Stephane Couturier for Pictet

Glossario

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A
Ammortamento

Può essere di due tipi:
Economico è il processo contabile per il quale il costo di un bene viene ripartito sugli esercizi nei quali si presume che questo bene svolga la propria attività. Se per esempio una azienda acquista un macchinario nel 2015 per 10.000 euro e stima di utilizzarlo per 10 anni, l’ammortamento costante sarà di 1.000 euro l’anno fino al 2025.
Finanziario è la restituzione di una somma di denaro al legittimo proprietario, si può indicare anche come ammortamento di un prestito. Ci possono essere due tipi modalità di rimborso: calcolate sulla scadenza (mensili, trimestrali, semestrali, in un’unica soluzione) oppure calcolate sulle quote (costanti, crescenti, decrescenti, unica).

Asset
È il termine generico per indicare un bene, una risorsa o un’attività patrimoniale. Prendendolo in senso molto ampio indica qualsiasi cosa che possa avere un valore economico, sia materiale che immateriale. Quando si parla di asset aziendale si intendono sia le risorse tangibili che quelle intangibili fondamentali nella vita dell’impresa in questione.

Asset Management
Questa definizione racchiude tutte le attività e le tecniche di gestione degli asset di privati e società. I professionisti dell’asset management selezionano gli strumenti finanziari e creano un portafoglio per il cliente che possa raggiungere il miglior rendimento per un determinato livello di rischio. Nel caso in cui tale gestione si occupa di azioni, obbligazioni, denaro liquido, strumenti vari viene definita financial asset management, mentre abbiamo un non-financial asset management se gestisce immobili o patrimoni.

Azioni
Sono i titoli che permettono di controllare una certa quota di una società per azioni (S.p.A.). Più azioni di una S.p.A. si hanno in portafoglio e maggiore è il proprio peso come azionista. Ne esistono diversi tipi, a seconda dei diritti che vengono accordati al possessore: le principali sono quelle ordinarie, quelle privilegiate, quelle di risparmio, quelle senza diritto di voto e quelle con diritto di voto limitato. Il totale delle azioni presenti sul mercato si definisce flottante.


B
Bailout
Si tratta del salvataggio di uno Stato o di una società a forte rischio di fallimento. Nel primo caso un soggetto terzo come l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale o la Bce (quella che viene comunemente definita troika) interviene per erogare credito concordando in cambio un percorso di ristrutturazione del debito. Nel secondo caso lo Stato o una banca scendono in campo per salvare una società privata e quindi evitare che questa fallisca. In genere, a seconda della gravità della situazione, questo obiettivo viene perseguito attraverso l’iniezione di liquidità, l’offerta di prestiti agevolati ad hoc o di esenzioni fiscali.

Banca Centrale Europea
Chiamata più comunemente con il suo acronimo, BCE, ha il compito di mantenere la stabilità dei prezzi nell’Eurozona e mantenere sotto controllo il tasso d’inflazione secondo il suo target (sotto al 2%). Per perseguire questi obiettivi può regolare la politica monetaria, emettere banconote e intervenire sulle operazioni di cambio valutario. È un organismo indipendente ed è composto dal consiglio direttivo, dal comitato esecutivo e dal consiglio generale.

Bank of Japan
La Banca Centrale del Giappone è un’istituzione indipendente dal governo che regola la politica monetaria del Paese, emette moneta e opera per mantenere la stabilità del sistema finanziario nipponico.

Benchmark
Indice di riferimento con il quale si misura un titolo, un asset o un determinato mercato. Nel risparmio gestito, attraverso questo parametro si può ottenere una traccia per valutare il rischio e il rendimento di un fondo o di un investimento.

Bond
Il bond, oppure obbligazione, è uno strumento di debito che consente a imprese private, Stati sovrani o enti pubblici di raccogliere liquidità. Lo Stato emette titoli per finanziare il debito pubblico. Le obbligazioni, dotate di una scadenza nota, conferiscono al sottoscrittore il diritto di vedersi rimborsare il capitale prestato, al quale si aggiunge un rendimento (fisso o variabile). Ogni bond ha un proprio rating, che gli viene assegnato da Agenzie specializzate e che serve al mercato per conoscere la capacità dell’emittente di rimborsare il debito al momento della scadenza. Se il rating di un titolo è basso significa che ci sono delle possibilità che l’emittente non riesca a rimborsare il debito, quindi il tasso deve essere alzato per convincere gli investitori ad acquistarlo.

