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Barometro dei  mercati finanziari, previsioni di investimento di giugno

Giugno 2020

Barometro: azioni non al passo con l'economia

Mentre le economie iniziano a emergere dal lockdown,  le speranze dei mercati per una ripresa a V paiono ottimistiche.

01

Asset Allocation: piano con l’ottimismo

Man mano che vengono rimosse le misure di lockdown e le economie iniziano a ripartire quasi ovunque, sarebbe facile trovare una giustificazione per la brusca ripresa degli attivi rischiosi dai minimi della seconda metà di marzo. Tuttavia riteniamo che sia prematuro sostenere che la crisi sia finita e che il mondo si stia dirigendo verso una ripresa a V. Per questo motivo manteniamo un’esposizione neutrale alle principali classi di attivi.

I rischi sono bilanciati. Nonostante tutto l’ottimismo generato dal calare dei tassi di contagio e di decesso in gran parte del mondo e l’entusiasmo per lo stimolo monetario e fiscale, non è da escludere la possibilità di una significativa seconda ondata di pandemia di Covid nel corso dell’anno. Contemporaneamente, le aziende si trovano nella situazione di dover sostenere nuovi pesanti fardelli – come i costi legati alla ristrutturazione operativa per rispondere alle linee guida sul distanziamento sociale – per qualche tempo.

Fig. 1 Griglia mensile dell’asset allocation
Giugno 2020
griglia dell’asset allocation di giugno

Fonte: Pictet Asset Management

Di sicuro, i nostri indicatori del ciclo economico mostrano che le economie in tutto il mondo si stanno risollevando. Gli indici di attività giornaliera di aziende come Google e Apple indicano che i Paesi più sviluppati stanno tornando alla normalità, dimezzando i cali registrati nei mesi di marzo e aprile, con l’eurozona adesso di circa il 24% al di sotto dei livelli pre-Covid e USA e Giappone in calo di circa il 15%. La Cina è tornata ai livelli di gennaio, sebbene il suo particolare assetto politico – sia in termini di lockdown che di stimoli – suggerisca che non possa costituire un modello indicativo per gli altri Paesi.

Enormi perdite di posti di lavoro – il tasso di disoccupazione potrebbe superare il 20% – si sono abbattute sui consumi statunitensi. Ci aspettiamo un declino dal picco massimo al livello minimo del 12% per quanto riguarda la spesa al consumo. Ciò, tuttavia, sarà mitigato da imponenti stimoli fiscali. Il deficit fiscale statunitense è a livelli estremamente elevati, destinato a raggiungere quest’anno quota 4.000 miliardi di dollari, circa il 20% del PIL, senza neanche contare i diversi programmi di spesa al vaglio del Congresso. Circa il 90% di tale aumento sarà finanziato dalla Federal Reserve.

L’eurozona finora ha assunto un approccio più conservativo. Ma un nuovo programma di salvataggio da 750 miliardi di euro (un mix di sovvenzioni e prestiti), da finanziare attraverso obbligazioni emesse a livello comune, è il primo grande passo verso l’integrazione fiscale della regione della moneta unica. Questo, in ultima analisi, potrebbe essere ancora più importante delle misure di salvataggio a breve termine e costituisce un importante passo avanti per l’eurozona, soprattutto alla luce della mancanza di solidarietà tra i Paesi membri all’inizio della crisi. Anche se il piano dovesse indebolirsi - come pare probabile - il programma franco-tedesco potrebbe cambiare le prospettive economiche della regione nel medio-lungo termine. 

I mercati emergenti, sostenuti da Cina e India, sono destinati a soffrire di meno della flessione nella crescita rispetto alle controparti sviluppate, ma registriamo una crescita mondiale in calo del 3,6% quest’anno, con una flessione dal picco massimo al livello minimo dell’8%, doppia rispetto al crollo successivo alla crisi finanziaria globale.

