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Dicembre 2019

Termometro macroeconomico 02-08.12.2019

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

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Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

25 novembre 01 dicembre 2019

Lunedì 25 novembre:

  • Dato sull’IFO Business Climate Index in Germania.
    Dato in risalita rispetto al mese precedente (95,0 vs. 94,6 di ottobre).

Martedì 26 novembre:

  • Dato sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
    Dato debole e al di sotto delle aspettative (125,5 vs 127,0 atteso).

Mercoledì 27 novembre:

  • Dati sulla spesa al consumo, sull’inflazione e sulla crescita del PIL negli Stati Uniti.
    Spesa al consumo in crescita (+0,3%) nonostante il reddito dei privati sia rimasto stabile. La seconda stima della crescita del PIL nel Q3 è stata più alta della prima (2,1% vs 1,9%). L’inflazione resta assolutamente sotto controllo (1,6% vs 1,7% del mese precedente).
  • Dato sulla fiducia dei consumatori e del settore manifatturiero in Italia.
    Entrambi i dati sono usciti deboli e al di sotto delle aspettative.

Venerdì 30 novembre:

  • Dati sulla crescita del PIL e sull’inflazione in Italia.
    Inflazione solida, ma crescita ancora quasi nulla nel terzo trimestre (+0,1%).
  • Dato sull’inflazione nell’eurozona. Dato solido che ha superato le aspettative (1% vs 0,9% atteso).
Negli Stati Uniti, la seconda stima della crescita del PIL nel terzo trimestre, 2.1%, è stata più alta rispetto alla stima iniziale (1.9%) e al ritmo con cui l’economia si è espansa nel secondo trimestre (2%). Alla base di tale “sorpresa” vi è un rimbalzo del settore manifatturiero, sulla scia della speranza di un accordo con la Cina sui dazi, e soprattutto la stabilità garantita dai consumi interni.
 
Tuttavia, sul fronte dei consumatori gli ultimi dati sono stati meno incoraggianti: la spesa al consumo è cresciuta in linea con le aspettative nel mese di ottobre (+0.3%), ma il reddito a disposizione delle famiglie è rimasto stabile (+0.0%). A preoccupare è, però, la fiducia dei consumatori: il dato, per quanto sempre su livelli storicamente elevati, è uscito in calo e al di sotto delle aspettative (125.5 rispetto al 127 atteso), indicando una debolezza dei consumi che gettare ombre sulle prospettive per l’economia statunitense. Se non altro, con l’inflazione dei prezzi ancora assolutamente sotto controllo (+1,6% anno su anno, in calo dal +1,7% del mese precedente), è difficile immaginare una ripresa del ciclo di rialzi dei tassi da parte della Fed.
In Europa, i segnali sono contrastanti. La prima economia dell’eurozona, quella tedesca, sembra avere imboccato la strada per uscire dall’attuale fase prolungata di rallentamento economico: i dati relativi agli indicatori IFO Business Expectations (92.1) e IFO Business Climate (95.0) a novembre hanno proseguito il trend di risalita degli ultimi mesi. Nel nostro Paese, invece, si osserva un forte deterioramento nel sentiment dei consumatori e, soprattutto, delle aziende del settore manifatturiero. Disattendendo le aspettative, il dato relativo ai consumatori è sceso al livello più basso degli ultimi 2 anni (108.5), mentre quello del settore manifatturiero è sceso fino ai livelli toccati nel 2014 (98.9). In tale contesto di diffusa sfiducia riguardo alle prospettive dell’economia italiana, si inserisce una crescita del PIL ancora stentata, +0.1% nel terzo trimestre.
 
Un segnale di una stabilizzazione dell’economia del Vecchio Continente arriva dall’inflazione, che è diffusamente tornata a risalire, superando anche le aspettative e facendo sperare che gli stimoli monetari attuati dalla BCE stiano producendo gli effetti desiderati (l’inflazione resta comunque abbondantemente al di sotto del livello target del 2%, su un 1% anno su anno).
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Occhi puntati su...

02-08 dicembre 2019

Lunedì 2 dicembre:

  • Dato sul PMI manifatturiero in Cina.
  • Dato sul Markit PMI manifatturiero negli Stati Uniti.
  • Dato sul PMI manifatturiero nell’eurozona.

Martedì 3 dicembre:

  • Riunione dei 29 Paesi membri della NATO per celebrarne il 70esimo anniversario.

Mercoledì 4 dicembre:

  • Dato sul PMI dei servizi negli Stati Uniti.
  • Dato sul PMI dei servizi nell’eurozona.

Giovedì 5 dicembre:

  • Riunione dei Paesi membri dell’OPEC+.
  • Dato sulla crescita del PIL nell’eurozona.

Venerdì 6 dicembre:

  • Dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (non-farm payrolls)

Sarà una settimana di PMI. Da valutare lo stato di salute del settore manifatturiero in vari Paesi (Stati Uniti, Cina ed Eurozona) e, soprattutto, l’eventuale propagazione al settore dei servizi. Come ogni primo venerdì del mese, usciranno anche i dati relativi al mercato del lavoro USA (non-farm payrolls), da cui si attendono segnali positivi lato consumi.

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Calendario economico

Fonte: Pictet Asset Management

Fonte: Pictet Asset Management