I am Article Layout

Ora la lettura: Barometro: Una ripresa credibile



Scegli il tuo profilo:

Questo contenuto è riservato a Istituzionale & Wholesale e Privato.

Hai sbagliato selezione e sei un Consulente finanziario?

Barometro dei mercati finanziari, previsioni di investimento di gennaio

Gennaio 2021

Barometro: Una ripresa credibile

Con l'avvio delle vaccinazioni contro il COVID-19, i mercati azionari potrebbero beneficiare di un forte sostegno nel 2021.

01

Asset allocation: le azioni sono pronte per un rally

I vaccini contro il COVID-19 ci consentono di guardare oltre la pandemia e di concentrarci sulla ripresa economica, sostenuta dagli ingenti piani di spesa fiscale d'emergenza. 

Questo contesto macroeconomico favorevole rappresenta un impulso per gli utili societari e dovrebbe compensare la flessione dei multipli price-earning delle azioni causata dalla riduzione degli stimoli monetari. 

Allo stesso tempo, per i prossimi 6 mesi rimane contenuto il rischio di un errore di politica monetaria o di un nuovo balzo dei rendimenti obbligazionari, come è accaduto nel 2013 quando la Federal Reserve statunitense ha deciso di ridurre il suo programma di acquisto di attività. Quindi, sebbene le valutazioni azionarie e il sentiment degli investitori siano entrambi insolitamente elevati, le prospettive di una correzione a breve termine paiono limitate. Per questi motivi, abbiamo deciso di portare le azioni da neutrali a sovrappesate e di ridurre la posizione sulla liquidità al sottopeso.

Fig. 1 - Griglia mensile dell’asset allocation
Gennaio
griglia dell’asset allocation

Fonte: Pictet Asset Management

I nostri indicatori del ciclo economico sono positivi per gli asset più rischiosi. Ci attendiamo che la crescita economica del 2021 superi le aspettative attuali del mercato – prevediamo un'espansione del PIL reale globale del 5,8% quest'anno rispetto alle previsioni di consenso del 5,1%. La situazione in Cina è particolarmente incoraggiante, con quasi tutti gli indicatori chiave dell'attività economica del Paese che viaggiano ben al di sopra dei livelli visti 12 mesi fa. In questo modo, a sua volta, contribuisce a sostenere il resto dell'Asia.

Prevediamo inoltre un buon andamento per Stati Uniti e Giappone: il sostegno fiscale sarà significativo, mentre l'ondata invernale della pandemia non peserà in modo eccessivo su entrambe le economie.  Anche gli investimenti aziendali negli Stati Uniti dovrebbero salire, poiché le imprese, incoraggiate dai segnali di crescita della domanda, inizieranno a utilizzare la liquidità che hanno messo da parte negli ultimi mesi.

Le prospettive sono meno brillanti per l'Europa e il Regno Unito, anche se l'accordo sulla Brexit firmato alla fine del 2020 riduce parte dei rischi che minacciano la regione. Per il momento, l'inflazione non dovrebbe destare preoccupazione, data l'elevata disoccupazione e considerato che la politica monetaria produce i suoi effetti con un certo ritardo. Le pressioni sui prezzi saranno più preoccupanti nel 2022.

La liquidità rimane abbondante e continua a sostenere i mercati finanziari: il volume degli stimoli monetari potrebbe scendere dai livelli senza precedenti della scorsa estate, ma è ancora vicino ai picchi pre-pandemia, secondo i nostri indicatori, che misurano sia la liquidità del settore privato che quella fornita dalle cinque principali banche centrali.

Tuttavia, il trend al ribasso potrebbe incidere sugli investitori. Prevediamo che l'offerta di liquidità globale comincerà a contrarsi entro il secondo trimestre del 2021, a cominciare dall'Asia. Ciò potrebbe innescare una riduzione sostanziale dei multipli price-earnings delle azioni, come è accaduto durante la crisi finanziaria globale.

