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Innovazione

Non solo finanza: le potenzialità della Blockchain nell'industria e nel commercio

Novembre 2018

La tecnologia nata con bitcoin garantisce solidità, velocità e trasparenza. Caratteristiche che, oltre a migliorare la filiera, consentono di risparmiare risorse.

La Blockchain è la tecnologia nata con bitcoin. È l'ingranaggio che permette di effettuare transazioni senza attori terzi che ne certifichino la correttezza (a farlo è la tecnologia stessa) e di rendere le operazioni non modificabili da un intervento a posteriori. In sostanza, quindi, garantisce velocità, riduce i costi (perché elimina gli intermediari) e aumenta la sicurezza (perché le informazioni sono blindate). Sono tutte caratteristiche che tornano utili non solo nel settore finanziario ma anche altrove, come nel manifatturiero e nel commercio.

I vantaggi della Blockchain

Un'impresa è un anello di una catena. Riceve merce dai fornitori, crea prodotti da trasferire ad altre aziende o da vendere ai clienti. La Blockchain è in grado di certificare la provenienza e le caratteristiche di un prodotto. I partner industriali sono così in grado di verificarle. Il vantaggio è triplice. Non c'è solo la tranquillità di avere una filiera trasparente: c'è anche il risparmio di tempo (visto che il sistema di controlli si sveltisce) e di denaro. La velocità efficienta i processi e limita gli sprechi. Secondo un'analisi di Capgemini, ad esempio, la tracciabilità più efficace offerta dalla Blockchain permetterebbe alle imprese americane di risparmiare 8 milioni di dollari legati agli oneri dovuti al ritiro di prodotti difettosi.      

Dalla produzione al commercio

La Blockchain non è una garanzia assoluta. È vero che, una volta registrati dalla “catena” digitale, i dati non sono modificabili. Ma è anche vero che resta la possibilità di manovre poco trasparenti nella fase di inserimento delle informazioni. Per produttori, intermediari e clienti, conoscere l'integrità della filiera è un elemento decisivo. Tra gli effetti positivi c'è quindi la lotta alla contraffazione, sia offline che sulle piattaforme digitali. La combinazione con l'IoT potrebbe accelerare tutte le operazioni che implicano uno scambio di merce e denaro. Merito dei cosiddetti smart contract, cioè “contratti intelligenti” scritti come un codice informatico che applica in autonomia (senza intervento umano) le clausole che contiene. Niente firme, ricevute, documenti da compilare. Sveltire procedure di questo tipo conviene alla piccola aziende come al gigante industriale. Lo scorso gennaio, ad esempio, l'olandese Louis Dreyfus Company e la cinese Shandong Bohi Industry hanno concluso la prima transazione di commodity agricole interamente su Blockchain. La merce è partita dagli Stati Uniti ed è arrivata in Cina. Le società hanno scambiato in modo digitale contratti di vendita, verificato le certificazioni e controllato carico e scarico. Risultato: la durata delle operazioni si è ridotta di cinque volte ed è stata monitorata in tempo reale, riducendo rischi di frode e accorciando la filiera degli intermediari. 

Le prospettive future

Ma cosa si aspettano le imprese dalla Blockchain? Capgemini ne ha intervistate 731. L'89% si aspetta un risparmio sui costi, otto su dieci di migliorare la tracciabilità e trasparenza. Ma sono molte le speranze legate ad aumento dei ricavi (57%), riduzione dei rischi (50%), la creazione di nuove opportunità di business (44%) e maggiore attenzione al cliente (38%). Manca ancora uno storico che certifichi la redditività di investimenti di questo tipo e la Blockchain deve ancora affrontare sfide tecnologiche e normative. Di sicuro, però, le risposte date dalle imprese suggeriscono che non si tratta solo di propositi ma anche di investimenti. Secondo Gartner, oggi il 5% delle imprese che fatturano oltre 5 miliardi di dollari ha già avviato progetti di Industria 4.0 che coinvolgono la Blockchain. Saranno il 30% entro il 2023. Nel 2025 la tecnologia nata con bitcoin muoverà 176 miliardi di dollari, che schizzeranno a oltre 3000 miliardi entro il 2030.