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Gennaio 2020

Termometro macroeconomico 27.01-02.02.2020

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

20-26 gennaio 2020

Lunedì 20 gennaio:

  • L’accordo del Primo Ministro Boris Johnson con l’Unione Europea continua il suo percorso al Parlamento UK.
    L’accordo è stato approvato definitivamente dal Parlamento.
  • Il Fondo Monetario Internazionale pubblica il suo World Economic Outlook.
    Le previsioni per la crescita del PIL globale nel 2019 e nel 2020 sono state riviste al ribasso (ora rispettivamente al 2,9% e al 3,3%).

Martedì 21 gennaio:

  • Comincia il World Economic Forum.
  • Riunione della Bank of Japan.
    Non sono state apportate modifiche alla politica monetaria.

Giovedì 23 gennaio:

  • Riunione della Banca Centrale Europea.
    Non sono state apportate modifiche alla politica monetaria.

Venerdì 24 gennaio:

  • Dati sul Markit PMI del settore manifatturiero negli Stati Uniti e nell’eurozona.
    Dato in calo, ma al di sopra del 50, negli Stati Uniti (51,7 vs 52,5 atteso); dato in risalita, ma al di sotto del 50, nell’eurozona (47,8 vs 46,8 atteso).

Nell’ultima settimana i movimenti di mercato, soprattutto sulle borse emergenti, sono stati guidati soprattutto dai timori di un’epidemia globale della polmonite virale (Coronavirus) che sta mietendo vittime nella città cinese Wuhan.

Intanto, nel loro primo meeting del 2020, sia la Bank of Japan che la Banca Centrale Europea non hanno apportato modifiche alle loro accomodanti politiche monetarie.
I due istituti si sono quindi uniti alla Fed nell’assumere un atteggiamento attendista, in un momento in cui una leggera ripresa dell’attività economica e un (seppur modesto) miglioramento della dinamica inflattiva non rendono necessari cambiamenti nella politica monetaria.

Capitolo Brexit: la fuoriuscita della Gran Bretagna dal blocco europeo non è mai stato così vicino.
Infatti, a distanza di quasi 4 anni dalla votazione con cui i cittadini britannici hanno deciso di separarsi dall’Unione Europea, l’accordo raggiunto dal Primo Ministro Boris Johnson ha finalmente ottenuto l’approvazione del Parlamento.
La Camera dei Lord ha accettato il testo emendato dalla Camera dei Comuni, ormai sotto il forte controllo del Primo Ministro, dopo la netta vittoria alle elezioni generali del dicembre scorso. 
L’accordo, siglato dalla Regina Elisabetta II, deve essere ora ratificato dal Parlamento Europeo, per permettere al Regno Unito di abbandonare il blocco entro la scadenza del 31 gennaio (da cui inizierà un periodo di transizione destinato a durare almeno fino a fine anno).

Nell’aggiornamento del suo World Economic Outlook, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto nuovamente al ribasso le proprie stime per la crescita dell’economia globale nel 2019 e nel 2020, ora proiettate rispettivamente al 2.9% e al 3.3% (rispetto al 3.0% e al 3.4% di ottobre).
A pesare è soprattutto la dinamica del commercio globale: nonostante l’accordo di fase 1 raggiunto da Stati Uniti e Cina, resta ancora alto il livello di incertezza riguardo un possibile riaffiorare di tensioni tra i due Paesi o l’insorgere di un nuovo conflitto tra gli Stati Uniti e i Paesi europei.

A livello di dati macro, la settimana si è chiusa con i PMI.
Negli Stati Uniti, il PMI del settore manifatturiero, pur restando abbondantemente al di sopra della soglia del 50, ha però toccato il livello più basso degli ultimi 3 mesi (51.7), deludendo le attese degli operatori (52.5). Il dato è stato però, almeno in parte, compensato dal miglioramento del PMI relativo al settore dei servizi, passato da 52.8 a 53.2 (preponderante nell’economia statunitense).
Lo scenario dell’eurozona appare diametralmente opposto, con il settore manifatturiero che ha segnato un netto miglioramento nel mese di gennaio ma è rimasto stabilmente al di sotto della soglia del 50 (47.8, rispetto al 46.3 di dicembre). Al contrario, il dato relativo ai servizi ha segnato un leggero deterioramento (52.2, rispetto al 52.8 del mese precedente).

03

Occhi puntati su...

27 gennaio 02 febbraio 2020

Lunedì 27 gennaio:

  • Dato sull’IFO Business Expectations in Germania.

Mercoledì 29 gennaio:

  • Riunione della Fed.
  • Dato sulla fiducia del settore manifatturiero e dei consumatori in Italia.

Giovedì 30 gennaio:

  • Dato sulla crescita del PIL nel quarto trimestre negli Stati Uniti.
  • Dati sul sentiment economico e sulla disoccupazione nell’eurozona.

Venerdì 31 gennaio:

  • Dati sui consumi e sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
  • Dato sul PMI in Cina.
  • Dati sulla crescita del PIL nei Paesi dell’eurozona.
La settimana sarà segnata da una serie di eventi politici.
Cominciata con i risultati delle elezioni regionali in Italia, che hanno allontanato l’ipotesi di una caduta del Governo giallo-rosso, almeno per il momento, si chiuderà con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: dopo più di 3 anni dal referendum che l’ha sancita, il 31 gennaio la Brexit diventerà realtà. Sarà importante anche per le indicazioni che arriveranno dal meeting della Fed (mercoledì 29): gli operatori si aspettano che la politica monetaria venga mantenuta invariata.
 
A livello macroeconomico, il calendario della settimana è abbastanza fitto, soprattutto nell’eurozona.
Lunedì verrà pubblicato l’indicatore anticipatore IFO Business Expectations in Germania, seguito da una serie di dati sul sentiment economico, sul mercato del lavoro e sulla crescita del PIL nella regione a moneta unica. In Cina, dove le borse resteranno chiuse a causa dei festeggiamenti per il Capodanno e dove continuano a salire le vittime dell’epidemia del Coronavirus, venerdì dovrebbero uscire i dati relativi ai PMI. Venerdì sono attesi anche i dati sui consumi degli Stati Uniti, dove giovedì verranno riviste le previsioni sulla crescita del PIL americano nell’ultimo trimestre del 2019.
04

Calendario economico

Fonte: Pictet Asset Management