Fig. 2 - Risalita degli utili
Utili dei titoli costituenti dell'MSCI All Country World: passati e  previsti, variazione % su base annua
Utili dei titoli costituenti dell'MSCI All Country World: passati e previsti, variazione % su base annua

Fonte: Refinitiv Datastream, IBES, IMF, Pictet Asset Management. * Variazione % su un anno civile in EPS. Dati dal 31.12.1992 al 20.12.2020.

Le valutazioni appaiono elevate in tutte le principali classi di attivi. Non solo la politica monetaria ultra-accomodante ha portato i rendimenti obbligazionari ai minimi record, ma gli investitori prevedono anche una forte ripresa economica. Secondo i nostri modelli, le valutazioni delle azioni sono ai massimi dal 2008. In parole povere, i mercati non stanno prendendo in considerazione la possibilità di cattive notizie per il 2021. Le azioni globali sono scambiate a 20 volte gli utili a termine su 12 mesi, mentre per le azioni statunitensi questo rapporto è ora a 23 volte. Sebbene ci aspettiamo rapporti price-to-earnings in contrazione per il prossimo anno, questa tendenza dovrebbe essere compensata da robusti utili societari, che a nostro avviso cresceranno del 25% nel 2021. 

I nostri indicatori tecnici non mostrano alcuna ragione di preoccupazione, a parte, forse, per i mercati delle obbligazioni societarie. In generale, i nostri grafici suggeriscono un ulteriore potenziale di crescita per gli attivi più rischiosi, una stagionalità favorevole e un rally che si è esteso al di là dei principali titoli tecnologici. Nonostante la recente abbondanza dei flussi di investimento nelle azioni, parte di questi è dovuta al fatto che gli investitori stanno compensando il sottopeso di inizio anno. Alcuni indicatori del sentiment degli investitori iniziano a inviare segnali d'allarme, in quanto evidenziano livelli di ottimismo prossimi a quelli che in passato hanno anticipato vendite massicce.  

02

Regioni e settori azionari: la ripresa premia i mercati emergenti e l'Asia

Al termine di un 2020 tumultuoso con guadagni quasi del 15%, le azioni globali sembrano destinate a salire ulteriormente nel nuovo anno.1

Stimoli fiscali e monetari aggressivi in tutto il mondo hanno contribuito a gettare le basi per la ripresa economica, incoraggiando gli investitori a trasferire la liquidità nelle azioni. Circa 133 miliardi di dollari sono confluiti nel mercato azionario nelle ultime cinque settimane, un record in termini nominali, secondo i dati raccolti da EPFR.

Nonostante il ritmo di stampa di denaro da parte delle banche centrali paia destinato a rallentare, un rimbalzo economico a V, guidato dalla Cina, stimolerà la crescita degli utili societari.

Le aziende e le famiglie dovrebbero anche iniziare a utilizzare la propria liquidità e sostenere la crescita, non appena le vaccinazioni contro il COVID inizieranno ad aumentare la fiducia. Per chiarire la portata dell'accumulo di liquidità, i depositi bancari statunitensi hanno raggiunto il livello record di 16.000 miliardi di dollari, pari al 13% del PIL, rispetto alla media degli ultimi 45 anni di poco meno del 3%.

Ciò non significa tuttavia che le azioni saliranno in modo altrettanto rilevante nel 2021.

Uno dei vincoli è rappresentato dalle elevate valutazioni di partenza. Secondo i nostri modelli di valutazione proprietari, le azioni si trovano ai livelli più cari da metà 2008. Non è da escludere neanche il rischio che una terza ondata di contagi possa causare danni economici.

L'emissione di azioni è in crescita: il valore delle offerte pubbliche iniziali (IPO) globali ha raggiunto un record di 361 miliardi di dollari da gennaio a metà dicembre.

Prevediamo che quest'anno le azioni saliranno circa del 10% a livello globale, rispetto ai guadagni del 20% generalmente osservati alla fine di una recessione.

Le economie emergenti, soprattutto in Asia, continuano a beneficiare della forte ripresa cinese, dove l'attività economica è ora tornata a livelli tendenziali pre-COVID e le cui esportazioni nominali sono superiori del 10% rispetto al trend degli ultimi sei anni.

