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Ora la lettura: Termometro macroeconomico 13-19.01.2020



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Gennaio 2020

Termometro macroeconomico 13-19.01.2020

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

06-12 gennaio 2020

Lunedì 6 gennaio:

  • Dato sul PMI del settore manifatturiero in Cina.
    Dato leggermente al di sotto delle attese (52,5 vs 53,2 atteso) e al valore del mese precedente (53,5).

Martedì 7 gennaio:

  • Il Parlamento UK vota sull’accordo con l’UE raggiunto dal Primo Ministro Boris Johnson.
    La Camera dei Comuni ha approvato l’accordo.

Venerdì 10 gennaio:

  • Dati sul mercato del lavoro (non-farm payrolls) negli Stati Uniti.
    Mercato del lavoro sempre solido (tasso di disoccupazione al 3,5%), ma sono stati creati meno posti di lavoro rispetto alle attese (145’000 vs 160’000 attesi) e la crescita dei salari è stata più bassa delle attese (2,9% vs 3,1% atteso).

L’inizio del nuovo anno è stato segnato soprattutto da eventi di natura geopolitica. In particolare, a tenere banco nei primi giorni del 2020 è stata l’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani in un attacco aereo statunitense sull’aeroporto di Baghdad. La seguente rappresaglia iraniana (per quanto di portata relativamente limitata) ha scatenato la paura di un’apertura di un nuovo conflitto in Medio Oriente, facendo impennare le valutazioni dell’oro (bene rifugio per eccellenza). Ad oggi, la situazione sembra essere tornata sotto controllo e il rischio di una nuova guerra sembra per il momento scongiurato.

Intanto, il Parlamento britannico ha approvato l’accordo su Brexit raggiunto dal Primo Ministro Boris Johnson con l’Unione Europea: dopo essere passato al vaglia della Camera dei Comuni, questa settimana sarà il turno della Camera dei Lord.

A livello macroeconomico, il dato più rilevante della settimana passata è stato quello relativo al mercato del lavoro statunitense. I non-farm payrolls hanno segnalato la creazione di 145'000 nuovi posti di lavoro nel mese di dicembre, un numero leggermente inferiore alle attese degli operatori (160'000). Con il tasso di disoccupazione stabile al 3.5%, sorprende il rallentamento nella crescita dei salari (+2.9%, contro il +3.1% atteso), che potrebbe spingere la Fed a non apportare variazioni nella politica monetaria.

In Cina, il PMI del settore dei servizi (che pesa per oltre metà dell’economia del Paese) ha mostrato segnali di una leggera debolezza (52.5, rispetto al 53.2 atteso), proprio come fatto la settimana precedente dal PMI del settore manifatturiero (51.5, rispetto al 51.6 atteso). In ogni caso, contrariamente a quanto succede in molti Paesi sviluppati, entrambi sono rimasti stabilmente al di sopra della soglia del 50 (lo spartiacque tra contrazione ed espansione).

03

Occhi puntati su...

13-19 gennaio 2020

Lunedì 13 gennaio:

  • L’accordo del Primo Ministro Boris Johnson con l’Unione Europea viene sottoposto al Parlamento UK.

Martedì 14 gennaio:

  • Incontro tra Unione Europea e Stati Uniti per i dazi sulle merci europee.
  • Dato sull’inflazione negli Stati Uniti.

Mercoledì 15 gennaio:

  • Stati Uniti e Cina siglano il loro accordo parziale sulla politica commerciale.
  • Dato sulla produzione industriale nell’eurozona.

Giovedì 16 gennaio:

  • Dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti.

Venerdì 17 gennaio:

  • Dato sulla crescita del PIL nel quarto trimestre del 2019 in Cina.
  • Dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio in Cina.
  • Dati sulla produzione industriale e sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
Questa settimana sarà all’insegna del commercio globale.
Da un lato, sono previsti incontri tra Unione Europea e Stati Uniti per discutere dei dazi imposti l’anno scorso dall’amministrazione Trump sulle merci europee, e di quelli che ha minacciato di fissare su alcuni prodotti francesi dopo che la Francia ha tassato in modo speciale i servizi digitali, colpendo i colossi tech americani (Google, Apple e Amazon su tutti). Dall’altro, come annunciato via Twitter dal Presidente Trump, per mercoledì 15 è prevista la firma dell’accordo di “fase uno” tra Stati Uniti e Cina. Dal punto di vista macro, in settimana sono previsti i dati su produzione industriale e vendite al dettaglio in Cina e negli Stati Uniti. Interessante anche il dato relativo alla produzione industriale nell’eurozona.
04

Calendario economico

Fonte: Pictet Asset Management