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Economia e finanza

Fondi di Investimento: cosa sono, tipologie e cosa offrono

Luglio 2020

Comprendere il meccanismo di funzionamento e le tipologie di fondi nei quali è possibile investire è fondamentale per definire la propria strategia di investimento.

Cosa sono i fondi di investimento

I fondi di investimento sono prodotti finanziari rivolti ai risparmiatori che consentono, grazie alla sottoscrizione di quote di partecipazione al patrimonio collettivo, di fruire di una serie di vantaggi come la diversificazione del proprio investimento e la riduzione dei costi di transazione.

Come funzionano i fondi di investimento

Chi decide di sottoscrivere un fondo di investimento acquista titoli per partecipare a profitti o perdite a seconda del numero di quote detenute in portafoglio. Leggermente diverso è il caso delle SICAV, le società di investimento a capitale variabile, che permettono ai sottoscrittori di diventare soci acquistando azioni e, di conseguenza, maturando i diritti degli azionisti. Chi gestisce il risparmio è la Società di Gestione del Risparmio (SGR), mentre alla banca depositaria del fondo viene affidata la vigilanza sui valori in gioco e deve controllare la regolarità delle operazioni fatte dalla SGR.

 

I titoli acquistati sono quindi di proprietà di tutti i sottoscrittori e, per valutare l’andamento e il profilo di rischio del Fondo, si utilizza il benchmark: un parametro oggettivo costituito da uno o più indici che riassumono l’andamento dei mercati in cui opera il Fondo.

Quali tipologie di fondi esistono?

I fondi di investimento possono essere suddivisi in svariate categorie, a seconda della struttura, del funzionamento, del settore in cui operano e così via.

 

1.     Fondi aperti e chiusi: i primi sono a capitale variabile e attribuiscono ai partecipanti libertà di entrata e uscita in qualsiasi momento, mentre per i secondi la sottoscrizione delle quote avviene in un’unica soluzione e il riscatto può essere chiesto solo alla scadenza.

2.     Fondi comuni di investimento: con gli investimenti in fondi comuni i risparmiatori acquistano quote di partecipazione, collocate sul mercato da intermediari qualificati (SGR, sportelli bancari e promotori finanziari) soggetti al controllo di Consob e Banca d’Italia.

 

3.     Fondi “armonizzati”: (ossia conformi alle direttive EU) prevedono una serie di vincoli agli investimenti a tutela dei risparmiatori, mentre i fondi “non armonizzati” (speculativi, riservati, fondi di fondi e Hedge Funds) danno maggiori libertà ma sono più rischiosi;

4.     Fondi liquidità: fondi che non possono investire in azioni;

5.     Fondi obbligazionari: sono i fondi che non possono investire in azioni ad esclusione dei Fondi Obbligazionari Misti
 

6.     Fondi bilanciati: fondi che investono in azioni per importi dal 10% al 90% del portafoglio;

7.     Fondi azionari: sono fondi che investono almeno il 70% del proprio portafoglio in azioni);

8.     Fondi flessibili: possono scegliere liberamente se detenere azioni e in quale proporzione;

9.     Fondi alternativi: hanno grande volatilità e in genere sono sfruttati dagli investitori che hanno molta liquidità, perché possono garantire un’alta diversificazione del portafoglio. Si dividono in Hedge Fund, Private Equity Fund e Venture Capital Fund.

Rischi e vantaggi dei fondi di investimento

Il livello di rischio è variabile e viene indicato con chiarezza al momento della sottoscrizione del fondo. I rischi possono essere anche significativi, ma secondo le statistiche gli investitori italiani non si lasciano scoraggiare e guardano con favore ai fondi. È importante però che la valutazione di investimento sia fatta con prudenza, confrontando le varie offerte sul mercato e, soprattutto, conoscendone i meccanismi di funzionamento.

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Fonte infografica: Pictet AM Italia