Anche il Giappone sfrutterà il buon momento dell'Asia e la ripresa del commercio globale. Inoltre, il recente stimolo fiscale del Paese, pari a 700 miliardi di dollari, il terzo pacchetto di questo tipo in un anno, dovrebbe incentivare la domanda dei consumatori. Manteniamo una posizione di sovrappeso sulle economie emergenti e sul Giappone.

Fig. 3 - Mercati emergenti in crescita
Indice MSCI emerging market equity (rendimento totale, USD)
Indice MSCI emerging market equity

Fonte: Pictet Asset Management, Refinitiv. Dati relativi al periodo 01.01.2007 - 21.12.2020

Con i settori ciclici che probabilmente sospingeranno i mercati nel 2021, riteniamo sensato ridimensionare gli investimenti nei titoli difensivi.

Di conseguenza, abbiamo portato le azioni svizzere a una posizione neutrale. I mercati azionari svizzeri detengono la quota più elevata di titoli difensivi tra le principali economie, visto che questi rappresentano circa il 60% della capitalizzazione di mercato dell'indice di riferimento svizzero.

Rimaniamo neutrali sulle azioni europee. Molte delle economie della regione stanno reintroducendo rigide misure di lockdown. Ciò aumenta il rischio di una recessione tecnica, che riteniamo non sia inclusa nelle previsioni degli analisti sugli utili societari per il 2021. Nonostante siano relativamente convenienti, le azioni britanniche devono fare i conti con alcune incertezze legate alla Brexit.

La nostra posizione di sottopeso negli Stati Uniti rimane invariata. Le azioni statunitensi paiono più costose con price-to-earnings pari a 23 volte gli utili a termine su 12 mesi – livelli raggiunti l'ultima volta nel 1999. Wall Street ha registrato emissioni azionarie particolarmente robuste, con il valore delle IPO superiore del 122% rispetto ai livelli del 2019, a suggerire che i mercati sono a rischio di surriscaldamento. Inoltre, poiché l'economia globale sta uscendo da vari lockdown, la natura difensiva e ad alto contenuto tecnologico del mercato statunitense sarà negativa.

Per quanto riguarda i settori, privilegiamo quelli esposti alla ripresa che ci aspettiamo nel commercio e nella spesa in conto capitale, come i settori industriale e dei materiali.

Non siamo entusiasti delle prospettive per il settore tecnologico dopo la performance stellare dello scorso anno. La regolamentazione sembra destinata a una maggiore severità negli Stati Uniti e altrove. Nel Regno Unito, i giganti della tecnologia potrebbero trovarsi ad affrontare multe fino al 10% dei loro ricavi globali in base alle nuove norme sulla concorrenza, mentre l'Europa sta minacciando di colpire le aziende che assumono comportamenti anticoncorrenziali.

03

Reddito fisso e valute: le obbligazioni dei mercati emergenti al centro dell'attenzione

18.000 miliardi di dollari. Il valore di mercato delle obbligazioni che, a livello globale, scambiano attualmente a un rendimento negativo ha raggiunto un nuovo record storico. Supera il PIL di ogni singolo Paese del mondo, compresi gli Stati Uniti.

Si tratta di un contesto difficile per chi investe nel reddito fisso, soprattutto se si considerano le pressioni inflazionistiche all'orizzonte. Ma ci sono ancora opportunità da cogliere, sia per chi intende ridurre il rischio di portafoglio, sia per chi desidera aumentare il reddito. 

Per questi ultimi, le obbligazioni dei mercati emergenti in generale – e il debito cinese in renminbi in particolare – si distinguono tra le poche fonti di rendimento reale positivo. I dati recenti confermano che l'economia cinese viaggia a pieno regime, con tutti i settori sostanzialmente tornati ai livelli pre-COVID e le esportazioni in crescita (la quota mondiale delle esportazioni cinesi è ai massimi storici), mentre l'inflazione rimane bassa. Se si aggiungono gli spread storicamente elevati dei rendimenti delle obbligazioni cinesi rispetto ai Treasury USA, gli investitori hanno ottime ragioni di investire nel debito in renminbi. 