Broker
Intermediario o consulente che acquista e vende titoli finanziari esclusivamente per i propri clienti.

Buoni del Tesoro
Si tratta di obbligazioni che lo Stato Italiano emette periodicamente per raccogliere denaro in modo da soddisfare il proprio fabbisogno. Ne esistono diversi tipi. Tra i più comuni troviamo i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro), che non prevedono cedola, hanno durata massima 12 mesi e il rendimento è dato dallo scarto tra il valore nominale e il prezzo di emissione. Sono molto utilizzati anche i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), che però hanno cedole fisse ogni sei mesi e possono durare dai 3 ai 30 anni. Esistono anche i BTP€i, Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all'inflazione europea, che vengono acquistati da chi vuole proteggersi contro l’aumento del costo della vita in Europa: in questo caso si tratta di titoli della durata di 5 o 10 anni con rimborso del capitale alla scadenza e cedole semestrali che vengono costantemente rivalutate sul calcolo dell’inflazione europea.


C
Cartolarizzazione
Si tratta di un processo attraverso il quale è possibile creare uno strumento o un titolo contrattabile sul mercato, in genere si crea un “pacchetto” a partire da più attività convogliate insieme. Un’azienda cede i crediti a quella che viene definita società veicolo (SPV). Questa SPV a sua volta utilizza i crediti ceduti come garanzia per coprire il rischio delle obbligazioni che emette.  

Cash flow
In italiano significa “flusso di cassa”. Può indicare la differenza tra entrate e uscite di una società in un certo periodo di contabilità, oppure è identificabile come il reddito netto di un’azienda sommato ad accantonamenti e ammortamenti.

Cedola
È l’interesse che viene incassato da chi possiede un bond per tutta la durata del titolo che mantiene in portafoglio. La cedola può avere cadenze diverse, a seconda degli accordi nel contratto: si può riscuotere ogni anno, ogni semestre oppure ogni trimestre. Non tutte le obbligazioni pagano la cedola: di questo gruppo fanno parte per esempio i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e i CTZ (Certificati del Tesoro Zero-Coupon). I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) invece offrono una cedola a tasso fisso, in modo che ogni scadenza abbia una cifra predeterminata da versare ai sottoscrittori.

Commissioni di gestione
Sono le commissioni che il cliente versa alla società di gestione, o al proprio gestore, per pagare il suo lavoro di consulenza e amministrazione degli investimenti. Vengono calcolate in percentuale sul capitale investito e possono variare a seconda dell’impegno che si richiede al gestore. Se si sceglie di investire in fondi che non richiedono una particolare supervisione allora le commissioni di gestione saranno basse, come può capitare nel caso di fondi obbligazionari europei. Invece se si decide di puntare su un portafoglio composto da azionari diversi provenienti da tutto il mondo, lo sforzo di controllo del gestore sarà maggiore e di conseguenza anche le commissioni.

Commissioni di performance
Sono commissioni che i clienti devono versare ai gestori in caso di rendimento straordinario rispetto alla media del mercato nel quale il fondo ha investito. Maggiori sono gli extrarendimenti e più alte sono queste quote, che vengono calcolate in percentuale sulla forbice tra l’indice di riferimento e l’effettivo risultato del fondo.

Commodity
Il termine inglese significa letteralmente merce, bene, prodotto. Nel suo significato economico-finanziario, una commodity è qualsiasi tipo di bene o servizio che può essere venduto e acquistato su un qualsiasi mercato regolarizzato. Questo tipo di bene ha la peculiarità di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche, anche per questo viene spesso utilizzato come sottostante per i derivati. I tipi di commodity che possono essere coltivati, come tè, caffè, soia, riso e grano vengono chiamate "soft", mentre le commodity che vengono ricavate per estrazione sono le "hard commodities". Fanno parte di questa categoria l'oro, l'argento, il platino, l'alluminio e il petrolio.

