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Personal Branding a regola d'arte: l'intervista a Cathy Curtis

Aprile 2016

Il Personal Branding per il Promotore Finanziario: come gestire la propria reputazione professionale? Quali sono i primi 3 passi da compiere e come capire se si è sulla strada giusta? Cathy Curtis risponde su Pictet per Te.

Parliamo ancora di Personal Branding. Ma questa volta, approfittando della sua breve trasferta italiana, lo facciamo insieme a Cathy Curtis, Certified Financial Planner statunitense intervenuta martedì 2 febbraio a ConsulenTia2016 in qualità di ospite speciale di Pictet Asset Management.

P: Quali sono le prime tre azioni che un professionista dovrebbe compiere, per intraprendere un serio percorso di Personal Branding? 

CC: Per chiunque voglia intraprendere un percorso di costruzione (o di restyling) della propria reputazione, direi che i tre punti fondamentali sono:
1. Cambia modo di pensare.


Fare Personal Branding significa, prima di tutto, imparare a pensare a se stessi come ad un brand. Provare a cambiare prospettiva. Sembra una cosa scontata, e forse lo è, tanto che spesso ce ne dimentichiamo. Ognuno di noi ha una reputazione. La prima cosa è, quindi, prendersi del tempo per analizzarla, con sincerità, e capire se sia coerente con le nostre aspettative, personali e professionali.

2. Chi sei? Chiedilo agli altri.


Il secondo consiglio è: trova il tuo posizionamento, la tua Unique Value Proposition. Chiediti cosa ti distingue dagli altri, cosa ami davvero fare e quali siano i valori con cui vorresti che gli altri ti identificassero. Ma come fare a conoscere l’opinione che gli altri hanno di noi? Semplice, basata chiedere (meglio se per iscritto, così si sentiranno più liberi di rispondere sinceramente): chiedi agli altri di descriverti; potresti scoprire cose su te stesso che mai avresti immaginato.

3. Definisci il tuo mercato.


Definire il proprio “target market” è essenziale, per intraprendere un buon percorso di Personal Branding. E questo non significa selezionare rigidamente la propria clientela, “accettando” solo chi corrisponde esattamente alle nostre aspettative. Significa sapere esattamente con chi vogliamo parlare: decidiamo quali sono i nostri interlocutori preferenziali e rivolgiamoci principalmente a loro. Se faremo un buon lavoro, diventeremo un punto di riferimento per la nostra “nicchia” di mercato.

P: Come si fa a sapere di essere sulla strada giusta?

CC: Spesso sono i nostri stessi prospect a suggerircelo: quando una persona mi contatta perché è interessata a collaborare con me, l’80% delle volte accade che i dati personali che fornisce, compilando il form di contatto, o le informazioni che ci scambiamo nel corso del primo colloquio, corrispondano esattamente a quelli del mio “cliente ideale”.
È pura questione di marketing: comunicare il giusto messaggio alla giusta audience, mi permette di attirare l’attenzione del tipo di clienti con cui amo lavorare.

P: Come si fa a sapere di essere sulla strada giusta?

CC: Spesso sono i nostri stessi prospect a suggerircelo: quando una persona mi contatta perché è interessata a collaborare con me, l’80% delle volte accade che i dati personali che fornisce, compilando il form di contatto, o le informazioni che ci scambiamo nel corso del primo colloquio, corrispondano esattamente a quelli del mio “cliente ideale”.
È pura questione di marketing: comunicare il giusto messaggio alla giusta audience, mi permette di attirare l’attenzione del tipo di clienti con cui amo lavorare.