Allo stesso tempo, le valute dei mercati emergenti rimangono molto convenienti – secondo i nostri modelli, sono sottovalutate di circa il 20% rispetto al dollaro. Nei prossimi mesi l'apprezzamento della valuta dovrebbe fornire una spinta al debito in valuta locale dei mercati emergenti, sostenendo la nostra posizione di sovrappeso su tale classe di attivi.

Per le obbligazioni societarie dei mercati sviluppati, le prospettive sono meno nitide. Da un lato, ci aspettiamo che le condizioni di liquidità diventeranno meno accomodanti nel medio termine e il debito societario, uno dei principali beneficiari della politica monetaria ultra-accomodante, potrebbe risentirne. Le valutazioni paiono costose, con spread sui titoli di Stato ben al di sotto della media. I dati tecnici, nel frattempo, suggeriscono che il posizionamento degli investitori è eccessivamente rialzista. 

D'altro canto, le economie avanzate si stanno riprendendo, anche se più lentamente rispetto a quelle emergenti, e gli utili societari sono in aumento. Tenendo conto dei fattori tecnici e fondamentali, vediamo il potenziale maggiore nel debito investment grade statunitense, che riteniamo essere ben posizionato per beneficiare degli stimoli fiscali e del continuo sostegno della Fed. Siamo fiduciosi sul fatto che a breve verrà annunciato un nuovo pacchetto di stimoli fiscali e che questo si rivelerà sufficientemente generoso da compensare l'inevitabile impatto negativo a breve termine dell'aumento dei casi di COVID. 

Contemporaneamente, continuiamo a essere molto cauti sulle obbligazioni societarie high yield. Alcune scosse di assestamento nel credito non sono rare in questa fase del ciclo e il volume di nuove emissioni di obbligazioni è stato significativo: a fine novembre 2020, negli Stati Uniti erano stati emessi circa 390 miliardi di dollari di obbligazioni high yield, il 51% in più rispetto all'intero 2019, secondo la Securities Industry and Financial Markets Association. 

Fig. 4 - Meno di zero
Rendimento dei titoli di Stato svizzeri, indice aggregato, %
Obbligazioni svizzere

Fonte: Refinitiv Datastream, MSCI, Pictet Asset Management. Dati relativi al periodo 01.01.2019 - 18.12.2020

Nel debito sovrano abbiamo declassato le obbligazioni svizzere portandole al sottopeso, poiché il rendimento medio è sceso a -0,6%, il livello raggiunto a metà marzo al culmine della crisi economica e sanitaria (si veda la Fig. 4). Riteniamo che la situazione su entrambi i fronti sia migliorata notevolmente e che tali prezzi non siano giustificati.

Per proteggerci dalla possibilità di un'ulteriore turbolenza economica, manteniamo posizioni di sovrappeso sui Treasury USA (che offrono anche un rendimento più elevato rispetto ai titoli omologhi e sono sostenuti del programma di quantitative easing senza scadenza della Fed) e sul franco svizzero. 

Sebbene prevediamo un indebolimento del dollaro rispetto alle valute dei mercati emergenti, riteniamo che il biglietto verde dovrebbe tenere meglio rispetto alla sterlina, allo yen e all'euro. Rispetto a queste principali valute dei Paesi sviluppati, il dollaro pare ipervenduto.

04

Panoramica sui mercati globali: una fine d'anno risk-on

Il boom degli attivi rischiosi è proseguito anche a dicembre. Gli investitori si sono concentrati su nuove tornate di stimoli monetari e fiscali, mentre l'avvio delle vaccinazioni contro il COVID ha consentito loro di ignorare le notizie sulle  nuove varianti del Coronavirus e sulle ondate sempre più gravi della pandemia.

