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Fintech

Fintech, la tecnofinanza che piace ai Millennials

Gennaio 2018

Secondo il Politecnico di Milano un Millennials su 3 ha utilizzato soluzioni Fintech nel 2017. Un mercato in evoluzione e in costante crescita, che attrae nuovi player come Apple, Facebook e Amazon.

I clienti chiedono soprattutto di non spendere per i servizi base ma vogliono anche più velocità, la possibilità di raggiungere il proprio istituto 24 ore su 24, maggiore trasparenza e anche un supporto direttamente in filiale. Insomma, sembra ci sia ancora molta strada da fare per i servizi Fintech offerti dagli istituti di credito, eppure nonostante tutto nel 2017 il 16% degli italiani ha utilizzato soluzioni tecnofinanziarie e, se guardiamo ai Millennials, il dato raggiunge il 34%. Un mercato in grande crescita, come conferma l’Osservatorio Fintech & Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano che ha pubblicato un esaustivo report sul settore, in collaborazione con Nielsen.

Dal PC agli Smartphone

Per ovvi motivi di digitalizzazione e abitudine ai clic online, i nati tra il 1980 e il 2000 sono i più attivi su questo fronte. I servizi più richiesti dagli italiani sono il Mobile Payment (15%), la strong authentication tramite la combinazione di due o più tra PIN, password, token, impronte digitali, riconoscimento dell’iride (8%) e i trasferimenti di valuta peer to peer (7%). I robot-advisor sono ancora poco utilizzati, fermi all’1%, ma gli esperti del settore sono sicuri che il trend sia destinato a crescere. Per relazionarsi con la propria banca il mezzo preferito è il computer (38% dei casi), ma smartphone e tablet sono in crescita dal 9% del 2016 al 15% dell’anno scorso e nei prossimi anni dovrebbero diventare il canale principale di interazione tra utente e istituto.

Un ricco business che piace a molti

Le banche dovranno fare molta attenzione, perché il Fintech apre le porte a molti altri player e non stiamo parlando soltanto di startup, ma di veri e propri big di altri settori come Walmart, Facebook, Amazon, Apple, Samsung, Orange. Grande Distribuzione Organizzata, Social e Digital, produttori di hardware e software, telecomunicazioni: c’è un po’ di tutto ma lo spazio per espandersi è grande, assicurano gli analisti. Infatti il report del Politecnico precisa che nel mondo sono già 51 le società non finanziarie che si sono tuffate nel settore bancario grazie al Fintech. Questi nuovi attori offrono per il 56% servizi e prodotti sia per i propri clienti sia per attrarne di nuovi, ma l’indicazione più importante è che non si tratta di proposte legate al loro core business. Il settore bancario deve necessariamente accogliere questa innovazione a fronte della richiesta di nuove soluzioni da parte dei Millennials.

Banche: un occhio ai costi e un altro alle offerte

Per questa sfida, le banche hanno iniziato ad ascoltare le esigenze dei Millennials, hanno aperto tavoli di lavoro con diverse startup e hanno lanciato contest di innovazione interna investendo tempo e denaro. Sanno che grazie al canale digitale i costi di gestione si abbasseranno e si apriranno ulteriori opportunità. Con pochi e semplici clic.