I nostri indicatori di liquidità offrono dati molto positivi per le classi di attivi più rischiose grazie alle misure di stampa di nuova moneta più imponenti di sempre e al fatto che i bilanci delle banche sono sufficientemente solidi da trasmetterla all'economia reale attraverso la creazione di credito – diversamente dalla crisi del 2008-09. La creazione totale di liquidità pubblica e privata equivale al 23% del PIL globale, rispetto al 17% del picco precedente, raggiunto nel 2016. Quest’anno le banche centrali forniranno un’iniezione di liquidità del 13%, rispetto all’8% del 2009. Tuttavia, lo slancio alla creazione di denaro pare essere al picco.
Fig. 2 - Miglioramento quotidiano
Indicatori dell’attività giornaliera per Paese, variazione % dall’inizio dello studio (media su 5 settimane gen-feb)
Indicatori dell'attività giornaliera per Paese

*Vendita al dettaglio e tempo libero, stazioni di transito, parchi, alimentari e farmacie, luoghi di lavoro, residenziale. ** Media del consumo di carbone, della congestione del traffico e delle vendite immobiliari. Fonte: Pictet Asset Management, Google LLC. Dati relativi al periodo 21.02.2020-21.05.2020.

I mercati stanno scontando una flessione costante del costo del capitale, invece di concentrarsi sulle entrate e sui guadagni, sostenendo in questo modo le valutazioni. Dopo un rally del 30% dai minimi di marzo, le azioni sono adesso tornate al valore equo, mentre le obbligazioni sono al loro livello massimo di sempre. Rispetto alle obbligazioni, le azioni hanno un certo margine di rialzo. Tuttavia, le valutazioni assolute contano e in alcuni mercati, come gli Stati Uniti, i multipli sono molto elevati, anche rispetto agli utili tendenziali. A prescindere dall’entità delle perdite di utili causate dalla crisi legata alla pandemia di Covid e dai suoi effetti postumi, prevediamo un declino del 40% quest’anno, quasi il doppio delle stime degli analisti. La dispersione delle valutazioni tra le varie classi di attivi è molto alta, ma le classifiche relative di regioni e settori azionari sono simili a quelle pre-Covid. 

I nostri indicatori tecnici suggeriscono una possibile correzione delle azioni; anche gli effetti stagionali negativi rappresentano un ostacolo per gli attivi rischiosi. Il sentiment è tornato a livelli normali, ma occorre notare il fatto che gli investitori retail non si sono mai del tutto arresi, il che è tipico di mercati fortemente ribassisti. I sondaggi indicano uno scetticismo diffuso verso questo rialzo tra gli investitori professionali, che continuano a mantenere elevati livelli di liquidità.

02

Regioni e settori azionari: più interessati ad alcuni settori fortemente colpiti

L’economia mondiale non è ancora fuori pericolo. Ma nonostante la nostra cautela sulle prospettive per le azioni globali nel breve termine, abbiamo deciso di aumentare l’esposizione ad alcuni settori ciclici che sono stati particolarmente colpiti dalle vendite massicce sul mercato. 

In particolare, le prospettive paiono più brillanti per il settore dei materiali, che comprende anche le miniere e le aziende chimiche. È infatti ben posizionato per beneficiare della ripresa economica che si inizia a intravedere in Cina, dove i tracker dell’attività quotidiana sono già tornati ai livelli di gennaio. Di importanza fondamentale, stiamo anche assistendo a un’espansione monetaria che, la storia ci insegna, tende a favorire la sovraperformance dei titoli legati ai materiali (si veda la Figura 3). Dati i valori interessanti, abbiamo aumentato l'esposizione al settore, portandola da un livello neutrale a un singolo sovrappeso.

Tuttavia, non tutti i titoli ciclici che hanno subito il ribasso paiono interessanti. Il settore finanziario, ad esempio, è indubbiamente sia ciclico che conveniente. Ma non ci aspettiamo una ripresa del valore nei prossimi mesi. Nel frattempo, i rendimenti obbligazionari sono ostinatamente bassi, e in questo contesto i crescenti accantonamenti per le perdite sui crediti rappresenteranno un problema rilevante. Per questo motivo abbiamo ridotto a neutrale l’esposizione sui finanziari.

