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Maggio 2020

Termometro macroeconomico 11-17.05.2020

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

04-10 aprile 2020

Lunedì 4 maggio:

  • Dati sui PMI del settore manifatturiero nell’eurozona e in Cina.
    Dati in contrapposizione, relativamente solidi in Cina (49,4) e deboli nell’eurozona (33,4).

Martedì 5 maggio:

  • Dati sui PMI (Markit) e ISM del settore dei servizi negli Stati Uniti.
    Dati deboli, anche se ancora in parziale disallineamento tra ISM (41,8) e il ben peggiore PMI di IHS Markit (26,7).

Mercoledì 6 maggio:

  • Dati sulle vendite al dettaglio nell’eurozona.
    Dato debole e al di sotto delle aspettative (-11,2% vs -10,6% atteso).
  • Dato sui PMI del settore dei servizi nell’eurozona.
    Dato molto debole, anche se leggermente al di sopra delle aspettative (12,0 vs 11,7 atteso).

Giovedì 7 maggio:

  • Riunione della Bank of England (BoE).
    Non sono state apportate modifiche alla politica monetaria.

Venerdì 8 maggio:

  • Dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (non-farm payrolls).
    Dati molto deboli, con oltre 20 milioni di posti di lavoro distrutti ad aprile; il tasso di disoccupazione è salito al 14,7%,
  • Riunione dei Ministri della Finanza europei per discutere del Recovery Fund.
    È stata confermata la disponibilità di linee di credito di emergenza del MES, mentre si procede con la definizione del Recovery Fund.
  • Rating sull’Italia da parte dell’agenzia Moody’s.
    È stata confermato il rating Baa3 con outlook stabile.

Era la settimana che avrebbe dovuto segnare un nuovo passo in avanti verso una politica fiscale comunitaria nell’eurozona, e invece la Corte Costituzionale Tedesca ha sollevato il dubbio circa la proporzionalità del programma di acquisti della BCE rispetto ai suoi obiettivi di politica monetaria.
Il programma oggetto della disputa è il PSPP riattivato nel 2019 dalla BCE, non il PEPP attivato quest’anno per far fronte alla crisi scaturita dalla pandemia di COVID-19.
Al di là delle possibili implicazioni per il programma di acquisti (verosimilmente limitate), a preoccupare è l’insorgenza di un conflitto istituzionale che pone più di un ostacolo al percorso di maggiore flessibilità intrapreso dalle istituzioni europee nelle ultime settimane (per approfondire, clicca qui).

A tal proposito, durante l’Eurogruppo di venerdì 8 maggio, è stata confermata la possibilità per i Paesi di ricorrere a linee di credito di emergenza del MES, sottoposte ad una minore condizionalità visto l’eccezionalità del contesto che stiamo vivendo.
I ministri delle Finanze hanno anche concordato sulla necessità di andare avanti con l’analisi e la definizione del Recovery Fund, per il quale bisognerà però verosimilmente attendere ancora.

Nel frattempo, l’agenzia Moody’s ha confermato il rating Baa3 con outlook stabile per l’Italia.

Sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico, i non-farm payrolls hanno mostrato che ad aprile sono stati tagliati oltre 20 milioni di posti di lavoro. Di fatto, in un solo mese sono stati distrutti i posti di lavoro creati nel corso del decennio precedente.
Il tasso di disoccupazione è in questo modo salito vertiginosamente al 14.7%, il livello più alto dalla Grande Depressione degli anni ’30 dello scorso secolo.

Sul fronte della politica monetaria, la Bank of England ha mantenuto per il momento invariate le proprie misure di stimolo.
Tuttavia, si è detta disposta ad ampliare il proprio programma di acquisti già a partire da giugno (difficile immaginare, invece, che porti in territorio negativo i tassi, ora allo 0.1%).

La settimana si era aperta con i dati sui PMI del settore manifatturiero in Cina e nell’eurozona.
I due valori sono stati chiaramente in controtendenza, visto il diverso momento che stanno attraversando le due regioni. Il PMI cinese è rimasto prossimo alla soglia del 50, al di sopra della quale entra in territorio di espansione (per la precisione, è pari a 49.4), mentre nell’eurozona è ancora ad un livello depresso di 33.4, in leggero calo rispetto al mese precedente (33.6).

Erano arrivati poi i dati sui PMI dei servizi per USA ed eurozona.
In entrambe le regioni tali indicatori sono crollati. In Europa, in particolare il PMI è arrivato a toccare il minimo “shock” di 12.
A confermare l’attuale debolezza dell’economia della regione, le vendite al dettaglio nel mese di marzo sono calate del -11.2%.

03

Occhi puntati su...

11-17 aprile 2020

Lunedì 11 maggio:

  • Dato sulla produzione industriale in Italia.

Mercoledì 13 maggio:

  • Report mensile dell’OPEC sul petrolio.
  • Dato sulla produzione industriale nell’eurozona.

Giovedì 14 maggio:

  • Bollettino Economico della BCE.

Venerdì 15 maggio:

  • Dati su produzione industriale e vendite al dettaglio negli Stati Uniti. 
  • Dati su produzione industriale e vendite al dettaglio in Cina.
  • Dato sulla fiducia dei consumatori (Univeristy of Michigan Sentiment) negli Stati Uniti.
  • Dato sulla crescita del PIL nel primo trimestre nell’eurozona.
Questa settimana, verranno pubblicati i dati sulla produzione industriale nelle principali economie del mondo, eurozona, USA e Cina. In questi ultimi 2 Paesi, usciranno anche i dati sulle vendite al dettaglio.

Particolarmente vulnerabile appare l’economia del Vecchio Continente, di cui uscirà la stima della crescita del PIL nel primo trimestre. La BCE in settimana pubblicherà anche il suo Bollettino Economico.

Negli Stati Uniti, uscirà il dato sulla fiducia dei consumatori (University of Michigan Sentiment).

04

Calendario economico

calendarioeco11052020

Fonte: Pictet Asset Management