Le azioni globali, misurate dall'indice MSCI All Country World , hanno guadagnato un ulteriore 3,9% nel mese in valuta locale, mettendo a segno un aumento di quasi il 15% sull'anno , una performance straordinaria data la gravità della crisi economica e la situazione mondiale registrata in primavera. Le obbligazioni sono rimaste ampiamente invariate nel mese, ma l'indice JP Morgan Global Bond è salito del 5,6% nel corso dell'anno.

Anche se le azioni hanno continuato a salire ovunque – il mercato statunitense ha guadagnato il 4% nel mese e il 21% su base annua – il mondo emergente è stato protagonista delle migliori performance, in particolare l'Asia emergente, in rialzo del 6% nel mese in valuta locale e di circa il 26% su base annua. 

Fig. 5 - Rimbalzo
Indice Bloomberg spot commodity price
Indice Bloomberg spot commodity price

Fonte: Refinitiv Datastream, Bloomberg, Pictet Asset Management. Dati relativi al periodo 01.01.2014 - 18.12.2020 

Ciononostante, nel 2020 si è verificata una notevole dispersione nella performance a livello di settori. I titoli IT hanno guadagnato il 44% nell'anno e i beni di consumo voluttuari sono saliti del 35%, mentre gli energetici hanno perso il 28% a causa della forte volatilità dei prezzi del petrolio, e il real estate e i titoli finanziari sono scesi rispettivamente del 7% e del 5%.

Anche le obbligazioni hanno guadagnato terreno, sia i titoli sovrani privi di rischio che gli emittenti societari a più alto rischio. Nonostante un leggero ritardo nel mese di dicembre, i Treasury USA hanno guadagnato l'8% nell'anno, con il rendimento dei titoli decennali sceso di quasi 100 punti base allo 0,9%. I gilt britannici hanno fatto ancora meglio, guadagnando il 9% nell'anno dopo aver raccolto un ulteriore 1,6% in valuta locale nel mese di dicembre, sulla scia dell'ottimismo sull'accordo sulla Brexit che è stato infine raggiunto all'inizio delle festività. 

Il debito societario dei mercati emergenti è salito dell'1,3% nel mese e del 7% nell'anno, spinto da prospettive più ottimistiche per la crescita globale nel 2021 e da solidi fondamentali societari. Altrove, performance di spicco sono state registrate dalle obbligazioni statunitensi investment grade e high yield, in crescita rispettivamente di quasi il 10% e il 6% nell'anno, favorite da diverse misure della Fed volte a proteggere le società e da massicci stimoli fiscali da parte del governo statunitense.

Un forte rimbalzo nelle economie asiatiche, guidate dalla Cina, ha offerto un impulso significativo per i prezzi delle materie prime nella seconda metà dell'anno (si veda la Fig. 5). Dopo i folli movimenti di marzo, quando i prezzi sono diventati negativi, il petrolio ha continuato il suo rimbalzo a dicembre, raccogliendo un ulteriore 8% nel mese, nonostante fosse in calo di oltre un terzo del suo valore nell'anno. L'oro ha continuato a beneficiare del suo status di bene rifugio dall'inflazione e dai rischi politici, guadagnando il 7% a dicembre e in rialzo del 25% dall'inizio dell'anno. Anche i prezzi delle materie prime legate all'industria e all'agricoltura sono saliti. Nel complesso, le materie prime sono cresciute del 6% nel corso del mese.

05

In breve

barometro gennaio 2021

Asset allocation

I fondamentali economici in miglioramento e l'avvio delle vaccinazioni contro il COVID ci hanno spinto a passare da una posizione neutrale a una di sovrappeso per le azioni e da una posizione neutrale a una di sottopeso per la liquidità.

Regioni e settori azionari

I mercati emergenti rimangono una zona interessante, mentre i titoli difensivi potrebbero risentire della ripresa economica.

Reddito fisso e valute

Nel reddito fisso, apprezziamo il debito in valuta locale dei mercati emergenti, le obbligazioni investment grade statunitensi e i Treasury USA, pur restando cauti sul credito ad alto rendimento.