Correlazione
La correlazione è un aspetto che tutte le persone che decidono di investire dovrebbero tenere bene a mente. Quando si opta per una serie di strumenti di investimento, è bene tenere conto della correlazione che hanno tra di loro e della correlazione che hanno con i mercati di riferimento, per poter creare un portafoglio equilibrato e con il giusto peso: in una sola parola, un portafoglio diversificato. La diversificazione infatti permette di ridurre i rischi di perdite. Se due strumenti hanno un coefficiente di correlazione basso significa che il loro rapporto non è stretto e quindi l’andamento di uno non dovrebbe condizionare il movimento dell’altro. Questa correlazione degli asset può però modificarsi nel tempo e non è detto che i legami di correlazione rimangano immutati, soprattutto nei momenti di alta volatilità.


D
Deflazione
Siamo in presenza di deflazione quando il livello dei prezzi si abbassa. Non è necessariamente un male, perché in caso di deflazione buona questa diminuzione dei prezzi è causata dall’eccesso dell’offerta. Se invece la spinta deflattiva dipende dal calo della domanda significa che i consumi si stanno fermando e che l’economia sta rallentando.

Derivati
Nel senso più ampio del termine, un derivato è uno strumento finanziario il cui prezzo o valore è calcolato in relazione al valore di altri beni o strumenti presenti sul mercato. Questi altri beni o strumenti sono definiti “sottostanti” (underlying assets in inglese) e possono essere degli indici, dei tassi di interesse, dei titoli di Stato, delle azioni o dei beni fisici come oro, petrolio, le commodities. I derivati vengono concepiti come strumenti speculativi, hanno un alto tasso di rischio perché sono soggetti ad alta volatilità e per questo i potenziali guadagni (così come le potenziali perdite) sono molto alti. A causa della loro natura, possono essere utilizzati anche come strumenti di copertura dal rischio della volatilità sulle attività sottostanti.
La diffusione dei derivati è ampia nei mercati Over the counter, dove non c’è il disciplinamento standard definito dalle autorità dei mercati regolamentati e quindi le due parti negoziano direttamente e liberamente il tipo di contratto e le clausole in esso contenute. Gli strumenti più diffusi sono i futures, le opzioni, i warrants, gli ETF e gli swap.

Dividendi
Si tratta di una parte degli utili di una società che vengono distribuiti agli azionisti alla fine di ogni esercizio. L’assemblea, su indicazione degli amministratori, può decidere se distribuire i dividendi oppure se impiegare quelle risorse per investimenti o per coprire perdite di bilancio. L’erogazione dei dividendi può essere realizzata in contanti oppure con altre azioni. In questo secondo caso si parla di aumento gratuito di capitale.

Drawdown
È un indicatore che offre informazioni riguardo all’andamento degli investimenti. Il DrawDown riproduce il picco di riduzione del valore del capitale di un investimento e può essere calcolato in percentuale o in termini assoluti. In sostanza rappresenta l’oscillazione più ampia tra il massimo e il successivo minimo toccato in un determinato tempo della vita dell’investimento e da questo dato si può ricavare la strategia del gestore.  Si possono calcolare tre tipi di DrawDown. Il DrawDown massimo, che rappresenta il maggiore DrawDown ottenuto. A partire da questo si deducono le peggiori condizioni che ci possiamo attendere dal nostro investimento. Il DrawDown medio è la media dei DrawDown che si sono verificati durante un investimento. In questo caso il dato ci illustra le perdite che dobbiamo aspettarci in un contesto normale. Infine l’ultima misura è il DrawDown assoluto, che riproduce la differenza tra la somma iniziale e il punto più basso toccato rispetto al totale della somma iniziale.

Due diligence
Presa nel suo senso letterale l’espressione inglese significa “dovuta diligenza” e si intende quel processo che ha come obiettivi la raccolta, l’indagine e l’accertamento della situazione patrimoniale, finanziaria, economica, gestionale e ambientale di un’azienda. Tutto ciò è finalizzato all’acquisizione di tale società da parte di un’altra, ma prima di procedere è necessario che l’acquirente faccia le verifiche per appurare le effettive condizioni di fattibilità dell’operazione.

Duration
È l’indicatore utilizzato per calcolare il rischio connesso al tasso di interesse di un titolo obbligazionario e valutarlo. Attraverso il calcolo della duration è possibile conoscere la durata finanziaria di un titolo, intesa come il periodo di tempo residuo in funzione del flusso di cedole che quel titolo dovrà pagare. Si ottiene calcolando la media ponderata delle scadenze nelle quali verrà rimborsato il capitale e quindi l’investitore potrà incassare le cedole.


