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Trasformazione Digitale

Se vogliamo una città davvero Smart dobbiamo passare dai Big Data ai Thick Data

Novembre 2018

L’evoluzione sta nella comprensione del contesto: la tipologia di dati, i metodi usati per raccoglierli e il modo in cui vengono interpretati sono fattori che li modellano e li restituiscono più “parlanti” alla comunità.

Chi vive in centri urbani medio-grandi interagisce ogni giorno con quell’ecosistema chiamato Smart city: è sufficiente controllare sul proprio smartphone come spostarsi con i mezzi pubblici, consultare i servizi online del Comune, verificare i livelli di inquinamento dell’aria. 

L'esempio di collaborazione tra cittadini a Barcellona i Placa del Sol

Un ottimo esempio di come i cittadini possono “guidare” questo sistema che sfocia nei Sistemi di Data Analytics è Placa del Sol: nella città catalana sono in molti, cittadini e turisti, a fermarsi nella celebre piazza del quartiere di Gràcia fino a tarda sera per bere e chiacchierare. Gli abitanti si sono lamentati più volte con l’amministrazione comunale, ma nessuno ha mai risolto il problema. Così, nel 2017, i responsabili del progetto Making Sense hanno proposto alle famiglie della zona di installare i sensori di uno “Smart Citizen Kit” dentro e fuori i loro appartamenti per monitorare i livelli di inquinamento acustico e poterli così confrontare con i tabellari ufficiali. In un primo momento gli abitanti hanno avuto problemi a utilizzare questa tecnologia e a caricare i dati sulla piattaforma online per la comparazione, ma dopo alcune sessioni di formazione hanno potuto svelare ciò che già sapevano: i livelli di rumore erano ampiamente oltre la soglia consentita dalla World Health Organisation. 

Dalla Smart city agli Smart citizen

Grazie alla comprensione di teoria e pratica, i residenti hanno imparato come monitorare l’inquinamento acustico e gli scienziati hanno capito come rendere la tecnologia alla portata delle persone comuni. Questo processo ha consentito di aumentare il livello medio di conoscenze tecnico-scientifiche dei cittadini, che hanno iniziato a esaminare i dati, aggregarli e compararli con studi sulla salute, oppure sulle correlazioni tra i flussi notturni e diurni. Il passo successivo è stato confrontare i dati di Placa del Sol con quelli di altre zone di Barcellona e così quelle famiglie composte da “Smart citizen” hanno scoperto che il Comune stava già monitorando i livelli di rumorosità di Placa del Sol, solo che non li rendeva pubblici e non li utilizzava come dati oggettivi per intervenire. Qualcosa però era cambiato: i cittadini erano diventati autonomi e custodi dei dati da loro raccolti.

Thick Data: cosa cambia rispetto ai Big Data

I dati non possono essere interpretati e analizzati senza prima comprendere il contesto dal quale vengono estrapolati. È l’ecosistema sociale nel quale sono inseriti che li rendeThick”, cioè densi, spessi. Ecco la grande differenza rispetto ai Big Data, che rimangono dati importanti raccolti dai data point, ma senza lo spessore dei dati “lavorati e reinterpretati” in base al contesto. Come hanno compreso gli abitanti di Placa del Sol, la tipologia di dati immagazzinati, i metodi usati per raccoglierli, ciò che viene approfondito, il contesto che li genera, chi li genera, cosa se ne fa e il modo in cui vengono interpretati sono tutti fattori che li modellano e li restituiscono più o meno “parlanti” alla comunità. A Placa del Sol, con l’intervento dei cittadini e la loro proattività, il rumore troppo alto non era più soltanto un problema dei singoli, ma una questione collettiva. Proprio come l’evoluzione dei diversi tipi di Data e delle Smart city.