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Ora la lettura: Termometro macroeconomico 02-08.09.2019



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Settembre 2019

Termometro macroeconomico 02-08.09.2019

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

Il mese in pillole

Agosto 2019

Lunedì 26 agosto:

  • Dato sulla spesa in beni durevoli negli Stati Uniti. 
    Dato solido e al di sopra delle aspettative (2,1% vs 1,2% atteso), guidato però quasi esclusivamente dal settore dei trasporti, in particolare dalla Boeing.
  • IFO Business Climate in Germania. 
    Dato molto debole, ai minimi degli ultimi 6 anni (94,3).

Martedì 27 agosto:

  • Dato sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti. 
    Per quanto in leggero calo rispetto al mese precedente (135,8 vs 135,1), dato molto positivo, ai livelli massimi dal 2000.

Mercoledì 28 agosto:

  • Dato sulla fiducia dei consumatori e del settore manifatturiero in Italia
    Entrambi i dati sono calati nel mese di agosto.

Giovedì 29 agosto:

  • Seconda pubblicazione del dato sulla crescita del PIL negli Stati Uniti. 
    Dato leggermente inferiore rispetto alla stima iniziale (2% vs 2,1%) e al dato relativo al primo trimestre (3,1%).
  • Dato sul sentiment economico nell’eurozona. 
    Dato in risalita che ha sorpreso in positivo (103,1 vs 102,3).

Venerdì 30 agosto:

  • Dato sulla crescita del PIL in Italia. 
    Dato che conferma la stagnazione dell’economia italiana (il PIL è «cresciuto» dello 0,0% nel secondo trimestre).

Sabato 31 agosto:

  • Dato sul PMI del settore manifatturiero in Cina. 
    Dato ancora in calo e al di sotto della soglia del 50 (49,5).

Domenica 1 settembre:

  • Entrano in vigore nuove tariffe americane sulle merci cinesi importate.

Il mese di agosto è stato segnato in modo particolare da una serie di eventi politici che hanno gettato nuove incertezze tra gli investitori, già alle prese con la spinosa questione delle rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Andando con ordine, il weekend dell’11 agosto ha visto il Presidente argentino Mauricio Macri ottenere solamente il 32% dei voti alle elezioni primarie in vista delle elezioni presidenziali del 27 ottobre, a causa del malcontento per le misure di austerità e la crescita bassa. Alberto Fernández e la sua candidata alla vice-Presidenza, l’ex-Presidente Cristina Fernández de Kirchner, hanno ottenuto il 47% circa dei voti: si tratta di un risultato netto ed inatteso, che rischia di minare il percorso di riforme finalizzate a stabilizzare l’economia. Si tratta di un risultato che ha messo fortemente sotto stress gli asset argentini, con gli investitori spaventati dall’eventualità di avere ad ottobre un Presidente di estrazione peronista, populista e “nemico” del FMI. Negli ultimi giorni, è stato annunciato che verranno rimandati i pagamenti sul debito a brevissimo termine; nel frattempo, il Governo argentino si è trovato costretto ad imporre un controllo sui capitali per cercare di proteggere le riserve della banca centrale e frenare la caduta della valuta (il cambio contro dollaro è arrivato a 55 pesos per 1 dollaro, toccando anche quota 60, da un livello di pre-crisi di 45). 

Nel corso del mese, si è concretizzata anche la crisi di Governo in Italia. La fine della coalizione tra Movimento 5 Stelle e Lega ha aperto alla possibilità di una nuova alleanza di Governo che vede il PD prendere il posto del partito guidato da Matteo Salvini al fianco del Movimento 5 Stelle (con l’aggiunta probabile di LeU). La fattibilità di questo nuovo esecutivo è soggetta, però, al vaglia della piattaforma penta-stellata Rousseau, dove martedì 2 settembre gli iscritti al Movimento 5 Stelle esprimeranno il proprio consenso al nuovo accordo di Governo con il PD. Nonostante l’incertezza, l’agenzia di rating Fitch nel weekend di ferragosto ha confermato il giudizio espresso a febbraio sul merito creditizio del nostro Paese: BBB con outlook negativo.