Fig. 3 - Un concreto ottimismo
Performance del settore globale dei materiali e impulso al credito cinese*
Settore globale dei materiali e impulso al credito cinese

Fonte: Refinitv. Dati relativi al periodo 28.05.2010-28.05.2020.

Vediamo prospettive luminose per le azioni in Giappone, una delle regioni più convenienti nella nostra analisi. Insieme alla Cina, il Giappone è un Paese in cui un arresto del turismo potrebbe rivelarsi una manna per i consumi interni, in quanto la popolazione farebbe acquisti in patria invece che all'estero. Le autorità sono anche state proattive – il governo ha appena approvato un ulteriore stimolo di 1.100 miliardi di dollari che, se implementato, dovrebbe portare il pacchetto di aiuti economici totali a oltre il 40% del PIL, secondo il Primo Ministro Shinzo Abe. Inoltre, il governo ha appena tolto lo stato d’emergenza, data la forte diminuzione dei nuovi casi di Coronavirus. Di conseguenza, abbiamo deciso di chiudere la nostra posizione corta tattica sulle azioni giapponesi.

Per contro, abbiamo chiuso il sovrappeso sulle azioni britanniche anche se le loro valutazioni rimangono interessanti. Il FTSE 100 ha un’elevata esposizione ai titoli energetici – un settore che difficilmente vivrà una forte ripresa nel breve termine. Inoltre, con i negoziati per la Brexit che entrano in una fase critica, il mercato britannico potrebbe subire un periodo di turbolenza. 

Malgrado questi ritocchi pro-ciclici nella nostra asset allocation, riteniamo che i rischi saranno nel complesso bilanciati. Per noi, l'equilibrio proviene dal mantenere alcune posizioni di sovrappeso difensive, come sulle azioni svizzere e sui titoli sanitari. 

03

Reddito fisso e valute: le zecche lavorano a tutto vapore

L’attività di stampa di nuova moneta rimane intensa.

Le banche centrali mondiali hanno offerto uno stimolo record pari a 7.500 miliardi di dollari per ravvivare l'economia colpita dal virus, equivalente al 13% del PIL. I loro interventi hanno dato un forte impulso a quasi tutte le classi di attivi del reddito fisso, ma dato che alcuni settori adesso paiono molto costosi, gli investitori dovranno essere più attenti.

Gli Stati Uniti rimangono il nostro mercato preferito; manteniamo la nostra posizione di sovrappeso sui Treasury e sulle obbligazioni investment grade.

La Fed è stata di gran lunga la banca centrale che ha adottato la politica più espansionistica, con il suo programma di quantitative easing che adesso comprende anche le obbligazioni societarie.

Sebbene i tassi d’interesse di riferimento difficilmente entreranno in territorio negativo, ci aspettiamo che la Fed adotti una politica di controllo della curva dei rendimenti di tipo giapponese se l'inflazione dovesse scendere significativamente al di sotto del suo obiettivo nei prossimi mesi.

L’iniezione di liquidità totale della Fed quest’anno ammonterà a circa 2.400 miliardi di dollari, per finanziare in modo efficace circa il 60% del deficit del governo, che dovrebbe raggiungere i 4.000 miliardi di dollari entro la fine del 2020.

Ciò dovrebbe spingere il tasso “ombra” statunitense – che prende in considerazione l’impatto del suo allentamento anticonvenzionale – al di sotto del minimo precedente del -4,7% in termini reali entro la fine dell’anno, dall'attuale -3,3%.

Fig. 4 - Quello che luccica...
Prezzo dell’oro in USD 
Prezzo dell’oro

Fonte: Refinitv. Dati relativi al periodo 28.05.2010-28.05.2020.

Rimaniamo attratti dal debito in valuta locale dei mercati emergenti. L’inflazione nel mondo emergente rimane in media al 2,5% – un minimo record - che apre la porta a un ulteriore allentamento in Paesi come la Corea, la Russia e la Turchia.

