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Politica

Elezioni Europee 2019, i mercati hanno apprezzato la stabilità ma l’Italia preoccupa

Maggio 2019

Il mondo finanziario ha utilizzato due pesi e due misure per valutare la posizione di Europa e Italia. L’ondata populista tanto temuta non si è concretizzata, ma l’exploit della Lega in Italia preoccupa analisti e Ue.

Urne chiuse e mercati aperti. Lo champagne non è stato stappato e non si è vista nemmeno la bandiera a lutto. Il Parlamento Europeo che esce dalle cabine elettorali è decisamente frammentato, con diversi partiti che hanno proposto agende politiche decisamente eterogenee tra loro e ciò significa che accordarsi sulle questioni di grande interesse continentale, soprattutto dal punto di vista economico, non sarà facile alla luce anche delle diverse posizioni estremiste. Tuttavia, lo spettro del populismo dilagante non si è manifestato, anche se i partiti antisistema sono cresciuti. Ciò ha rassicurato i mercati, che puntano ancora sulla stabilità e sulla tenuta dei moderati grazie agli oltre 500 seggi divisi tra PPE, PSE, ALDE e Verdi.

Buone notizie dall’Europa, ma l’Italia resta un sorvegliato speciale

Lunedì 27 maggio i mercati europei non hanno fatto faville, ma comunque hanno avuto un atteggiamento positivo: Francoforte ha chiuso a +0,5%, Parigi a +0,37% e Milano in parità a -0,06%, mentre Londra è stata chiusa per la Spring Bank Holiday, la festa dei lavoratori dei servizi essenziali. Le notizie negative per il nostro Paese arrivano dello spread, che martedì 28 maggio ha chiuso a quota 285 dopo aver sfiorato 290 punti, in netta risalita dai 268 punti di venerdì 24 maggio. Evidentemente l’exploit della Lega non ha rassicurato i mercati sulla tenuta del governo e dei conti pubblici, viste le ripetute affermazioni del Vicepremier Matteo Salvini in merito allo sforamento del tetto del deficit al 3%. Infatti, martedì è circolata una voce insistente riguardo a una possibile procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese per la mancata riduzione del debito che significherebbe una multa da 3,5 miliardi di euro dalla Ue. Ma su questo tema bisognerà attendere giugno.

Fusione FCA-Peugeot: mercati fiduciosi

Una piccola postilla è doverosa per una maxi-fusione del mercato automotive. Le voci si rincorrevano da tempo e alla fine FCA ha deciso di giocare a carte scoperte annunciando la proposta di fusione al 50% col Gruppo francese Renault. I mercati hanno apprezzato sicuramente questa notizia, come dimostra il quasi +8% di FCA nella giornata di lunedì. Una scelta non casuale, come hanno notati alcuni analisti, quella di pubblicare la notizia proprio il giorno delle elezioni Europee a mercati chiusi. Anche il Governo francese si è affrettato a commentare la notizia attraverso il ministro dell’Economia e delle Finanze Bruno Le Maire, che ha definito il possibile affare "una grande opportunità per Renault”. Inoltre il ministro ha precisato che lo Stato rimarrà al 7,5% del nuovo gruppo in modo da potersi assicurare che vengano rispettati gli interessi del popolo francese, a partire dalle garanzie del mantenimento di impianti e livelli occupazionali.