Non se la passano molto meglio nel Regno Unito: la Regina Elisabetta ha approvato la richiesta del neo-Premier Boris Johnson di sospendere il Parlamento britannico dal 12 settembre fino al 14 ottobre, a ridosso della scadenza per Brexit fissata al 31 ottobre. Con un Parlamento contrario ad una “hard Brexit” (senza accordo con l’UE), l’obiettivo del Primo Ministro sembra quello di impedire al Parlamento di approvare l’accordo attuale ed indurre così le istituzioni europee a cedere sul tema relativo al “backstop” irlandese, sotto la minaccia concreta di una “no-deal Brexit” qualora ciò non accada. In tale contesto, aleggia anche lo spauracchio di nuove elezioni politiche: il Primo Ministro Johnson ha, infatti, minacciato di ricorrere al voto popolare qualora dovesse accorgersi di non avere in alcun modo il supporto del Parlamento alla sua strategia politica.

Sul fronte delle tensioni commerciali, lo scorso weekend sono entrate in vigore nuove tariffe del 15% su oltre $ 100 miliardi di merci importate dalla Cina, soprattutto beni di consumo (come abbigliamento e prodotti tecnologici). Ulteriori dazi (sempre del 15%) colpiranno circa $ 250 miliardi di beni cinesi il 15 dicembre. Le due delegazioni cercheranno di trovare un accordo prima di tale data.

Queste situazioni di instabilità politica si inseriscono in un contesto economico globale fragile. Con l’Italia in piena stagnazione, la settimana scorsa l’IFO Business Climate Change tedesco ha toccato il livello più basso degli ultimi 6 anni, alimentando i timori, sempre più concreti, di una recessione imminente nella prima economia dell’eurozona. Dall’altra parte dell’Oceano, l’economia statunitense, guidata soprattutto dai consumi mentre hanno rallentato gli investimenti aziendali, nel secondo trimestre si è espansa ad un ritmo inferiore rispetto alla stima governativa iniziale e a quanto fatto nel primo trimestre (2% rispetto al 2,1% inizialmente stimato e al 3,1% del Q1). Anche l’economia cinese mostra chiari segnali di rallentamento, con il PMI del settore manifatturiero ormai stabile al di sotto della soglia dell’espansione indicata dal livello 50.

I banchieri centrali, intanto, si sono riuniti al simposio annuale di Jackson Hole (in Wyoming), discutendo sulla necessità che le banche centrali utilizzino i propri strumenti di politica monetaria per mitigare anche i rischi politici, come quelli legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, visto il loro impatto potenziale sulla crescita dell’economia globale.

03

Occhi puntati su...

02-08 Settembre 2019

Lunedì 2 settembre:

  • Dato sul PMI del settore manifatturiero nell’eurozona.

Martedì 3 settembre:

  • Dato sull’ISM e sul Markit PMI del settore manifatturiero negli Stati Uniti.

Venerdì 6 settembre:

  • Report sul mercato del lavoro (non-farm payrolls) negli Stati Uniti.

Questa settimana sarà importante innanzitutto sul fronte politico, dove si attendono novità sulla situazione italiana (accordo di Governo PD-M5S) e su quella del Regno Unito (sospensione del Parlamento/nuove elezioni). Venerdì ci sarà il solito report mensile sul mercato del lavoro statunitense (non-farm payrolls): le attese sono per 165000 nuovi posti di lavoro creati e una disoccupazione stabile al 3,7%, con una crescita dei salari in rallentamento (al 3%). C’è attesa anche per i PMI del settore manifatturiero dell’eurozona (lunedì) e degli Stati Uniti (martedì).

04

Calendario economico

calendarioeco02092019

Fonte: Pictet Asset Management