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Il morbo di Alzheimer: una sfida biotecnologica

La biotecnologia punta a curare il morbo di Alzheimer

Maggio 2018

Si stanno compiendo passi avanti nella cura dei pazienti affetti dall’Alzheimer. Fino a quando il settore biotecnologico non troverà una cura, i centri per la cura di questa patologia consentono di gestire l'attesa.

Dall’esterno, nulla lascia intuire che l’area residenziale di Hogeweyk, vicino alla cittadina olandese di Weesp, ospita oltre 150 persone affette dal morbo di Alzheimer. Questo moderno sistema di residenza assistita è composto da 23 appartamenti in cui convivono sei o sette pazienti. In ogni unità è presente un operatore sanitario, che presta loro assistenza, prepara i pasti, li aiuta a fare la spesa e si assicura che vivano in sicurezza. La qualità della vita in una comunità residenziale per pazienti con questo tipo di demenza è garantita dalla possibilità di condurre le attività quotidiane in un contesto familiare. A Hogeweyk, sono presenti tutti i servizi più comuni, dal bar al parco e al negozio di alimentari.

Trovare una cura efficace richiede tempo

Le nuove iniziative, come Hogeweyk sono ottime, ma non costituiscono una soluzione a lungo termine. Quindi, la pressione sul settore medico affinché si trovi una cura per l’Alzheimer è sempre maggiore. Considerati l’invecchiamento e l'aumento della popolazione mondiale, il numero di pazienti è destinato ad aumentare. L'Organizzazione Internazionale per il morbo di Alzheimer (ADI) prevede un aumento da circa 50 a 75 milioni di pazienti entro il 20301. I costi complessivi per la cura della malattia nei soli Stati Uniti potrebbero quadruplicare da qui al 2050 e raggiungere oltre mille miliardi di dollari2. "Probabilmente, non arriveremo a tanto", dichiara Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist del fondo Pictet-Biotech. "Sebbene sia già possibile trattare alcuni dei sintomi della malattia, occorrerà del tempo per mettere a punto una cura efficace." L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato un programma per sconfiggere l’Alzheimer entro il 20253. Sebbene si tratti di un obiettivo molto ambizioso, il settore biotecnologico è in forte crescita.

Combattere le malattie che aggrediscono il sistema nervoso centrale

"Le società biotecnologiche stanno compiendo passi avanti nello sviluppo di farmaci per curare le malattie che affliggono il sistema nervoso centrale, come l’Alzheimer, il Parkinson e la depressione", spiega Schaufelberger. "Alla fine del 2017, una società biotecnologica americana ha pubblicato risultati particolarmente positivi in relazione a un nuovo farmaco per la depressione4. Tuttavia, per la cura dell’Alzheimer, questo tipo di progresso non è ancora stato compiuto. Si tratta di una malattia complicata. A partire dal fatto che le sue cause sono ancora sconosciute." Attualmente, diverse società biotecnologiche stanno conducendo test clinici per nuovi farmaci. Il potenziale di una nuova scoperta in grado di sconfiggere l’Alzheimer e altre malattie del sistema nervoso centrale, oltre a un recente progresso in campi medici come l’oncologia e le malattie rare, indica che il settore biotecnologico potrebbe rivelarsi promettente per gli investitori. Il settore ha un tasso di crescita stimato del 15-20% annuo5.
Verrà un giorno in cui non avremo più bisogno di comunità come Hogeweyk e altri centri per le forme di demenza. E di questo con ogni probabilità dovremo ringraziare una società biotecnologica. – Marie-Laure Schaufelberger, Product Specialist

 

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