E
Eonia
È l’acronimo dell’Euro OverNight Index Average e rappresenta il tasso di interesse interbancario per un prestito di un giorno della zona euro. Questo tasso viene calcolato a partire dalla media ponderata dei tassi overnight delle principali banche europee comunicati dalla BCE. È anche il tasso di riferimento usato per diversi strumenti derivati.

Euribor
Acronimo di Euro Interbank Offered Rate, si intende il tasso d’interesse medio al quale le banche di riferimento dell’Area Euro (circa 60 istituti) si scambiano denaro. Ogni giorno feriale alle ore 11 l’Euribor Panel Steering Committee fissa il tasso di interesse calcolato in base ai dati ricevuti dalle banche di riferimento e lo comunica al mercato. Esistono 8 tassi di  interesse Euribor diversi, calcolati in base alla durata, che vanno da 1 settimana a 12 mesi.

Exchange Traded Funds
La traduzione letterale del termine dall’inglese significa “fondi indicizzati quotati” e si tratta di un particolare tipo di fondo di investimento che viene negoziato in borsa proprio come un’azione. A differenza delle azioni però è a gestione passiva e ha come obiettivo la replica dell’indice o dell’insieme di indici ai quali si riferisce. In questo modo gli investitori possono sfruttare i suoi due principali punti di forza: la diversificazione del rischio (tipico di un fondo) e la trasparente flessibilità delle contrattazioni in tempo reale (tipico di un’azione).  In Italia sono presenti dal 2002.


F
Fondi chiusi

Sono fondi comuni di investimento che prevedono un numero stabilito di quote e possono ricevere denaro sia dagli investitori istituzionali che da investitori privati. Chi decide di partecipare vincola il proprio versamento a una data di scadenza prefissata e quindi non può entrare e uscire a proprio piacimento come accade nei fondi aperti, nei quali gli investitori possono liquidare le proprie quote in ogni momento. La scadenza dei fondi chiusi in genere è di lungo periodo, dai 10 ai 15 anni.

Fondi di Private Equity
Sono fondi chiusi che hanno durata limitata (dai 5 ai 30 anni, in media oltre i dieci anni) e investono in un certo numero di società non quotate. Per ogni singolo investimento, il fondo di Private Equity non può oltrepassare il 10% delle proprie disponibilità. Essendo fondi chiusi, chi li sottoscrive deve attendere la scadenza fissata nel contratto per ricevere il rimborso che gli spetta ed è per questo motivo che gli investimenti di questo tipo hanno un alto rischio di liquidità e una forte fluttuazione nei rendimenti. 

Fondi obbligazionari
Sono titoli di prestito che vengono concessi a un emittente da un insieme di risparmiatori che affida il proprio denaro a una Società di Gestione del Risparmio. Queste Società, chiamate per abbreviazione SGR, investono in obbligazioni governative o societarie a seconda del rendimento e della durata dei titoli. I fondi obbligazionari possono essere a breve termine e mantenere gli investimenti per un massimo di due anni, oppure a medio-lungo termine, quindi oltre i due anni.

Fondi pensione
Lo scopo di questi fondi è fornire una pensione integrativa a chi li sottoscrive e sono considerati alla stregua di investitori istituzionali grazie alle grandi risorse finanziarie di cui dispongono.
I fondi pensione possono essere riservati a una categoria di lavoratori oppure liberi (nel primo caso si chiamano negoziali, nel secondo vengono definiti aperti).

Futures
Inteso nel suo senso più ampio un future è un contratto a termine con il quale una delle due parti certifica all’altra che in una data futura acquisterà o venderà uno strumento, un bene o un asset a determinate condizioni. Questo tipo di contratto viene spesso stipulato per diminuire i rischi che possono derivare dalle future negoziazioni dei beni in base ai quali si impostano gli accordi.
Un particolare tipo di future è il financial future, uno strumento derivato che trae il proprio valore da altri strumenti finanziari che fungono da sottostanti.


G
Guadagno in conto capitale
La differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di uno strumento finanziario. In inglese è definito “capital gain”.


H
Hedge fund
Fondo d’investimento speculativo. Per raggiungere i suoi obiettivi, tratta asset con un alto grado di rischio, ma con una possibilità di guadagno elevata.


