli “smart contact” (i contratti intelligenti che viaggiano su Blockchain) possono automatizzare alcune scelte, contribuendo a usare solo ciò che non è necessario. Se, per il momento, questo tipo di infrastrutture tecnologiche non può essere a disposizione di tutti, diverso è il discorso per la disintermediazione.

Meno intermediazione

La distribuzione della ricchezza è spesso difforme lungo la filiera, penalizzando i produttori a vantaggio degli intermediari. La Blockchain permetterebbe di certificare le transazioni in modo sicuro, di sottoscrivere contratti e inviare pagamenti istantanei e a basso costo (specie se confrontati con le attuali transazioni internazionali). Si creerebbe così un collegamento più diretto tra agricoltori e consumatori finali. L'intermediazione è spesso necessaria, ma la Blockchain può semplificare la filiera, ampliando i margini della base. Cioè di chi coltiva la terra, anche in Paesi con infrastrutture informatiche limitate. Risultato: riduzione dei costi, aumento dei margini. Più equità.

 

Il mercato delle commodity

La Blockchain non sarebbe solo un affare per i piccoli produttori, ma un'opportunità anche per chi opera su vasta scala. A gennaio, l'olandese Louis Dreyfus Company e la cinese Shandong Bohi Industry hanno concluso la prima transazione di commodity agricole interamente su Blockchain. Le società hanno potuto scambiare contratti di vendita del carico, verificare le certificazioni e controllare i dati riducendo al minimo gli interventi manuali. Risultato: la durata delle operazioni si è ridotta di cinque volte. Tutto è stato monitorato in tempo reale, accorciando la catena di intermediari e riducendo il rischio di frodi. Ed è questa l'altra funzione della Blockchain che tocca i consumatori.

Contro la contraffazione

La Blockchain permette di registrare ogni transazione. E di renderla difficilmente modificabile. Ecco allora che i passaggi dalla terra alla tavola possono essere fissati, minimizzando il rischio frodi. Ogni prodotto, soprattutto se definito da un disciplinare, avrà una carta d'identità accessibile a chiunque. Prima di comprare un vino o un formaggio, quindi, il consumatore potrà conoscere produttore, caratteristiche, materie prime utilizzate. Una sicurezza in più per i clienti, ma anche un modo per valorizzare il made in Italy e i prodotti di qualità.