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Ora la lettura: Termometro macroeconomico 03-09.02.2020



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Febbraio 2020

Termometro macroeconomico 03-09.02.2020

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

27 gennaio 02 febbraio 2020

Lunedì 27 gennaio:

  • Dato sull’IFO Business Expectations in Germania.
    Dato debole, al di sotto delle aspettative (92,9 vs 94,8 atteso) e in calo rispetto al mese precedente (93,8).

Mercoledì 29 gennaio:

  • Riunione della Fed.
    Nessuna modifica alla politica monetaria.
  • Dato sulla fiducia del settore manifatturiero e dei consumatori in Italia.
    Entrambi i dati sono stati positivi e superiori alle attese (99,9 vs 99,4 atteso per il settore manifatturiero e 111,8 vs 110,5 atteso per i consumatori).

Giovedì 30 gennaio:

  • Dato sulla crescita del PIL nel quarto trimestre negli Stati Uniti.
    L’economia statunitense è cresciuta del 2,1% (annualizzato) nel quarto trimestre del 2019.
  • Dati sul sentiment economico e sulla disoccupazione nell’eurozona.
    Dati solidi e migliori delle aspettative, con il tasso di disoccupazione sceso su livelli prossimi ai minimi storici (7,4%, il minimo storico è del 7,3%).

Venerdì 31 gennaio:

  • Dati sui consumi e sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
    Dati sui consumi in leggero rallentamento negli ultimi mesi del 2019, ma la fiducia dei consumatori migliora.
  • Dato sul PMI in Cina.
    Dato in calo, ma in linea con le aspettative (50,0).
  • Dati sulla crescita del PIL nei Paesi dell’eurozona.
    Dati deboli e, nel complesso, al di sotto delle attese.
Nel primo meeting dell’anno, la Fed non ha apportato modifiche alla propria politica monetaria, considerata adeguata a supportare l’economia. Giovedì 30 è stata pubblicata la nuova stima sulla crescita del PIL statunitense nell’ultimo trimestre del 2019. Trascinata soprattutto dalla componente legata ai consumi interni, l’economia del Paese nordamericano è avanzata del 2.1% nel corso del trimestre, portando la crescita complessiva del 2019 al 2.3%, un dato molto lontano dalla temuta recessione, per quanto ben al di sotto rispetto a quello relativo al 2018 (2.9%).

Per quanto riguarda i consumi, l’indice sviluppato dell’Università del Michigan ha mostrato un miglioramento nel sentiment dei consumatori (99.8), previsto invariato rispetto al mese precedente dagli operatori (99.1). Tuttavia, la crescita della spesa al consumo e del reddito delle famiglie ha segnato un leggero rallentamento nell’ultimo mese del 2019, lasciando timori sulla tenuta della componente che ha sostenuto maggiormente l’economia statunitense nell’ultimo anno.

Nell’eurozona, la disoccupazione è scesa al livello più basso degli ultimi 10 anni (7.4%), di poco superiore al livello più basso mai toccato (7.3%). Di pari passo, il sentiment economico della regione è migliorato in modo deciso nel primo mese del 2020 (102.8 dal 101.3 di dicembre), superando di gran lunga le previsioni degli operatori (101.8). Si tratta di dati confortanti, che fanno ben sperare dopo un ultimo trimestre del 2019 di crescita quasi nulla (stagnazione) dell’economia dell’eurozona: nel complesso, il PIL dei Paesi membri è cresciuto, infatti, solo dello 0.1%, penalizzato soprattutto dall’inattesa contrazione registrata in Francia (-0.1%) e Italia (-0.3%).

Sono, invece, rimaste deluse le aspettative di una ripresa dell’economia tedesca.
Dopo i dati incoraggianti sulla manifattura della prima economia del blocco a moneta unica, infatti, ci si aspettavano segnali di un’ulteriore rimbalzo dell’attività economica dagli indicatori IFO. L’IFO Expectations Index, in particolare, è sceso a 92.9, quando le attese degli operatori erano per una sua risalita fino a 94.8. Per quanto a pesare sull’indicatore sia stato soprattutto il settore dei servizi, è chiaro che il percorso per una diffusa ripresa dell’economia tedesca sarà più lento del previsto, soprattutto se le minacce dell’amministrazione Trump di imporre dazi sulle automobili europee dovessero tradursi in misure concrete.

Al contrario, in Italia, l’inizio dell’anno ha segnato un miglioramento della fiducia di imprese manifatturiere e famiglie, in entrambi i casi ben al di sopra delle aspettative.

Alla vigilia di una settimana in cui si avranno globalmente indicazioni più precise sul fronte dei PMI, in Cina il PMI del settore manifatturiero relativo al mese di gennaio è sceso leggermente, in linea con le aspettative, per assestarsi sulla soglia del 50. L’indicatore, sviluppato dal National Bureau of Statistics, è stato calcolato prima del 20 gennaio, ossia prima dello scoppio dell’epidemia di Coronavirus; quindi, per poter valutare meglio l’impatto potenziale sull’economia del nuovo mortale virus occorre attendere i PMI calcolati da Caixin della prossima settimana.

03

Occhi puntati su...

03-09 febbraio 2020

Lunedì 3 febbraio:

  • Cominciamo le primarie del Partito Democratico negli Stati Uniti.
  • Dato su PMI del settore manifatturiero negli Stati Uniti (Markit e ISM), in Cina (Caixin) e nell’eurozona (Markit).

Martedì 4 febbraio:

  • Il Presidente americano Donald Trump tiene la relazione annuale «State of Union» di fronte al Congresso.

Mercoledì 5 febbraio:

  • Dato su PMI del settore dei servizi in Cina (Caixin) e nell’eurozona (Markit).

Giovedì 6 febbraio:

  • La BCE pubblica il suo Bollettino Economico.

Venerdì 7 febbraio:

  • Dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (non-farm payrolls).
  • Dato sulla produzione industriale in Germania.
  • L’agenzia Fitch rivede il rating sull’Italia.

Questa settimana vedrà l’inizio delle primarie del Partito Democratico negli Stati Uniti, destinate a designare il candidato che si opporrà al Presidente Trump nelle elezioni presidenziali di novembre.
Nel frattempo, mentre procede il processo di impeachment del Presidente, martedì Trump terrà la relazione annuale sullo stato dell’Unione (State of Union) di fronte al Congresso riunito a sezioni unite.

Sarà anche una settimana all’insegna dei PMI.
Tra lunedì e mercoledì usciranno, infatti, i dati relativi ai PMI dei settori manifatturieri e dei servizi di Stati Uniti, Cina ed eurozona.

Come sempre succede nella prima settimana di ogni mese, venerdì uscirà l’aggiornamento sul mercato del lavoro statunitense (non-farm payrolls), importante indicatore anche delle possibili future mosse di politica monetaria della Fed.

Infine, la settimana si chiuderà con la revisione del rating dell’Italia da parte dell’agenzia Fitch.

04

Calendario economico

Fonte: Pictet Asset Management

Fonte: Pictet Asset Management