I
Immobiliare
È possibile ottenere una rendita sia dagli immobili residenziali (case e appartamenti) sia da quelli commerciali, come uffici e stabilimenti industriali. Per i privati che comprano immobili residenziali come investimento, la rendita è costituita dal canone di locazione. Il costo di un immobile commerciale è più alto e la gestione più complessa; pertanto, chi vuole investire nel settore per ottenere una rendita di solito lo fa tramite un fondo immobiliare. Il gestore del fondo seleziona una gamma di tipologie immobiliari e le affitta alle aziende. I guadagni ottenuti saranno poi distribuiti ai sottoscrittori o utilizzati per comprare altre proprietà.

Indicatori economici
Grandezze che forniscono indicazioni sulla direzione e l'intensità dello sviluppo di una determinata variabile economica.

Inflazione
Siamo in presenza di inflazione quando si riscontra un aumento prolungato del livello dei prezzi di beni e servizi. Se non è accompagnata da un aumento dei salari però i consumatori perdono potere d’acquisto.

Information ratio
È uno degli indicatori del rapporto rischio/rendimento: permette di conoscere la capacità di un gestore di ottenere un risultato superiore al benchmark di riferimento del portafoglio in relazione al rischio che egli assume nella sua gestione. Inoltre, l’information ratio può servire anche a differenziare i gestori più attivi da quelli più passivi. A differenza dell’indice di Sharpe, l’information ratio prende come riferimento il rendimento del benchmark.

Initial Public Offering (IPO)
Il termine IPO può essere tradotta con quotazione. È la procedura che una società appronta nel momento in cui decide di sbarcare in Borsa.

Intermediario
Colui che opera sui mercati finanziari e, in base alle richieste dei clienti, cerca una controparte che permetta la chiusura di un'operazione. Esistono diversi tipi di intermediario: il broker opera per conto terzi senza assumere posizioni in proprio. L'intermediario finanziario è invece un'istituzione che fa da mediatore tra soggetti che dispongono di liquidità e soggetti che la richiedono.


J
Joint venture
Accordo aziendale, di durata limitata nel tempo, finalizzato al raggiungimento di un determinato obiettivo. La Joint Venture definisce accordi, regole e ruoli dei partecipanti in base a un contratto.


L
Libor
Acronimo di London Interbank Offered Rate. È il tasso di interesse interbancario inglese, ossia quello con il quale gli istituti si prestano denaro tra di loro sulla piazza londinese. È calcolato da un panel di sedici banche e valute come dollaro, euro, sterlina, yen, dollaro australiano, dollaro canadese, franco svizzero, dollaro neozelandese e corona svedese.

Long position
Il nome può ingannare: è una scelta che non ha nulla a che fare con la durata dell'investimento. La posizione lunga è un'operazione che si apre con l'acquisto di un titolo e si chiude con la sua vendita. Si opta quindi per la long position quando si attende un aumento del prezzo di un titolo. Al contrario, la posizione corta (short position) scommette sul ribasso: l'operazione si apre con la vendita del titolo e si chiude con il suo acquisto.


M
Merger & Acquisition
Spesso abbreviato in M&A, significa letteralmente "fusione e acquisizione". L'espressione include diverse tipologie di operazioni che hanno, come esito finale, la fusione di società diverse. Con il merger, due o più società confluiscono in un unico, nuovo soggetto. L’acquisition è una fusione per incorporazione: la società incorporante conserva la propria identità giuridica inglobando le incorporate.

Mutual funds
Termine che negli Stati Uniti identifica i fondi comuni di investimento: società che raccolgono capitali da investitori differenti per investirlo in securities.


N
NAV
Acronimo di Net Asset Value. È il rapporto tra il totale del valore degli asset (che si ottiene sommando la liquidità al prodotto di prezzo e quantità delle azioni) e il numero di quote. È il prezzo di riferimento che un investitore dovrebbe sborsare se volesse sottoscrivere altre quote o quello che incasserebbe se decidesse di liquidarlo. In un fondo immobiliare rappresenta la differenza tra tra attivo e passivo di bilancio.


O
Obbligazione convertibile
Strumento finanziario che, una volta giunto a scadenza, consente all'investitore di decidere se liquidare l'obbligazione o trasformarla in una o più azioni della società emittente.
 
