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Il ruolo dei prezzi del carbonio nella transizione energetica

Giugno 2021

Il mondo ha bisogno che il prezzo del carbonio sia molto più alto

Il prezzo del carbonio finora non è riuscito a decollare, ma potrebbe diventare presto un pilastro dell'economia verde.

La transizione da un'economia basata sui combustibili fossili a un'economia alimentata da fonti rinnovabili promette una trasformazione paragonabile a quella apportata dalle rivoluzioni agricole e industriali.

Allo stato attuale, però, le speranze di arginare il cambiamento climatico sembrano ancora troppo ambiziose.

L'obiettivo di azzerare le emissioni nette annunciato di recente da USA, Cina ed Europa sono inadeguati, in quanto ancora lontani dall'obiettivo dell'Accordo di Parigi di limitare l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali.

Ecco perché fissare il prezzo del carbonio è fondamentale.

Secondo i membri del Pictet-Clean Energy Advisory Board, un meccanismo di determinazione del prezzo del carbonio pienamente funzionante potrebbe fare la differenza tra fermare il cambiamento climatico e lasciare che esso sfugga al controllo.

È loro convinzione che le forze di mercato possano essere un alleato potente, in grado di aiutare a cambiare il comportamento delle aziende e dei consumatori.

Il problema è trovare il modo di sfruttare tali forze in maniera efficace.

Al momento è chiaro che, con un prezzo medio globale di soli 2 dollari per tonnellata di CO2, il mercato del carbonio non sta facendo il lavoro per cui è stato creato. Secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), per raggiungere gli obiettivi di Parigi è necessario che i prezzi del carbonio aumentino fino a 140 dollari entro il 2040.

Interrompere questa tragedia

Non sarà facile raggiungere l'obiettivo.

Come ha annunciato l'ex governatore della Bank of England, Mark Carney, la battaglia contro il cambiamento climatico è ostacolata da quella che viene definita la "tragedia dell'orizzonte". In altre parole, la generazione attuale non ha alcun incentivo diretto a risolvere il problema, visto che le catastrofiche conseguenze del cambiamento climatico saranno avvertite solo tra alcuni decenni.

Tuttavia, rendendo le emissioni di carbonio più costose oggi, sarà possibile evitare questa tragedia.

Il modello della Banca Mondiale ha dimostrato che la determinazione del prezzo del carbonio può dimezzare il costo di attuazione degli obiettivi di Parigi, risparmiando circa 250 miliardi di dollari entro il 2030.

Uno dei problemi è che i sistemi di determinazione del prezzo del carbonio non coprono una quota sufficiente delle emissioni globali complessive.

A livello mondiale, il mercato dei prezzi del carbonio rappresenta circa 12 gigatonnellate di COequivalente: poco meno di un quarto di tutte le emissioni globali annuali di gas serra.1

A livello federale, gli Stati Uniti, il più grande inquinatore al mondo, non partecipano neppure al meccanismo di scambio delle quote di carbonio, mentre l'accordo sul clima di Parigi non includeva disposizioni per fissare il prezzo del carbonio.2 L'opposizione delle lobby industriali dei settori del carbone, del petrolio e del gas è stata accanita.

Esistono, inoltre, ampie divergenze nei prezzi da Paese a Paese.

Alcuni Paesi europei danno l'esempio: con le sue 1.190 corone (117 euro) per tonnellata di CO2, la Svezia riscuote l'imposta sul carbonio più alta al mondo e copre circa il 40% delle sue emissioni di gas serra.

In Europa, il mercato più grande e più vecchio al mondo, i prezzi del carbonio sono più che quintuplicati dal 2018 sino al record di maggio (si veda la Fig. 1).


Fig. 1 - Paghi quel che inquini
Futures a dicembre 2021 sulle quote di emissioni di carbonio dell'Unione Europea (EUA)
Futures su EUA

Fonte: Bloomberg, dati relativi al periodo 01/01/2017-28/05/2021

Altrove, però, il prezzo del carbonio resta basso.

Secondo l'AIE, per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, i prezzi medi del carbonio dovrebbero aumentare di quasi 50 volte, sino a 75-100 dollari/tonnellata entro il 2030 e, in seguito, fino a 125-140 dollari entro il 2040.

Tuttavia i ricercatori dell'Università della California di San Diego ritengono che neppure questo sarà sufficiente.

