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Ora la lettura: Termometro macroeconomico 10-16.02.2020



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Febbraio 2020

Termometro macroeconomico 10-16.02.2020

È disponibile un aggiornamento settimanale dei principali avvenimenti economici e degli indicatori del calendario economico di maggior interesse.

01

Di cosa si tratta

Negli ultimi mesi è diventato sempre più importante e necessario analizzare considerare l’andamento dei mercati finanziari a partire dagli sviluppi macroeconomici e geopolitici globali. 
Per questo portiamo alla vostra attenzione un nuovo aggiornamento realizzato su base settimanale dei principali avvenimenti a livello globale insieme agli indicatori del calendario economico di maggiore interesse, riassunti in pillole per consentire una semplice e immediata comprensione della “temperatura” macroeconomica globale.

Il termometro rappresenta anche un valido strumento per permettere all’investitore finale di aumentare la conoscenza dei concetti base della finanza attraverso il glossario e la guida alla finanza del nostro portale dedicato all’educazione finanziaria Pictet per Te.

Sperando sia di vostro interesse vi invitiamo a farci pervenire via mail spunti e riflessioni per migliorare Il termometro macroeconomico a partire dalle vostre routine professionali.

02

La settimana in pillole

03-09 febbraio 2020

Lunedì 3 febbraio:

  • Cominciamo le primarie del Partito Democratico negli Stati Uniti.
    In Iowa, ha vinto il candidato Pete Buttgieg, di poco sopra al «rivale» Bernie Sanders.
  • Dato su PMI del settore manifatturiero negli Stati Uniti (Markit e ISM), in Cina (Caixin) e nell’eurozona (Markit).
    Dati positivi negli Stati Uniti (soprattutto l’ISM) e nell’eurozona, meno in Cina.

Martedì 4 febbraio:

  • Il Presidente americano Donald Trump tiene la relazione annuale «State of Union» di fronte al Congresso.

Mercoledì 5 febbraio:

  • Dato su PMI del settore dei servizi in Cina (Caixin) e nell’eurozona (Markit).
    Dato positivo nell’eurozona, meno in Cina.

Giovedì 6 febbraio:

  • La BCE pubblica il suo Bollettino Economico.
    Previsioni in leggero miglioramento per l’eurozona e per l’economia globale, in generale.

Venerdì 7 febbraio:

  • Dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (non-farm payrolls).
    Dati molto solidi, con il tasso di disoccupazione sempre prossimo ai suoi livelli minimi degli ultimi 50 anni (3,6%).
  • Dato sulla produzione industriale in Germania.
    Dato molto debole (-3,5%), molto al di sotto delle aspettative (-0,2%).
  • L’agenzia Fitch rivede il rating sull’Italia.
    Confermato il rating BBB, con outlook negativo.

Negli Stati Uniti, le primarie del Partito Democratico sono partite nel caos in Iowa.
Un pasticcio informatico, infatti, ha portato ad un enorme ritardo nel conteggio dei voti, che, invece di durare poche ore, si è protratto per diversi giorni. Il risultato finale ha visto la vittoria a sorpresa del candidato Pete Buttgieg, che ha staccato di poco Bernie Sanders (la prossima tappa sarà in New Hampshire).

Intanto, il mercato del lavoro resta molto solido, rassicurando i mercati sullo stato di salute dell’economia statunitense.
I non-farm payrolls hanno mostrato la creazione di 225'000 nuovi posti di lavoro nel mese di gennaio, superando agevolmente le attese degli operatori (175'000) e la media mensile del 2019 (165'000). Il tasso di disoccupazione è rimasto, di conseguenza, prossimo ai livelli più bassi registrati negli ultimi 50 anni, al 3.6% (per quanto in leggera risalita dal 3.5% di dicembre).

