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Ora la lettura: Termometro macroeconomico 20-26.01.2020



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Gennaio 2020

Termometro macroeconomico 20-26.01.2020

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

13-19 gennaio 2020

Lunedì 13 gennaio:

  • L’accordo del Primo Ministro Boris Johnson con l’Unione Europea viene sottoposto al Parlamento UK.

Martedì 14 gennaio:

  • Incontro tra Unione Europea e Stati Uniti per i dazi sulle merci europee.
  • Dato sull’inflazione negli Stati Uniti.
    Dato leggermente al di sotto delle attese (sul mese, +0,1% vs +0,2% atteso).

Mercoledì 15 gennaio:

  • Stati Uniti e Cina siglano il loro accordo parziale sulla politica commerciale.
  • Dato sulla produzione industriale nell’eurozona.
    Dato al di sotto delle aspettative (-0,3% vs -0,2% atteso).

Giovedì 16 gennaio:

  • Dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti.
    Dato solido in linea con le aspettative (+0,3%).

Venerdì 17 gennaio:

  • Dato sulla crescita del PIL nel quarto trimestre del 2019 in Cina.
    Dato in linea con le aspettative (+6,0%), che porta la crescita complessiva del 2019 al 6,1%.
  • Dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio in Cina.
    Dato sulla produzione industriale solido e al di sopra delle aspettative (+6,9%% vs +5,9% atteso); solido anche il dato relativo alle vendite al dettaglio (8,0%).
  • Dati sulla produzione industriale e sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
    Dato sulla produzione industriale al di sotto delle aspettative (-0,3% vs -0,2% atteso), mentre resta solido il dato sulla fiducia dei consumatori, per quanto inferiore alle attese (99,1 vs 99,3 atteso).

Sul fronte commerciale, si è arrivati finalmente alla firma dell’accordo di fase uno tra Stati Uniti e Cina, che, per quanto parziale e incompleto, allontana per un po’ le tensioni commerciali dai radar degli investitori.
L’accordo, che prevede la rimozione di alcune tariffe sulle merci cinesi, implica che lo Stato asiatico dovrà impegnarsi ad andare incontro alle richieste statunitensi su temi quali la proprietà intellettuale, la tecnologia e i servizi finanziari, oltre a dover importare merci agricole americane.

Su un altro binario, vanno avanti i lavori diplomatici per rasserenare anche i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, resi ancora più tesi negli ultimi tempi dalla decisione della Francia di sottoporre ad una tassazione speciale i colossi tecnologici nordamericani.

In settimana, il dato sull’inflazione statunitense mostra una crescita dei prezzi al consumo nell’ultimo anno del 2.3% (esclusi cibo ed energia), il ritmo più alto dal 2008.
Ciò nonostante, la misurazione dell’inflazione preferita dalla Fed, il Personal Consumption Price Index (PCE), è rimasta per ora al di sotto del 2%, target dell’istituto centrale (l’ultima osservazione era di 1.6%, a fine novembre).

Non preoccupa particolarmente, invece, il dato negativo sulla produzione industriale nel mese di dicembre (-0.3%).
Infatti, depurandolo della componente legata al settore automobilistico (penalizzato sia dalle minori vendite di nuove auto nel mese di dicembre che dallo sciopero degli operari di GM), la produzione industriale ha segnato una solida crescita dello 0.5% nel corso del mese.

Inoltre, restano di supporto all’economia i consumi, con le vendite al dettaglio in crescita nuovamente dello 0.3% nel mese di dicembre (anche in questo caso, il dato migliora escludendo il settore automobilistico).
Solida è anche la fiducia dei consumatori, che per quanto in leggero calo rispetto ai mesi passati, si attesta ancora su livelli molto elevati (99.1).

In Cina, nel frattempo, la cui economia nell’ultimo trimestre è cresciuta ad un ritmo annualizzato del 6.0% (la crescita totale del 2019 si è attestata su un livello del 6.1%), la produzione industriale nel corso dell’anno è cresciuta al ritmo sostenuto del 6.9% (contro il 5.9% previsto), nonostante le tensioni legate alle frizioni commerciali con gli Stati Uniti.
Anche qui, le vendite al dettaglio continuano a mostrare una dinamica molto virtuosa, in crescita dell’8.0% nel corso del 2019.

03

Occhi puntati su...

20-26 gennaio 2020

Lunedì 20 gennaio:

  • L’accordo del Primo Ministro Boris Johnson con l’Unione Europea continua il suo percorso al Parlamento UK.
  • Il Fondo Monetario Internazionale pubblica il suo World Economic Outlook.

Martedì 21 gennaio:

  • Comincia il World Economic Forum.
  • Riunione della Bank of Japan.

Giovedì 23 gennaio:

  • Riunione della Banca Centrale Europea.

Venerdì 24 gennaio:

  • Dati sul Markit PMI del settore manifatturiero negli Stati Uniti e nell’eurozona.

In settimana inizierà il World Economic Forum, l’evento annuale che riunisce tutte le personalità economiche e politiche più importanti a livello mondiale a Davos, in Svizzera.
Il Forum, che andrà avanti fino al 24 gennaio, ha per la prima volta nella storia l’ambiente al vertice delle preoccupazioni globali.

Sarà una settimana anche all’insegna delle banche centrali: martedì si riunirà la Bank of Japan, mentre giovedì sarà il turno della BCE.
Nel primo meeting del 2020, non sono previste modifiche ai tassi di riferimento da parte dell’istituto dell’eurozona, ma c’è attesa per le indicazioni sulle possibili mosse future di politica monetaria (forward guidance).

A livello politico, l’accordo su Brexit raggiunto dal Primo Ministro britannico Boris Johnson con l’Unione Europea continua il suo percorso (accelerato) attraverso il Parlamento UK: la Camera dei Lord esprimerà il proprio voto sull’accordo martedì. Gli eventuali emendamenti apportati verranno poi sottoposti all’approvazione della Camera dei Comuni mercoledì.

Infine, la settimana si chiuderà venerdì con una serie di dati sui PMI negli Stati Uniti e nell’eurozona.

04

Calendario economico

calendarioeco2026012020

Fonte: Pictet Asset Management