Il loro studio fissa il costo sociale del carbonio (che prende in considerazione stime empiriche sui danni economici causati dal clima e previsioni socio-economiche)  a 417 dollari/tonnellata: una cifra impressionante3.

I problemi più significativi sono, probabilmente, l'assenza di un mercato unificato e di un prezzo globale unico del carbonio.

Le aziende, soprattutto dei settori ad alta intensità energetica, possono trasferirsi dai Paesi con costi del carbonio elevati a quelli con vincoli inferiori a livello di emissioni, un fenomeno noto come "rilocalizzazione delle emissioni di carbonio" (carbon leakage).

I membri del nostro Advisory board affermano che un nuovo sforzo internazionale nella lotta al riscaldamento globale potrebbe incoraggiare un numero maggiore di Paesi e regioni ad adottare sistemi di determinazione del prezzo del carbonio. Ciò dovrebbe far aumentare i prezzi del carbonio nel lungo termine e prevenirne la rilocalizzazione.

I segnali sono incoraggianti. In Cina, che ha lanciato il suo mercato nazionale del carbonio a febbraio, gli operatori prevedono un prezzo medio di 66 renminbi/tonnellata (10 dollari USA) nel 2025 prima di arrivare a 77 renminbi entro la fine del decennio.4 Questo mercato del carbonio ha tutte le potenzialità per diventare il più grande al mondo.

Altrove, l'American Petroleum Institute, la potente lobby dei combustibili fossili, sostiene ora l'introduzione di una fissazione del prezzo del carbonio con un'inversione politica di grande portata che ne sottolinea la serietà nella lotta al cambiamento climatico.

Inoltre, Bruxelles prevede di presentare proposte di revisione ed eventuale ampliamento del proprio sistema di scambio delle quote di emissione, in linea con il Green Deal Europeo e il suo nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030.

Un modo per migliorare il sistema di determinazione del prezzo delle emissioni è quello di ampliare l'uso dei crediti di carbonio. I governi possono distribuire crediti alle aziende che riducono la loro impronta di carbonio con tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), attività di riforestazione o soluzioni di efficienza energetica.

In questo modo, le aziende possono disporre di maggiore flessibilità nell'ottemperanza alle normative sul prezzo del carbonio.

Il dibattito sulla determinazione del prezzo e sui crediti del carbonio sarà probabilmente oggetto di particolare attenzione durante gli importanti colloqui sul clima delle Nazioni Unite, che si terranno a Glasgow nel corso di quest'anno, quale possibile caposaldo per il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Accelerare l'innovazione

Uno dei benefici più trascurati di un’efficiente determinazione del prezzo del carbonio è il fatto che consente anche di accelerare il ritmo dell'innovazione nelle tecnologie per l'energia pulita e di promuovere l'adozione più rapida e più ampia di prodotti e servizi oggi non ancora sostenibili dal punto di vista economico e commerciale.

Per fare un esempio, i membri del nostro Advisory Board affermano che i costi di alcuni tipi di produzione di energia dall'idrogeno, combinata con lo stoccaggio del carbonio, potrebbero diventare competitivi se i prezzi del carbonio si assestassero intorno ai 60-70 euro per tonnellata di CO2.

Altre tecnologie che potrebbero diventare realizzabili se i prezzi del carbonio fossero più alti includono meccanismi avanzati di trasmissione dell'energia e batterie di nuova generazione.

Tutto ciò comporterebbe vantaggi significativi. L'AIE stima che già solo queste tecnologie potrebbero ridurre le emissioni globali di CO2 del settore energetico di quasi 35 gigatonnellate di CO2 entro il 2070, ovvero il 100% di ciò che è considerato sostenibile nello stesso periodo.


Fig. 2 - Innovare per ridurre
Riduzione delle emissioni di CO2 nel settore energetico globale in base all'attuale livello di maturità tecnologica
emissione

Riduzione cumulativa delle emissioni entro il 2070 secondo lo "scenario di sviluppo sostenibile" (obiettivo dell'AIE, in linea con le componenti energetiche degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell'ONU) rispetto allo "scenario delle politiche annunciate" (che presuppone l'attuazione di tutte le politiche attualmente annunciate) Fonte: AIE, 01/07/2020

La transizione verso un'economia decarbonizzata sarà uno dei cambiamenti socio-economici più difficili mai sperimentati dall'umanità. La resistenza al cambiamento si sta rivelando difficile da superare nonostante sia in gioco la sopravvivenza del pianeta. Un prezzo del carbonio più elevato può facilitare il percorso.