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Economia e finanza

Le politiche di investimento per l’Europa nel periodo 2021-2027

Giugno 2019

Consiglio, Commissione e Parlamento europei trattano per definire i piani di investimento del prossimo settennato. Priorità ad ambiente clima, seguono i diritti sociali, le politiche giovanili, la ricerca, l’innovazione.

Ancora pochi giorni e si alzerà il sipario sulla nona legislatura del Parlamento Europeo. Dal 2 luglio inizieranno i lavori per dare forma al Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, il bilancio dell’Unione Europea di oltre mille miliardi di euro che illustrerà le principali priorità di spesa dei prossimi sette anni. Questa potenza di fuoco sarà composta per oltre l’80% dai contributi dagli stati membri, la fetta restante da risorse dell’UE raccolte dalle entrate dell’unione doganale europea. 

 

Quali contributi dagli Stati Membri?

Innanzitutto, c’è da capire quale sarà il livello del contributo degli Stati Membri e su questo punto andrà trovato l’accordo tra Consiglio, Commissione e Parlamento: al momento si attesta all’1% del PIL dell’Unione Europea e la Commissione ha proposto di alzarlo all’1,08%, mentre il Parlamento ha rilanciato fino all’1,3% ma il Consiglio non sembra d’accordo con questa idea e quindi si andrà avanti a trattare. 

 

Le sfide per l'Europa nel settennato 2021 - 2027

La prima proposta del Parlamento in merito alle diverse destinazioni del budget confermano le priorità del bilancio 2019, con ambiente e lotta ai cambiamenti climatici in testa. Seguono i diritti sociali, le politiche giovanili, la ricerca, l’innovazione, le politiche di investimento, le politiche migratorie, la politica estera e la difesa. Le trattative su questi fronti sono aperte e proseguono con decisione. La Commissione ha proposto di alzare dal 20% al 25% il livello di spesa per il clima, mentre il Parlamento ha alzato la posta indicando il 30% entro il 2027. Aumenteranno anche le risorse per il programma Erasmus sull’istruzione e la formazione dei giovani europei: la Commissione ha proposto di alzare il budget a 26 miliardi, il Parlamento addirittura a 41 miliardi di euro. Sempre per i giovani verrà potenziato il pacchetto per l’occupazione YEI (Youth Employment Initiative) che ora vale 8,8 miliardi ma che il Parlamento chiede di raddoppiare. Per l’innovazione è stato confermato lo stanziamento di fondi del programma Horizon 2020 e il Parlamento ha chiesto di alzare fino a 120 miliardi il pacchetto che la Commissione aveva preventivato di fermare a 100. Vedremo nelle prossime settimane chi la spunterà. 

 

I prossimi passi del budget UE in chiusura nel 2020

Intanto rimane da validare la proposta per definire le risorse delle politiche comunitarie del prossimo anno. L’attuale commissario europeo al bilancio Günther Oettinger ha proposto a Parlamento e Consiglio un pacchetto che consenta di “mantenere il sostegno alle priorità comunitarie e preparare la transizione verso il prossimo ciclo di bilancio”. La Commissione ha spiegato che i 168 miliardi del bilancio 2020 “saranno destinati ai seguenti settori prioritari: economia competitiva e giovani; rafforzamento della sicurezza e della solidarietà nell’Ue, cambiamenti climatici”. In totale, ben il 21% del bilancio sarà stanziato per contrastare i cambiamenti climatici, mentre 83 miliardi saranno poi destinati a crescita economica, regioni europee e giovani. Di questi 83, 13 miliardi serviranno per ricerca e innovazione, 2,8 per il progetto Erasmus e 1,2 miliardi per il progetto Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare europeo.