Anche gli attivi a reddito fisso dell’eurozona sono sostenuti dagli stimoli della banca centrale, ma molti mercati sono poco interessanti, con rendimenti in territorio pesantemente negativo. Sebbene la proposta franco-tedesca di un recovery fund da 750 miliardi di euro costituisca uno sviluppo positivo, gli spread sulle obbligazioni emesse da Italia, Spagna e Portogallo si sono già notevolmente ridotti, limitando la portata di un ulteriore rally. Pertanto abbiamo mantenuto la nostra posizione neutrale sul debito e sul credito sovrani dell’eurozona.

La nostra posizione di sovrappeso sull’oro rimane intatta. Malgrado la recente ripresa, l’oro ha ancora spazio di manovra per crescere ulteriormente, in quanto offre una copertura interessante in un momento in cui le tensioni tra Stati Uniti e Cina tornano a salire.

Un allentamento aggressivo della politica monetaria da parte delle banche centrali di tutto il mondo aumenta anche il rischio di una svalutazione valutaria nel lungo termine, che favorisce il metallo prezioso.

Nel complesso, il nostro bene rifugio preferito rimane il franco svizzero.

04

Panoramica sui mercati globali: ripresa allungata di azioni e petrolio

Le azioni globali hanno alimentato la loro ripresa nel mese di maggio, crescendo di oltre il 4% in valuta locale e sovraperformando le obbligazioni, che hanno chiuso il mese invariate.

Gli investitori sono diventati più ottimisti sulle prospettive di un rimbalzo dell'economia, supportati dall’allentamento delle limitazioni di lockdown in diversi Paesi e da dati incoraggianti dalla Cina.

I titoli giapponesi hanno tenuto particolarmente bene, mettendo a segno guadagni superiori al 6%. Wall Street ha registrato una robusta ripresa, con un balzo in avanti di oltre il 5%.

Le azioni dei Paesi emergenti sono rimaste indietro rispetto alle controparti sviluppate, con i titoli asiatici che hanno chiuso il mese invariati.

I titoli tecnologici hanno allungato la serie positiva crescendo di quasi il 7% nel mese, affermandosi come l’unico settore insieme ai titoli sanitari ad essere in territorio positivo quest’anno.

Le azioni legate ai materiali, agli industriali e ai beni di consumo voluttuari sono cresciute di quasi il 6%.

Fig. 5 - Azioni, avanti tutta
Rendimenti delle obbligazioni globali in % rispetto all’MSCI All Country 
Rendimenti delle obbligazioni globali in % rispetto all’MSCI All Country

Fonte: Refinitv. Dati relativi al periodo 28.05.2019-28.05.2020

Le obbligazioni sovrane dei Paesi più sviluppati hanno chiuso il mese sostanzialmente invariate.

I mercati emergenti sono stati una rara area interessante, in quanto il debito in valuta forte e in valuta locale dei mercati emergenti, così come le obbligazioni societarie dei mercati emergenti hanno messo a segno guadagni.

Nei mercati sviluppati del credito, le obbligazioni high yield hanno sovraperformato le controparti investment grade sia nel mercato europeo che in quello statunitense.

Il petrolio ha allungato la sua ripresa a V dal crollo dei mesi precedenti, crescendo di quasi il 40%. Le materie prime seguono, con un guadagno del 16%.

Nel complesso, il dollaro ha perso lo 0,7%, in quanto sono cresciute negli investitori le preoccupazioni sulla riduzione del premio dei tassi d’interesse del biglietto verde e sul crescente deficit fiscale negli Stati Uniti. La sterlina ha perso il 2% dopo l’intensificarsi delle speculazioni sul fatto che la Bank of England potrebbe prendere in considerazione un taglio del costo di indebitamento a meno di zero per rinvigorire l’economia.

05

In breve

barometro giugno 2020

Asset allocation

Un atteggiamento di cautela sulle dimensioni della ripresa del mercato azionario ci porta a rimanere neutrali sulle azioni e sulle obbligazioni.

Regioni e settori azionari

Abbiamo incrementato l'esposizione ai titoli ciclici, aumentando i materiali e diminuendo l’esposizione al Regno Unito.

Reddito fisso e valute

Continuiamo a privilegiare i Treasury USA e il credito investment grade, oltre al debito in valuta locale dei Paesi emergenti. Privilegiamo anche l’oro e il franco svizzero.