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Nutrition
Marzo 2018

Carne in vitro, dalla piastra di Petri al supermercato

La carne vegetariana sta diventando sempre più popolare nella dieta di molti europei. Tuttavia, un’alternativa ancora migliore alla carne è alle porte.

Nei Paesi Bassi “The Vegetarian Butcher” è un successo e si sta affermando in un numero sempre maggiore di altri paesi europei. La società vende ogni tipo di sostituto della carne: da cosce di pollo e salsicce vegetariane a tonno e gamberetti senza pesce. Nel 2010 ha aperto il primo negozio a L’Aia. Attualmente, i prodotti di "The Vegetarian Butcher" sono venduti in centinaia di supermercati olandesi e l'azienda ha aperto punti vendita in Portogallo, Spagna, Svizzera, Germania e, addirittura, in Corea del Sud. Il successo della formula evidenzia che molte persone preferiscono il gusto della carne, ma sono più che disposte ad accontentarsi di un sostituto. In particolare quando il prodotto sostitutivo evita la sofferenza animale e riduce l’impatto ambientale.

Un nuovo sostituto per la carne vegetariana

I vegetariani hanno più di un motivo per escludere la carne dalla loro dieta. Spesso la sofferenza animale è inevitabilmente legata alla produzione di carne. Inoltre, l’industria della carne esercita una forte pressione sull’ambiente. Secondo la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, l’agricoltura stessa è responsabile del 18% delle emissioni totali di gas serra in tutto il mondo1. Una percentuale superiore a quella dell’intero settore dei trasporti. Tuttavia, è possibile che nel giro di pochi anni alcuni clienti di "The Vegetarian Butcher" mangino carne vera. Con la differenza che si tratterebbe di carne non proveniente da grandi allevamenti, ma coltivata in laboratorio.

Il boom dell'alimentazione sana. Prestiamo molta più attenzione a quello che c’è nei nostri piatti.

Un hamburger da 300.000€

Cinque anni fa, Mark Post, Professore dell’Università di Maastricht, ha presentato il primo hamburger fatto con carne coltivata in laboratorio2. Sebbene gli specialisti abbiano apprezzato il gusto dell’hamburger, l’attenzione si è spostata sul prezzo: più di 300.000€. Sebbene la tecnologia che studia questo processo stia rapidamente avanzando, ci potrebbe volere ancora un po’ di tempo prima di poter ordinare un McLab al fast-food vicino casa. ‘Coltivare carne in laboratorio che abbia il gusto giusto è solo una delle difficoltà’, spiega Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist del fondo Pictet-Nutrition: ‘La sfida maggiore è replicare la struttura. Le persone non dovrebbero aspettarsi in tempi brevi un pollo o una bistecca vegetariani.’

In arrivo al supermercato sotto casa

Il primo hamburger coltivato in laboratorio dal Professor Post era composto da più di 20.000 minuscole particelle di carne lunghe appena 2 millimetri. Erano state coltivate in piccole piastre di Petri a partire da cellule staminali prelevate (in modo indolore) da due mucche. La creazione dell’hamburger ha richiesto tre mesi. ‘Altri tipi di carne possono essere coltivati in modo meno laborioso’, afferma Schaufelberger: ‘Molte aziende mirano a portare sugli scaffali dei supermercati carne coltivata in laboratorio entro la fine di quest’anno o l’inizio del 2019.’

L'alimentazione rivendica un ruolo di primo piano

Rimane ancora da vedere se l’introduzione di carne coltivata in laboratorio convincerà coloro che sono diventati vegetariani per ragioni morali a tornare a mangiare carne. Con sempre maggiore attenzione ci si chiede in che misura la carne rossa potrebbe essere parte di una dieta salutare. ‘I dibattiti indicano che stiamo facendo più attenzione a cosa abbiamo nel piatto’, dichiara Schaufelberger. ‘Al giorno d'oggi, è piuttosto normale prestare attenzione alle etichette alimentari per identificare la presenza di additivi. L’alimentazione rimarrà un tema importante per il prossimo futuro, sia nel mondo scientifico che in quello finanziario.’

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