La settimana passata è stata anche caratterizzata dall’uscita dei dati relativi ai PMI di molte delle principali economie al mondo, Stati Uniti, Cina e Paesi dell’eurozona. Negli Stati Uniti, l’ISM nel mese di gennaio ha segnato un rimbalzo ben al di sopra delle aspettative (50.9, contro il 47.2 del mese di dicembre e il 48.5 atteso dagli operatori), dopo un periodo di crollo prolungato. L’indicatore, dopo 5 mesi, è tornato in territorio di espansione (al di sopra della soglia del 50), riflettendo il rasserenamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Nella direzione opposta si è mosso il PMI di IHS Markit, sceso da 52.4 a 51.9 (comunque meglio del valore atteso di 51.7), ma la permanenza dell’indicatore al di sopra della soglia del 50 dissipa per il momento ogni forma di preoccupazione1

Anche nell’eurozona, il PMI ha mostrato una dinamica positiva nel mese di gennaio (51.3, in risalita rispetto al 50.9 di dicembre), guidato soprattutto dal settore dei servizi (52.5). Si notano, però, segnali positivi anche sul fronte manifatturiero (47.9), con l’indicatore in risalita in tutti i Paesi della regione a moneta unica (per quanto resti in territorio di contrazione, al di sotto della soglia del 50). Ciò nonostante, la produzione industriale tedesca nel mese di dicembre è calata del -3.5%, risentendo ancora degli effetti del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina e dei timori riguardo all’attuazione di eventuali tariffe sulle auto europee da parte dell’amministrazione Trump.

Meno positiva è, invece, la lettura relativa all’economia cinese. I dati relativi sia al settore manifatturiero che a quello dei servizi hanno toccato i livelli più bassi degli ultimi mesi, scesi rispettivamente a 51.1 e a 51.8. Per quanto entrambi restino stabilmente al di sopra del 50, il calo desta qualche timore, soprattutto considerando il fatto che non tengono ancora conto degli effetti dell’epidemia di coronavirus (per approfondire il potenziale impatto economico del coronavirus clicca qui: Link articolo Coronavirus).

Intanto, l’agenzia Fitch ha confermato il rating BBB con outlook negativo per l’Italia, citando l’incertezza politica, l’elevato indebitamento pubblico e la crescita stentata tra le principali preoccupazioni attuali.

03

Occhi puntati su...

10-16 febbraio 2020

Martedì 11 febbraio:

  • Procedono le primarie negli Stati Uniti, che fanno tappa nel New Hampshire.
  • Il Presidente della Fed Jerome Powell tiene il discorso semestrale sulla politica monetaria di fronte al Congresso.

Mercoledì 12 febbraio:

  • Report mensile dell’OPEC sul mercato del petrolio.
  • Dato sulla produzione industriale nell’eurozona.

Giovedì 13 febbraio:

  • Dato sull’inflazione negli Stati Uniti.

Venerdì 14 febbraio:

  • Cina e Stati Uniti riducono i dazi su un paniere di rispettive merci.
  • Dati sulle vendite al dettaglio, sulla fiducia dei consumatori e sulla produzione industriale negli Stati Uniti.
  • Dato sulla crescita del PIL nell’eurozona.
Negli Stati Uniti, mentre procedono le primarie in vista delle elezioni presidenziali di novembre, il Presidente della Fed Jerome Powell terrà il discorso semestrale di aggiornamento sulla politica monetaria di fronte al Congresso. A tal proposito, in settimana si attendono i dati relativi alla crescita dei prezzi al consumo (inflazione) nel corso del mese di gennaio, importanti per intuire le mosse future della banca centrale. Venerdì, invece, sono attesi i dati su consumi e produzione industriale.

Per quanto riguarda l’eurozona, in settimana verranno rilasciate le stime preliminari sulla crescita del PIL della regione nell’ultimo trimestre del 2019 (proiettate ad un blando +0.1%). Attesi anche i dati sulla produzione industriale.
Infine, dando seguito a quanto pattuito all’interno dell’accordo di Fase 1, venerdì Cina e Stati Uniti ridurranno da ambo i lati le tariffe su un basket di merci scambiate tra i due Paesi.
04

Calendario economico

calendaioeco11022020

Fonte: Pictet Asset Management