Obbligazioni corporate
Sono emesse dalle società. In genere tali titoli offrono rendimenti più elevati rispetto alle obbligazioni governative dato che il maggiore rischio di default della società influisce sugli interessi corrisposti. Più bassa è la qualità creditizia dell’emittente, più alti saranno gli interessi, che vanno a compensare i maggiori rischi assunti.

Obbligazioni governative
Sono universalmente considerate la forma di investimento più sicura vista la garanzia dal governo emittente. Tuttavia, in genere offrono tassi di interesse inferiori rispetto alle obbligazioni societarie. I governi solitamente emettono obbligazioni in valuta locale che presentano livelli di rischio differenti a seconda della situazione economica dell’emittente. Di norma, i bond degli Stati esteri sono emessi in valuta locale quindi, se la valuta dell’investitore è diversa, l’investimento oscillerà al variare dei tassi di cambio.

Offshore
Letteralmente significano "lontano dalla costa". L'espressione è da ricondurre alle navi statunitensi che varcavano il limite delle acque territoriali per eludere le leggi del proibizionismo. Per estensione, il termine definisce Stati e società che permettono di eludere le norme (spesso in tema finanziario e fiscale) dei Paesi di appartenenza.

Opzioni
Strumenti finanziari derivati che conferiscono il diritto di comprare o vendere, a una data scadenza, un asset (detto sottostante) a un prezzo fissato. L'opzione si dice “call” quando consente all'acquirente di decidere (dietro pagamento di una somma, detta premio) se comprare un titolo. L'opzione call scommette su un trend rialzista. Il successo sarà tanto maggiore quanto più ampia sarà la differenza tra il prezzo di mercato e la somma di prezzo dato e premio. In caso contrario, l'acquirente potrà non esercitare l'opzione.
Se si scommette invece sul ribasso dell'asset, l'opzione si definisce “put” e dà il diritto di scegliere, sempre dietro pagamento del premio, se vendere il sottostante alla scadenza. L'operazione si chiuderà con un utile se la differenza tra prezzo fissato e premio sarà superiore al valore dell'asset. 

Over-the-counter (OTC)
Sono mercati non regolamentati, nel senso che non obbediscono a normative finanziarie e organismi di vigilanza.


Q
Quantitative easing
È un’operazione che rientra nel complesso delle politiche monetarie adottate da una banca centrale per rilanciare l’economia. La banca centrale acquista titoli sul mercato, solitamente titoli di Stato, stampando moneta. Il nuovo denaro, utilizzato dalla banca centrale per “iniettare” liquidità nel proprio sistema economico, tuttavia non viene necessariamente stampato, ma può essere creato per via elettronica, finendo comunque sui bilanci della banca centrale stessa. Il Quantitative easing ha l’effetto di tenere bassi i tassi di interesse. L’aumento dell’attività economica viene favorita dalla maggiore circolazione di liquidità e dall’abbassamento del costo dei prestiti. L’acquisto di titoli da parte della banca centrale, infatti, dovrebbe far aumentare la domanda dei titoli e quindi ridurne allo stesso tempo i costi. In teoria, il Qe dovrebbe avere anche l’effetto di facilitare l’accesso al credito e quindi stimolare la crescita economica.


R
Rating
È un metodo usato dalle agenzie di rating per valutare il grado di solvibilità di una società che emette titoli sul mercato finanziario. È un sistema di punteggi definiti su una scala espressa generalmente con delle lettere. Tra le più conosciute agenzie di rating, ci sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. La vigilanza sulle agenzie di rating è affidata all’autorità competente dello Stato di origine. Nel caso dell’Italia, l’autorità competente è la Consob.

Rischio di credito
È il rischio che nell’ambito di un’operazione di credito il debitore non assolva agli obblighi di rimborso e al pagamento degli interessi al suo creditore. In base agli accordi di Basilea II, le banche devono calcolare il rischio di credito dei clienti per garantire la stabilità del sistema bancario. Più elevato è il rischio di credito, più elevato sarà il tasso di interesse richiesto dall’acquirente del titolo come compenso per la maggiore esposizione al rischio: le obbligazioni di società ritenute più rischiose, con un rating basso, sono quelle che offrono i maggiori rendimenti, proprio perché gli investitori sono disposti ad assumersi un rischio elevato solo in cambio di un’elevata remunerazione.

