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Febbraio 2019

Termometro macroeconomico: 25.02-03.03.2019

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

18-24 febbraio 2019

Lunedì 18 febbraio: 

  • Vanno avanti le trattative USA-Cina a Washington sui dazi (tregua fino al primo marzo).

Mercoledì 20 febbraio: 

  • Minute della Fed sul meeting di gennaio.
    Probabile fine del percorso di riduzione del bilancio entro l’anno e confermato atteggiamento «prudente» sui tassi (l’inflazione resta sotto controllo).
  • Ambasciatori dell’Unione Europea si incontrano per discutere su Brexit.

Giovedì 21 febbraio: 

  • PMI eurozona.
    Dato al di sotto delle aspettative (49.2 vs 50.3) e in calo rispetto a gennaio (50.5)1.

Venerdì 22 febbraio: 

  • IFO business confidence in Germania.
    Dato al di sotto delle aspettative (98.5 vs 98.9) e in calo rispetto a gennaio (99.3)2.
  • Rating Fitch Italia.
    Rating (BBB) e outlook (negativo) confermati: Fitch si aspetta le elezioni entro fine 2019.

La settimana si è conclusa con una notizia positiva sul fronte della guerra commerciale: domenica notte, infatti, Trump ha annunciato di voler allungare la tregua con la Cina e rimandare l’entrata in vigore di nuove tariffe sui beni importati dal Paese asiatico (senza questo rinvio, il primo marzo sarebbero stati alzati al 25% i dazi su $200 miliardi di merci cinesi).

Intanto, venerdì l’agenzia di rating Fitch ha confermato il giudizio (BBB) e l’outlook (negativo) sull’Italia, aggiungendo il commento che si aspetta elezioni politiche anticipate a partire dalla seconda metà del 2019 (il governo è in questo momento impegnato nel testo del Def da presentare entro il 10 aprile).


[1] Il PMI (Purchasing Managers Index) è un indice che nasce da un’indagine condotta sui direttori degli acquisti delle principali aziende per testare le opinioni sull’andamento del settore. Un valore del PMI superiore ai 50 punti indica un’economia in espansione, mentre un valore inferiore rappresenta una fase di contrazione. 
[2] L’IFO Business Climate Index è un indicatore anticipatore dell’attività economica tedesca, costruito utilizzando una base dati costituita da circa 7mila imprese appartenenti ai settori manifatturiero, costruzioni, vendita all'ingrosso e vendita al dettaglio presenti in Germania. A tutte queste aziende viene chiesta una valutazione sulle condizioni attuali dei loro affari e sulle aspettative per i sei mesi successivi. Le imprese devono categorizzare le condizioni attuali scegliendo tra: "buone", "soddisfacenti" o "deboli". Per le aspettative la scelta deve ricadere tra: "più favorevoli", "invariate" o "meno favorevoli".  Le risposte così ottenute vengono ponderate in base all'importanza della singola impresa e quindi aggregate, ottenendo un "balance value" relativo alle condizioni attuali calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte "buone" e la percentuale delle risposte "deboli". Il "balance value" relativo alle aspettative viene calcolato come differenza tra la percentuale delle risposte "più favorevoli" e la percentuale delle risposte "meno favorevoli". In entrambi i casi le risposte intermedie non vengono considerate e non entrano quindi nel calcolo. Il "business climate" viene quindi calcolato come media tra il "balance value" relativo alle condizioni attuali e il "balance value" relativo alle aspettative.

03

Occhi puntati su...

25 febbraio - 03 marzo 2019

Martedì 26 febbraio:

  • Powell, presidente della Fed, si presenta in Senato per discutere dello stato dell’economia.
    Verrà consegnato anche il Semi-Annual Monetary Policy Report.
  • La May aggiorna la Camera dei Comuni su Brexit (il Parlamento voterà di nuovo il 27).
    Due ministri sono stati mandati a Bruxelles per uscire dall’impasse e scongiurare il rischio di una «no-deal» Brexit.
  • Dati sulla fiducia dei consumatori in USA, Francia e Germania.

Mercoledì 27 febbraio:

  • Incontro ad Hanoi tra il presidente americano Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un.
    L’incontro andrà avanti fino al giorno successivo (28 febbraio). 
  • Il Parlamento UK vota su Brexit.
    La  May spera di presentarsi con un accordo modificato concordato con l’UE (il problema principale resta il «backstop» in Irlanda).
  • Dati sulla fiducia del settore manifatturiero e dei consumatori in Italia.

Giovedì 28 febbraio:

  • Dato sul PIL dell’ultimo trimestre del 2018 in USA (anche dati su consumi e disoccupazione).
    Aspettative: rallentamento al 2.3% annualizzato dal 3.4% del Q3 (il dato era stato rimandato a causa dello «shutdown»).
  • Dati su crescita e inflazioni in molti Paesi dell’eurozona.
  • PMI manifatturiero in Cina.

Venerdì 1 marzo:

  • Fine della tregua sui dazi tra USA e Cina.
    Trump si è detto disposto ad allungare la scadenza (altrimenti verranno alzati al 25% i dazi su $200 miliardi di merci cinesi).
  • ISM manifatturiero in USA.
  • PMI manifatturiero in molti Paesi dell’eurozona (tra cui l’Italia).
  • Dati su inflazione e disoccupazione dell’eurozona.

La prossima settimana Trump sarà impegnato in un meeting con il leader nordcoreano Kim e il presidente della Fed Powell presenterà in Senato un aggiornamento sullo stato dell’economia e sulle prossime mosse di politica monetaria (il 28 è atteso il dato sulla crescita del PIL statunitense nell’ultimo trimestre del 2018: il dato, la cui pubblicazione è stata rimandata a causa dello shutdown, dovrebbe mostrare una flessione rispetto al trimestre precedente).

L’agenda macroeconomica sarà particolarmente fitta anche in Europa: dopo il valore debole dell’indice IFO tedesco (al livello più basso dal gennaio 2015), le preoccupazioni per un rallentamento dell’economia del vecchio continente portano gli operatori a prestare particolare attenzione ai prossimi dati, tra cui quelli di crescita e inflazione e quelli più anticipatori sull’attività economica come il PMI manifatturiero (giovedì uscirà anche il PMI manifatturiero della Cina, dove il settore ha un peso ancor più significativo sull’economia).

Si avvicina anche la scadenza della Brexit (29 marzo): mercoledì il Parlamento UK voterà nuovamente l’accordo della May, che spera però di presentarsi con un accordo modificato concordato con l’Unione Europea per sanare il nodo “backstop” in Irlanda (a tal proposito, martedì due ministri britannici voleranno a Bruxelles per incontrare i vertici dell’UE).”

04

Calendario economico

calendario25022019

Fonte: Pictet Asset Management