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Coltivazione fuori suolo: quando l'agricoltura si estende in verticale

Aprile 2018

Coltivare piante senza l'utilizzo del terreno può contribuire a sfamare un mondo in crescita, in un'epoca in cui la percentuale di terreno coltivabile si riduce sempre più.

In Europa, la vista di un trattore in azione in un campo è molto comune.
Vertical farm
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Fonte: Dickson Despommier «The Vertical Farm», Zoubeir Azouz Architecture, Technologist Magazine 2015

Nei 28 Paesi dell’UE, quasi la metà del suolo è costituita da terreno agricolo1. Tuttavia, la probabilità che i prodotti vegetali che mangiamo siano coltivati senza terra è sempre maggiore, dato l’aumento della coltura fuori suolo.

Sebbene solo ultimamente la coltivazione fuori suolo abbia raggiunto una maggiore notorietà, l’idea è conosciuta da parecchio tempo. Fin dal XIX secolo, gli scienziati avevano dichiarato che le piante possono svilupparsi anche senza l’utilizzo del terreno. E non sono neanche stati i primi, in quanto gli aztechi già avevano realizzato fattorie galleggianti e nel XIII secolo i cinesi avevano fatto altrettanto con i giardini.

Con le tecniche e le attrezzature giuste, è possibile coltivare piante in acqua o anche in un ambiente nebulizzato. Applicando una soluzione nutriente direttamente sulle radici della pianta in un ambiente controllato, un agricoltore può garantire alle piante una crescita ottima e costante2. Ciò rende la pianta più produttiva.

La coltivazione idroponica, un metodo diffuso di coltivazione fuori suolo, è utilizzata soprattutto per coltivare pomodori, lattuga, cetrioli, peperoni ed erbe aromatiche. Tuttavia, questa tecnica può essere applicata teoricamente a qualsiasi coltivazione.

Meno terreno coltivabile, più bocche da sfamare

Una spinta importante alla base dell’aumento della coltivazione fuori suolo è la diminuzione del terreno coltivabile. Negli ultimi quarant’anni, il pianeta ha perso circa un terzo della superficie totale adatta all’agricoltura3. L’erosione e l’inquinamento sono i principali responsabili della perdita di terreno coltivabile ed entrambi sono riconducibili al riscaldamento globale. Malgrado un impegno crescente per combattere questo fenomeno, ci vorrebbero anni per invertire la perdita di terreno coltivabile.

Tuttavia, con l’avanzamento delle tecniche agricole, gli agricoltori sono riusciti ad aumentare il volume della loro produzione. Ciò è importante soprattutto considerata la crescita della popolazione mondiale. Le Nazioni Unite prevedono che la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7,6 miliardi a 8,5 miliardi nel 2030 e che, entro il 2050, saremo quasi 10 miliardi4. ‘La coltivazione fuori suolo può svolgere un ruolo importante nello sfamare un numero crescente di persone’, afferma Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist del fondo Pictet-Nutrition.

La coltivazione fuori suolo può svolgere un ruolo importante nello sfamare un numero crescente di persone. – Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist

Un'importanza sempre maggiore nella catena alimentare

Uno dei principali vantaggi della coltivazione fuori suolo è la possibilità di sfruttare la superficie verticale, risparmiando spazio. Sovrapponendo diversi strati di piante gli uni sugli altri grazie all’utilizzo di vasi speciali, il rendimento per metro quadro è molto superiore rispetto a quello delle coltivazioni tradizionali. Inoltre, probabilmente vi sarebbero meno problemi legati a parassiti e malattie.

Le serre possono essere costruite praticamente ovunque, diversamente dall’agricoltura tradizionale, che pone limiti di carattere ambientale. ‘Le iniziative su piccola scala stanno aumentando’, afferma Schaufelberger. ‘Tuttavia saranno i grandi progetti a produrre un impatto notevole sulla nostra economia agricola. Lo scorso anno, all’interno di un magazzino nel New Jersey (Stati Uniti) è nata la più grande vertical farm al mondo. Ha un potenziale di raccolto pari a circa 1 milione di chili di verdura fresca l’anno, senza l’utilizzo di terreno, pesticidi o luce solare. Le informazioni che riceveremo da questi progetti renderanno possibile costruire impianti ancora più grandi e consentiranno alla coltivazione fuori suolo di svolgere un ruolo significativo nella catena alimentare.’

 

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