Rischio di interesse
Il rischio di interesse nasce dalla variazione del livello dei tassi a cui è esposta un’istituzione finanziaria. Il rischio di interesse si manifesta principalmente come rischio di rifinanziamento e come rischio di reinvestimento. Le variazioni dei tassi di interesse di mercato si possono manifestare direttamente, con una variazione dei flussi di interesse attivi e passivi, e indirettamente, con conseguenze sui volumi negoziati.

Rischio di mercato
Il rischio di mercato si riferisce alle variazioni di valore di uno strumento o di un portafoglio di strumenti finanziari connesso a variazioni non attese delle condizioni di mercato. Le principali fonti di rischio di mercato sono: rischio di cambio, rischio di interesse, rischio azionario, rischio merci, rischio volatilità.


S
Securities
Sono asset finanziari di ogni tipo venduti e comprati sul mercato finanziario. Si distinguono le debt securities, come i bond; le equity securities, le normali azioni; e le derivative securities, come i futures.

Sharpe ratio
È un indicatore di rendimento corretto in base al rischio che si decide di assumere: per calcolarlo bisogna prendere il rapporto tra il maggiore rendimento di un fondo confrontato con il rendimento di un investimento privo di rischio e compararlo con la sua rischiosità misurata dalla deviazione standard (o volatilità). Più è alto l’indice e maggiore è il rendimento di quel periodo conseguito con un rischio più basso. Perciò, i fondi con la gestione migliore in rapporto al rischio preso sono quelli con gli indici più alti.

Short position & Short selling
Posizione corta, che si ha con la vendita di titoli allo scoperto, poiché ci si aspetta un ribasso del mercato. È la vendita allo scoperto di strumenti finanziari che il venditore non possiede, che cioè ha preso in prestito, per riacquistarli in un secondo momento. È una tecnica di copertura del portafoglio a cui si ricorre quando ci si attende un ribasso del mercato. Il venditore realizza un guadagno quando il prezzo di riacquisto è inferiore al prezzo per cui è stato venduto il titolo. Il gestore esamina una serie di azioni di società per trovare quelle che, a suo giudizio, sono sopravvalutate e quindi le vende allo scoperto. Questa modalità risalirebbe ai primi del 1600, quando alcuni speculatori cominciarono a vendere allo scoperto i titoli della Compagnia olandese delle indie orientali.

Spread
È la differenza di prezzo tra due valori. Inteso come credit spread indica la differenza tra il tasso di rendimento di un’obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento. La determinazione dello spread avviene in base alle contrattazioni sui mercati dei titoli. Il rendimento sale o scende a seconda del grado di fiducia degli investitori o creditori.   

Stakeholder
È il portatore di interessi. Il concetto di stakeholder è stato teorizzato per la prima volta dallo Stanford Research Institute nel 1963 per indicare coloro che hanno un interesse nell’attività aziendale e senza il cui appoggio l’azienda non sopravvive.


T
Total Expense Ratio (T.E.R.)
Con questo acronimo si intende il Total Expense Ratio, ovvero il dato che esprime quante risorse sono state prese dal fondo comune per pagare i servizi di gestione. Questa cifra viene rappresentata in termini percentuali sul totale del patrimonio del fondo e viene calcolata nell’anno solare. In questo conteggio sono incluse le commissioni di gestione (link) e le commissioni di performance (link), oltre alle spese di revisione e ai compensi per le banche. 


V
Venture capital
È l’investimento di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di una attività. Un fondo di venture capital è quelle che investe in fase di sviluppo o start up di una idea imprenditoriale, che di solito si caratterizza anche per l’altro contenuto tecnologico di innovazione. Le società in cui un fondo di venture capital investe sono di solito caratterizzate da un elevato rischio sia operativo sia finanziario.

Volatilità
Quando si parla di volatilità sui mercati si intende un veloce movimento dei prezzi di beni o valute difficile da prevedere. Il movimento avviene in un periodo di tempo breve, è rilevante e può essere sia positivo che negativo. Quando invece si parla di bassa volatilità significa che i prezzi dei beni o delle valute in questione rimangono stabili nell’arco di tempo preso in considerazione.